Fabrizio De André secondo Rezza/Mastrella, così un pensiero prende forma sul palco
di Anna Bandettini , di Anna BandettiniUn po’ deve aver contato l’indole comune, antiautoritaria, anarchica, sempre miracolosamente in bilico tra la ribellione e l’emozione, la poesia e il guizzo sardonico. In ogni caso è una cosa sorprendente vedere Fabrizio De André nel teatro di Rezza/Mastrella, cioè di Antonio Rezza, l’inarrivabile performer, e Flavia Mastrella, inventrice di ambientazioni surreali. “Francesca Serafini, la scrittrice, portò Dori Ghezzi all’Elfo di Milano a vedere due nostri spettacoli, Fotofinish e Fratto X – ricostruisce oggi Rezza - Dori rimase impressionata, ci disse che aveva del materiale inedito di Fabrizio, alcuni frammenti audio e video. ‘Vorrei darlo a darlo a voi per farne quello che volete’, disse. Era tre anni fa. Grazie alla pandemia abbiamo metabolizzato quell’idea e ora eccola in scena”.
Si intitola Amistade, cioè "amicizia" (“ altra idea di Dori&rd…
Un po’ deve aver contato l’indole comune, antiautoritaria, anarchica, sempre miracolosamente in bilico tra la ribellione e l’emozione, la poesia e il guizzo sardonico. In ogni caso è una cosa sorprendente vedere Fabrizio De André nel teatro di Rezza/Mastrella, cioè di Antonio Rezza, l’inarrivabile performer, e Flavia Mastrella, inventrice di ambientazioni surreali. “Francesca Serafini, la scrittrice, portò Dori Ghezzi all’Elfo di Milano a vedere due nostri spettacoli, Fotofinish e Fratto X – ricostruisce oggi Rezza - Dori rimase impressionata, ci disse che aveva del materiale inedito di Fabrizio, alcuni frammenti audio e video. ‘Vorrei darlo a darlo a voi per farne quello che volete’, disse. Era tre anni fa. Grazie alla pandemia abbiamo metabolizzato quell’idea e ora eccola in scena”.
Si intitola Amistade, cioè "amicizia" (“ altra idea di Dori”), è prodotto da Sardegna Teatro, e Rezza/Mastrella (che stanno anche lavorando al loro nuovo spettacolo ma debutterà con l’anno nuovo) lo stanno portando in scena in questi giorni in varie città sarde “dove si sente che la gente ama Fabrizio”. Il clou sarà nelle due serate del 21 e 22 al Teatro Del Carmine di Tempio Pausania, cioè nei luoghi “deandrani”, dove è attesa anche Dori Ghezzi.
Lo spettacolo è lo strano incontro tra il mitico Faber e due artisti che lo ammiravano da ragazzi senza averlo mai conosciuto di persona, ma con la stessa affinità per la libertà, l’antiautoritarismo, le minoranze. In scena è diventato un fecondo incastro: c’è Fratto X, il cult del 2012, con le sue storie sull’esistenza che vanno da Santa Rita da Cascia a un ipotetico Mario, con Rezza insieme a Ivan Bellavista nell’habitat di Mastrella, dove ora si proiettano le immagini di De André (il montaggio è di Barbara Faonio) e si ascolta la sua voce in alcuni frammenti audio, su Pasolini, il potere della maggioranza, l’album “Le Nuvole”...
“Sono tracce mai ascoltate da interviste o documentari che non riguardavano la sua musica - dice Mastrella - non abbiamo voluto essere didascalici e anche delle sue canzoni c’è solo qualche breve citazione, anche per non entrare nella giungla dei diritti. A Dori interessava che emergesse più il 'De André pensiero’, non immediato ma, secondo noi, più forte e preciso anche della poesia delle canzoni stesse”. E Rezza: “Sono riflessioni sul potere, sulla solitudine, che in Fratto X arrotondano o contrastano quello che dico e faccio io. Ci lega l’avversione a ogni forma di potere, la salvaguardia delle minoranze, come quando Fabrizio parla del barbaricino e spiega che il popolo che perde la lingua, perde la dignità”.
In questa strana insolita compenetrazione tra tre individualità artistiche, ognuno con la sua dirompenza, c’è spazio anche per i sentimenti: “Io sono colpita – dice Mastrella- dall’amore, si vede che Fabrizio e Dori si sono amati perdutamente”. “Sì, a De Andrè io invidio Dori Ghezzi – dice Rezza - di solito gli eredi vanno uccisi perché frammentano tutto quello che hanno ricevuto. Dori, essendo un’artista, l’ha tenuto insieme, e cura ogni dettaglio di quello che ha fatto e ha lasciato Fabrizio che è immortale anche grazie a lei”.