✕

Pino Strabioli e l'omaggio a Paolo Poli: "Ero uno spettatore innamorato di lui"

Il 4 ottobre al Teatro Niccolai di Firenze debutta "Sempre fiori mai un fioraio" ideato e interpreato dall'ex partner televisivo del grande artista fiorentino
3 minuti di lettura

Toccò a Paolo Poli, che a Firenze era stato un habitué del prezioso e storico Teatro Niccolini coi suoi spettacoli dal 1980 al 1995, festeggiare la riapertura della sala dopo vent'anni di fermo e di restauri apportati dalla famiglia Pagliai, e l'8 gennaio 2016 l'attore beniamino del pubblico toscano propose una delle sue meravigliose serate, intitolata affettuosamente Teatrino. E adesso si rende ancora doverosamente omaggio a Poli, nella ripartenza attuale di una direzione artistica del Niccolini affidata a Roberto Toni (qui altrettanto di casa), affidando il 4 ottobre il taglio del nastro della stagione a Sempre fiori mai un fioraio ideato e interpretato da Pino Strabioli, già collega di scena, coautore letterario e partner televisivo dell'artista fiorentino, un evento che strizza l'occhio alla verve e al genio paolopoleschi.

Strabioli, lei è stato compagno di imprese culturali ed è oggi testimonial di un genio memorabile, e bat…

Toccò a Paolo Poli, che a Firenze era stato un habitué del prezioso e storico Teatro Niccolini coi suoi spettacoli dal 1980 al 1995, festeggiare la riapertura della sala dopo vent'anni di fermo e di restauri apportati dalla famiglia Pagliai, e l'8 gennaio 2016 l'attore beniamino del pubblico toscano propose una delle sue meravigliose serate, intitolata affettuosamente Teatrino. E adesso si rende ancora doverosamente omaggio a Poli, nella ripartenza attuale di una direzione artistica del Niccolini affidata a Roberto Toni (qui altrettanto di casa), affidando il 4 ottobre il taglio del nastro della stagione a Sempre fiori mai un fioraio ideato e interpretato da Pino Strabioli, già collega di scena, coautore letterario e partner televisivo dell'artista fiorentino, un evento che strizza l'occhio alla verve e al genio paolopoleschi.

Strabioli, lei è stato compagno di imprese culturali ed è oggi testimonial di un genio memorabile, e battezza il cartellone d'un palcoscenico ricco di prestigio. Con che animo?

"Con l'animo pieno di gratificazione e di tirocinio umano di chi ha più volte affiancato amichevolmente un maestro. Ricordo il rammarico di Paolo quando si recitava assieme ne I viaggi di Gulliver e a Firenze non si poteva proporre lo spettacolo al Niccolini, che era chiuso, e allora s'andava al Verdi. Per fortuna adesso c'è un bellissimo cartellone, nel rilanciato Niccolini, e s'annunciano Carlo Cecchi, Paolo Graziosi, Filippo Timi e Lucia Mascino, Scimone e Sframeli, Giancarlo Cauteruccio. Il mio sarà un reading appassionatamente dedicato a Paolo che qui era di casa".     

     

L'evento 'Sempre fiori mai un fioraio' trae il titolo da un fortunato libro scritto nel 2013 da 'Paolo Poli con Pino Strabioli'. Come andò? 

"Tutto nacque dai rapporti che s'andavano stabilendo tra noi. Io ero uno spettatore innamorato di lui, poi m'ha chiamato per affiancarlo nel 1996/97 in Gulliver, e più tardi sono riuscito a convincerlo ad avere con me una serie di pranzi col registratore in un noto ristorante romano. Nell'arco di due anni abbiamo collezionato una trentina di pranzi, e il risultato è stato pubblicato in più edizioni da Rizzoli, che ora a novembre fa uscire di nuovo il libro nella collana economica Bur".

Poi ci sono state altre imprese in comune...

"Riportai Paolo in tv a Rai3 nel programma del 2015 E lasciatemi divertire, titolo scelto da lui che adorava Palazzeschi, otto puntate dedicate ai vizi capitali, che sono sette, a cominciare dalla Lussuria, ma lui diceva "L'ottavo sono io". Leggeva accompagnato dalla musica al pianoforte del nipote compositore Andrea Farri. Poi ci sono state le interviste-spettacolo ad Assisi (meraviglioso come Paolo insegnava l'arte su San Francesco), a Roma per Caravaggio (andavamo con la mia Fiat 500) e al Teatro Tor Bella Monaca diretto da Benvenuti, e a Orvieto. L'avevo convinto a fare un nuovo ciclo televisivo, sui sette nani, e lui proponeva di farne otto ("L'ottavo sei tu" mi diceva), poi nel 2016 se n'è andato".

Qual è la struttura di questa serata evento al Niccolini?

"C'è una proiezione iniziale di quindici minuti, con montaggio di brani su suoi trasformismi tipo Santa Rita o Lucrezia Borgia, sue dichiarazioni, interviste, canzonacce. Poi entro in ballo io e parlo di lui, del nostro frequentarci, con aneddoti, incontri e collaborazioni, e s'inserisce il musicista Marcello Fiorini che m'accompagna alla fisarmonica (con citazioni da partiture d'epoca al Satie amatissimo da Paolo), mentre Andrea Farri, che non poteva personalmente partecipare, mi darà per la serata alcuni oggetti scenici appartenuti a suo zio Paolo. L'idea è di far rivivere a teatro questi nostri pranzi fatti di allegria, tenerezza e sfrontatezza, ma anche di silenzi. Riportando le parole con le quali lui racconta l'infanzia, la guerra, i primi turbamenti amorosi, il confronto meraviglioso col padre carabiniere. E nella storia s'affacciano Laura Betti, Alfredo Bianchini, Pasolini, Moravia, Elsa Morante, Sandro Penna, Mario Soldati, ma la sua consolazione era Dante. Secondo me lo sapeva interamente a memoria, e comunque era una sua mappa orientativa".

Arrivando a citarlo come?

"Diceva: mi domando se quando morirò finirò tra i lussuriosi, quelli col peccato per cui Cesare si sentì chiamare regina, oppure mi toccherà la pioggia di fuoco del sabbione dell'Inferno assieme a Brunetto Latini, che poi, beh, mi farebbe piacere fare due chiacchiere con Brunetto, perché la realtà si confonde con la fantasia, e la verità non esiste".

Dopo il Niccolini lei porterà l'omaggio a Poli il 6 al Franco Parenti di Milano, dal 2 al 4 novembre all'Off/Off di Roma ("Paolo iniziava le sue tournée sempre nel giorno dei morti"), il 13 alla Sala Umberto, e poi a Orvieto, e a Torino. E ha in calendario altri impegni per la scena.

"Confesso che mi stimola la direzione di Teatrinscuola con laboratori interattivi nelle classi dalle medie in su, tirocini per ora organizzati in istituti di Roma, propedeutici alla visione di spettacoli come quello su Paolo, come La lezione di Ionesco con regia di Luca Ferrini, e come un altro lavoro cui partecipo con Sveva Tedeschi e Ferrini, un viaggio teatrale nel tradimento, "Abolite gli armadi, gli amanti non esistono più" di Maurizio Costanzo, a dicembre all'Off/Off".

Senza escludere tv e radio...

"In Rai conduco la seconda edizione de Il caffè di Rai 1 il sabato dalle 7 alle 8 di mattina: io e Roberta Ammendola parliamo di libri di teatro e di cinema. Per Rai Radio 2 ho il programma di monografie Grazie dei fiori la domenica dalle 21 alle 22, su Lucio Dalla, o Gabriella Ferri, con interventi di giovani come Erica Mou, Alessandro Mannarino. E con Costanzo lavoriamo a una nuova serie su Rai 3 di Io li conoscevo bene".