foto Amati Bacciardi
Franco Branciaroli porta in scena il mistero dell'amicizia
di Rodolfo di Giammarco , di Rodolfo di GiammarcoEccezionali e instancabili, tutti e tre assieme sommano 252 anni, le colonne del teatro italiano Franco Branciaroli, 74 anni, e Umberto Orsini, 87 anni, che mettono in cantiere il testo Per un sì per un no di Nathalie Sarraute con la regia del maestro della scena Pier Luigi Pizzi, 91 anni. Debutteranno il 26 novembre al Teatro della Fortuna di Fano. Poi saranno in tournée fino a maggio. Producono gli stessi interpreti, attraverso la Compagnia Orsini e il Teatro de Gli Incamminati, in collaborazione col Ctb. Sarà tra gli spettacoli più replicati della stagione dopo lunga chiusura delle sale. "Ronconi diceva che si diventa più bravi stando a casa - riflette Branciaroli - Io ho la fortuna d'essere a cento metri dal Ticino, e correvo o leggevo. Dimagrito di dieci chili. Abolito l'alcol. Senza accorgermi del trascorrere del tempo. M'è mancato il rapporto col pubblico. Ora spero che riaccorra di nuovo, che le economie lo permettano,…
Eccezionali e instancabili, tutti e tre assieme sommano 252 anni, le colonne del teatro italiano Franco Branciaroli, 74 anni, e Umberto Orsini, 87 anni, che mettono in cantiere il testo Per un sì per un no di Nathalie Sarraute con la regia del maestro della scena Pier Luigi Pizzi, 91 anni. Debutteranno il 26 novembre al Teatro della Fortuna di Fano. Poi saranno in tournée fino a maggio. Producono gli stessi interpreti, attraverso la Compagnia Orsini e il Teatro de Gli Incamminati, in collaborazione col Ctb. Sarà tra gli spettacoli più replicati della stagione dopo lunga chiusura delle sale. "Ronconi diceva che si diventa più bravi stando a casa - riflette Branciaroli - Io ho la fortuna d'essere a cento metri dal Ticino, e correvo o leggevo. Dimagrito di dieci chili. Abolito l'alcol. Senza accorgermi del trascorrere del tempo. M'è mancato il rapporto col pubblico. Ora spero che riaccorra di nuovo, che le economie lo permettano, che la curva dei contagi non salga".
La prima notizia è che riprende un sodalizio tra due eccezionali attori. "La risorsa più opportuna era chiamare in causa due coetanei, con un testo giusto, e c'è venuta in mente, su idea di Pizzi, la commedia di Nathalie Sarraute Pour un oui ou pour un non. Portavoce del nouveau roman con attitudini teatrali, qui con una pièce che in francese significa 'per un nonnulla'. Avevamo in testa qualcosa di vicino a un paradosso, in linea con Estinzione. Uno sfacelo di Bernhard. Per ora la cosa più cocciuta è la lunga tournée".
foto Amati Bacciardi
Viene da chiedersi in cosa consista l'intesa artistica dei due interpreti. "C'è la reciproca volontà e il piacere di lavorare insieme. Io mi trovo benissimo con Umberto. Una sintonia basata su comunicazione, cultura, divertimento, e esperienze comuni. Siamo stati antagonisti nel Besucher di Botho Strauss con regia di Ronconi nel 1989, e nell'Otello con messinscena di Lavia nel 1995. Stavolta è diverso, Per un sì o per un no è un copione che indaga sul mistero dell'amicizia. Non sappiamo mai perché si è amici di qualcuno, su cosa regga un rapporto tra due uomini. Contano i dislivelli economici, sociali... Qui a far crollare l'armonia è stata l'intonazione di un 'Ah, bene, ecco' con cui uno dei due ha commentato l'atteggiamento dell'altro. Le pause e i timbri di queste tre parole sono suonate ambigue, cariche di significati non cordiali. Conta poco obiettare 'Non è così, è una tua impressione', o dare ragione all'amico: ormai il pasticcio è bell'e fatto. Però è divertente, non è un saggio di Foucault".
foto di Tommaso Le Pera
Chissà, tra Branciaroli e Orsini, chi se n'era qui uscito con la frase equivoca. "Sono stato io - ammette il primo - Sono il personaggio più abbiente, che fa inutilmente marcia indietro. Troppo tardi. Lui accetterebbe una dimensione falsa, l'altro crede solo a un'esistenza di poesia, dove non si recita. Orsini è più onesto, io sono più pratico, e gli dico che ad aiutarlo è Verlaine. Brava, Sarraute. Quanti livelli".
Branciaroli a teatro è andato avanti con Giovanni Testori, Carmelo Bene, Luca Ronconi. "Ognuno l'opposto e il complemento dell'altro. Un drammaturgo senza fronzoli, un attore solo attore, un regista che ha creduto nei testi detti a dovere. Io do ragione a uno, a volte all'altro. Dopo un mio Mercante di Venezia a Verona, io e Umberto dovremmo fare di nuovo coppia in Terra di nessuno di Pinter, diretti da Massimo Popolizio".