Mimmo Cuticchio con i suoi pupi sulle tracce di Dante in Sicilia
di Mario Di Caro , di Mario Di CaroIl pupo Dante incontra il pupo Virgilio sul monte Pellegrino, Caronte traghetta i poeti sul mare di Messina, tra Scilla e Cariddi, mentre Ulisse racconta il suo naufragio nell'isola di Linosa. E così i pupi di Mimmo Cuticchio stavolta escono dal loro teatrino e scendono all'Inferno per diventare protagonisti del film girato da Daniele Ciprì (e montato da Chiara Andrich) che forma il nuovo spettacolo multimediale del puparo-contastorie palermitano. Sulle vie dell'Inferno, con la drammaturgia dello stesso Cuticchio, Elisa Puleo e Alfonso Veneroso, è un viaggio in Sicilia sulle tracce di Dante e dei suoi dannati, alla ricerca dell'inferno d'oggi, quello terreno.
Il pupo Dante incontra il pupo Virgilio sul monte Pellegrino, Caronte traghetta i poeti sul mare di Messina, tra Scilla e Cariddi, mentre Ulisse racconta il suo naufragio nell'isola di Linosa. E così i pupi di Mimmo Cuticchio stavolta escono dal loro teatrino e scendono all'Inferno per diventare protagonisti del film girato da Daniele Ciprì (e montato da Chiara Andrich) che forma il nuovo spettacolo multimediale del puparo-contastorie palermitano. Sulle vie dell'Inferno, con la drammaturgia dello stesso Cuticchio, Elisa Puleo e Alfonso Veneroso, è un viaggio in Sicilia sulle tracce di Dante e dei suoi dannati, alla ricerca dell'inferno d'oggi, quello terreno.
La tecnologia rende invisibili i "manianti", i manovratori, cosicché i pupi sembrano muoversi autonomamente, come una sorta di film d'animazione, nei paesaggi siciliani di un Inferno possibile: ci sono le fiere, i diavoli, gli scheletri, ci sono guerrieri che si flagellano, c'è un enorme Lucifero alato, ci sono gli avari e i prodighi che trascinano massi nella miniera di zolfo di Sommatino, lì dove i "carusi", i ragazzini, venivano venduti e ridotti in schiavitù. Il fiume Stige, invece, scorre nelle acque delle terme di Segesta, dove Cuticchio ha relegato gli iracondi, mentre Pier delle Vigne alza il suo lamento sull'Etna, all'ombra del grande ilice, e il conte Ugolino sfoga la sua rabbia cannibalesca nella rocca di Cerere, a Enna.