Riccardo Cocciante e i vent'anni di 'Notre-Dame de Paris': "È uno spettacolo senza tempo"
di Simona Spaventa , di Simona SpaventaUn Riccardo Cocciante visibilmente soddisfatto si è seduto al pianoforte e ha accompagnato di persona le canzoni - o sarebbe forse meglio definirle arie - dei protagonisti di Notre-Dame de Paris. Che il cantautore ami la sua "opera popolare" ispirata al romanzo di Victor Hugo, e che se la coccoli, si è visto bene a Milano dove Cocciante è volato appositamente da Dublino, dove vive, per partecipare alla presentazione del tour dei vent'anni dell'edizione italiana con testi di Pasquale Panella (il debutto assoluto, in francese su libretto di Luc Plamondon, fu a Parigi nel 1998), rinviato di un anno per la pandemia. Accanto a lui, il cast originale che quel lontano 14 marzo 2002 calcò le scene del Gran Teatro di Roma, fatto costruire appositamente dal produttore David Zard "perché in Italia un teatro abbastanza grande non c'era". Di nuovo insieme dal 3 marzo quando la tournée parte dal Teatro degli Arcimboldi di Mil…
Un Riccardo Cocciante visibilmente soddisfatto si è seduto al pianoforte e ha accompagnato di persona le canzoni - o sarebbe forse meglio definirle arie - dei protagonisti di Notre-Dame de Paris. Che il cantautore ami la sua "opera popolare" ispirata al romanzo di Victor Hugo, e che se la coccoli, si è visto bene a Milano dove Cocciante è volato appositamente da Dublino, dove vive, per partecipare alla presentazione del tour dei vent'anni dell'edizione italiana con testi di Pasquale Panella (il debutto assoluto, in francese su libretto di Luc Plamondon, fu a Parigi nel 1998), rinviato di un anno per la pandemia. Accanto a lui, il cast originale che quel lontano 14 marzo 2002 calcò le scene del Gran Teatro di Roma, fatto costruire appositamente dal produttore David Zard "perché in Italia un teatro abbastanza grande non c'era". Di nuovo insieme dal 3 marzo quando la tournée parte dal Teatro degli Arcimboldi di Milano fino al 18 dicembre quando si concluderà al Politeama Rossetti di Trieste, ci saranno Lola Ponce che rimette i panni di Esmeralda, Giò Di Tonno come Quasimodo, Vittorio Matteucci/Frollo, Graziano Galatone/Febo, Matteo Setti/Gringoire e solo per alcune date anche il Clopin di Marco Guerzoni e la Fiordaliso di Claudia D'Ottavi.
"Notre-Dame è uno spettacolo unico nella sua conformazione a metà tra rock e classica, con parti rinascimentali - racconta Cocciante - e anche il testo è antico e moderno insieme. Da artista essere unici è difficile, ma per me è condizione essenziale per esistere e continuare a lavorare. E credo che il successo di questo spettacolo sia legato proprio alla sua atemporalità: ho evitato di essere troppo contemporaneo, e mescolato tutto. È uno spettacolo senza tempo". Un azzardo per Zard, che si trasformò in un enorme successo, con 1346 repliche solo in Italia, versioni in nove lingue viste da tredici milioni di spettatori nel mondo. E che anche oggi, secondo l'autore, non ha perso il senso profondo di un messaggio universale: "Il problema dell'escluso e del diverso esisteva ai tempi di Hugo come vent'anni fa, come esiste oggi: è eterno. E io potrei fare solo Quasimodo, è il mio ruolo. L'artista deve soffrire per la sua differenza, deve saper lottare quando vuole conquistare qualcosa di diverso e inedito. Di me agli inizi dicevano che gridavo, che non sapevo cantare, che fisicamente non ero giusto. Allora ci voleva prestanza".
Quanto all'incertezza che perdura per la pandemia, e che ha messo in ginocchio il mondo della cultura, Cocciante conclude con una nota di speranza: "Tutti noi artisti dobbiamo cercare di ripartire, di ricominciare a vivere, non solo per noi sul palco ma per tutti quelli che ci stanno attorno. Cerchiamo di dare un esempio, di vivere appieno. Perché la cultura trasmette nuove idee, ci fa andare avanti. Purtroppo abbiamo sofferto tantissimo. Ma speriamo quest'anno di poter rinascere più forti di prima. A volte da queste calamità nascono mondi interi, Si ricreano cose nuove, come dopo un incendio".