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La Filarmonica della Scala compie 40 anni: il direttore Chailly annuncia la stagione

Tra gli ospiti Zubin Mehta con Daniel Barenboim al pianoforte, Valery Gergiev, Gianandrea Noseda, Lahav Shani
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"Non posso dimenticarlo. L'esecuzione l'ho ascoltata in un palco ma avevo seguito le prove: si capiva subito che stava nascendo qualcosa di importante. Non era un semplice concerto ma un gesto emblematico e audace", rievoca Riccardo Chailly. Era il 25 gennaio 1982, con la Sinfonia n.3 di Mahler diretta da Claudio Abbado prendeva avvia l'avventura della Filarmonica della Scala. Il giovane Chailly era tra il pubblico. Lunedì 24 gennaio 2022, sarà invece sul podio dell'orchestra di cui è direttore principale dal 2015, che in quelle stesse settimane guiderà in una lunga tournée europea, per il primo appuntamento con la stagione del quarantennale.

Un traguardo significativo, forse insperato quando Abbado, prendendo a modello la storia struttura della Filarmonica di Vienna - "a servizio" dell'Opera ma titolare, in assoluta autonomia artistica e finanziaria, della prestigiosa stagione sinfonica al Musikverein - convi…

"Non posso dimenticarlo. L'esecuzione l'ho ascoltata in un palco ma avevo seguito le prove: si capiva subito che stava nascendo qualcosa di importante. Non era un semplice concerto ma un gesto emblematico e audace", rievoca Riccardo Chailly. Era il 25 gennaio 1982, con la Sinfonia n.3 di Mahler diretta da Claudio Abbado prendeva avvia l'avventura della Filarmonica della Scala. Il giovane Chailly era tra il pubblico. Lunedì 24 gennaio 2022, sarà invece sul podio dell'orchestra di cui è direttore principale dal 2015, che in quelle stesse settimane guiderà in una lunga tournée europea, per il primo appuntamento con la stagione del quarantennale.

Un traguardo significativo, forse insperato quando Abbado, prendendo a modello la storia struttura della Filarmonica di Vienna - "a servizio" dell'Opera ma titolare, in assoluta autonomia artistica e finanziaria, della prestigiosa stagione sinfonica al Musikverein - convinse i musicisti scaligeri a iniziare un'autogestione allora audace. E con pochi fondamenti per la legislazione italiana. Di fatto dopo quarant'anni di attività, con oltre 1600 concerti alle spalle, la Filarmonica della Scala è l'unica grande realtà sinfonica italiana, appoggiata e "ospite" in virtù di una convenzione ma di fatto indipendente dal teatro in cui ordinariamente suona in "buca", che vive solo di finanziamenti privati. Erano sei sostenitori nel 1982, dal 2003 Unicredit è il Main Partner. E le pagine con l'elenco completo degli abbonati, per tradizione citati nei programmi, non hanno mai una colonna in bianco.

Stagione di festa e celebrazione, non soltanto per i (pochi) musicisti - come il violoncellista Marcello Sirotti che ha ricordato l'emozione e l'orgoglio della prima serata - ancora tra i leggii da allora, o per gli spettatori che c'erano, la 40esima programmazione, riprende la calendarizzazione solare d'un tempo. I 10 concerti 2022 saranno proposti da gennaio a novembre (otto entro maggio); in più ci sarà un appuntamento straordinario (19 giugno) con la serata autocelebrativa di John Williams, per la prima volta sul podio milanese. Sui singoli programmi c'è anche una "firma" del quarantennale. A memoria dell'attenzione di Abbado per il nuovo e di impegno a dedicarsi sempre più sistematicamente alla musica di oggi condiviso col neo-direttore artistico Etienne Reymond, è stato deciso di commissionare un nuovo pezzo di apertura di tutti i concerti (eccetto quelli già corposi di Fabio Luisi, 21 marzo con l'Ottava di Bruckner, e di Myung-Whun Chung, l'11 aprile con la Nona di Mahler).

Hanno aderito finora nomi senatoriali come Giorgio Battistelli, Carlo Boccadoro, Ivan Fedele, Nicola Campogrande. La prossima locandina si intreccia con le altre iniziative musicali, nate a corollario del calendario (Sound Musica, Prove Aperte, Borse di Studio, attività discografica e sito nuovo di zecca) e continua la tradizione del Concerto per Milano, in Piazza Duomo, nel 2022 alla sua decima edizione. Dopo l'inaugurazione diretta da Chailly - il direttore principale tornerà in Filarmonica il 23 ottobre) - il calendario annuncia l'ospitalità del Gewandhaus di Lipsia (7 febbraio, direttore Andris Nelson), il ritorno di Zubin Mehta con Daniel Barenboim al pianoforte (12 febbraio, musica di Beethoven e Sacre du printemps di Stravisnkij), quello di Valery Gergiev (7 marzo) e Gianandrea Noseda (14 marzo). Per la prima volta con la Filarmonica il 23 maggio sarà il giovane Lahav Shani (pianista-direttore e successore di Mehta alla guida della Filarmonica di Israele) e il compositore-direttore Thomas Adès (14 novembre).