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La 'Queer night' di Verdi a Parma e le polemiche, tanto rumore per nulla: "Solo un omaggio al suo anticonformismo"

La serata, in programma il 20 settembre, era stata oggetto di un'interrogazione al ministro Franceschini da parte di due senatori della Lega: "Si vuole imporre l'ideologia Lgtb". La direttrice del Regio replica: "Vogliamo coinvolgere i più giovani"
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"Queer Night Un ballo in maschera - Prova dedicata agli Under30". Lunedi 20, ore 20. Nella città dove l'unico santo non bestemmiato è Giuseppe Verdi, è bastato l'annuncio della serata, sulla home-page del Festival Verdi. A Parma dove fu contestato (prima di vederlo in scena, ovviamente) lo Stiffelio con soli posti in piedi di Graham Vick al Farnese, diventato poi spettacolo cult di rilevanza mondiale, e l'anno successivo il ventre di una nave militare voluto da ricci/forte per Nabucco, in generale il loggione e non solo scendono in piazza al solo sospetto di lesa maestà verdiana. Il caso è scoppiato alla sola vita dell'immagine-flyer della serata. Prima ancora di leggere per esteso la garbata motivazione della Queer Night, presentata come "serata a teatro nel segno della libera espressione di sé, lasciando fuori pregiudizi, stereotipi e convenzioni".

A due senatori di Parma della Lega, non è andata g…

"Queer Night Un ballo in maschera - Prova dedicata agli Under30". Lunedi 20, ore 20. Nella città dove l'unico santo non bestemmiato è Giuseppe Verdi, è bastato l'annuncio della serata, sulla home-page del Festival Verdi. A Parma dove fu contestato (prima di vederlo in scena, ovviamente) lo Stiffelio con soli posti in piedi di Graham Vick al Farnese, diventato poi spettacolo cult di rilevanza mondiale, e l'anno successivo il ventre di una nave militare voluto da ricci/forte per Nabucco, in generale il loggione e non solo scendono in piazza al solo sospetto di lesa maestà verdiana. Il caso è scoppiato alla sola vita dell'immagine-flyer della serata. Prima ancora di leggere per esteso la garbata motivazione della Queer Night, presentata come "serata a teatro nel segno della libera espressione di sé, lasciando fuori pregiudizi, stereotipi e convenzioni".

A due senatori di Parma della Lega, non è andata giù l'ammiccante Verdi, in profilo prosperoso, con i seni che premono l'abito rosa e il cilindro giallo. Scandalo. Anzi ragione per scomodare la politica. (Dis)turbati dal fatto che "oggi ogni cosa viene piegata al nuovo conformismo ideologico Lgbt che si vuole imporre a tutto il Paese e anche la Cultura e la Tradizione vengono strumentalizzate per farne propaganda", Maria Gabriella Saponara e Maurizio Campari ieri hanno inoltrato al ministro Franceschini un'interrogazione: "per sapere che iniziative intenda assumere per far cessare quest'utilizzo improprio dell'immagine del Maestro Verdi". Immagine che rischia di trasformare l'innocua provocazione destinata ai giovani spettatori - cui si chiede di "vestirsi nel modo che più lo rappresenta o che rappresenta quella parte di sé che generalmente resta nascosta" - - in un "un piccolo Pride all'interno del Festival Verdi: un utilizzo strumentale a fini meramente ideologici davvero inaccettabile".

Tanto chiasso per nulla, al solito. Si confonde un ballo in maschera, una carnevalata da finale melodrammaticamente tragico, col Pride. La spiritosa e ragionata provocazione con l'induzione e il favoreggiamento del travestitismo. Facendo finta di non capire. La "Queer night vuole rendere omaggio alla modernità di Verdi, che è sempre stato uomo e artista anticonformista per eccellenza", sottolinea con tediata ironia Anna Maria Meo, direttore generale del Regio di Parma e direttore artistico del Festival Verdi: "la festa mascherata è evento comunicativo promosso nell'ambito di Verdi Off, che tra i suoi obiettivi ha quello di allargare i confini del festival e coinvolgere le comunità più giovani e che frequentano meno l'opera". Il dibattito acceso tra gli appassionati, anche senza gli eccessi politici, dimostra che l'uso eterodosso dell'immagine di Verdi - cosa che già Verdi Off ha fatto in più occasioni "accende la discussione sui temi sociali scottanti: le sue prese di posizione sono ancora soggette alle medesime censure".

Del resto, l'idea di inaugurare il festival (venerdì 24, direttore Roberto Abbado) non col 'solito' Ballo in maschera ma nella redazione basata sulla versione ambientata in Svezia, alla corte di Gustavo III, così come originariamente concepita per il debutto a Roma - cioè prima che l'intervento dei censori pontifici imponesse agli autori la trasposizione nella Boston coloniale -, è di per sé una provocazione motivata. Gustavo III, il personaggio storico che ispira il libretto amava uomini; i figli nati dal matrimonio imposto non furono suoi. Nel primo libretto adottato, il tema dell'omosessualità riappare carsicamente ma con evidenza: nelle parole del personaggio en travesti di Oscar (paggio intimo, amico, confidente che canta con voce femminile) ma ammanta anche l'amicizia molto maschia con Ankastrom (Renato nel libretto ordinario). Nulla di strano che l'idea di Vick, morto qualche mese fa e a cui il Regio, alle ore 11.00 di sabato 25 dedica un ricordo a più voci trasmesso in live streaming sul portale di Rai Cultura, su teatroregioparma.it e sui profili social connessi, fosse di avere come bussola scenico-registica il tema dell'identità di genere e del travestimento. Senza comizi. Per uno spettacolo che, come tutti quelli 'scandalosi' di Vick, vuole far riflettere su quante idee di oggi porti con sé l'opera di ieri. E di cui, tra due giorni, la "Queer Night Un ballo in maschera - Prova dedicata agli Under30", intende essere solo un gioioso e scanzonato prologo.