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La lirica in trincea: anche Anna Netrebko scende dal palco

Dopo il caso del maestro Gergiev, il celebre soprano russo annulla tutti gli impegni  
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Meno di una settimana per sbriciolare carriere sfolgoranti di musicisti russi giramondo. Come quelle dello zar del podio Valery Gergiev e della primadonna Anna Netrebko, i due nomi più in vista tra gli artisti della classica che hanno troppo flirtato con il sovranismo guerrafondaio di Putin e che adesso, per non aver preso risolutamente le distanze dell'invasione dell'Ucraina, vengono banditi dai cartelloni europei e americani. Colpito soprattutto Gergiev, fiore all'occhiello della politica culturale putiniana, intimo del presidente, che paga il fatto di non aver detto neppure una parola contro la guerra. Dopo la cancellazione da parte della Carnegie Hall di New York dei suoi concerti con i Wiener Philharmoniker, la valanga non si è più fermata: scaricato dal suo agente, licenziato dalla direzione principale della Filarmonica di Monaco, estromesso dalla presidenza onoraria del festival di Edimburgo, dalla Filarmonica di Rotterdam e dalle stagioni di Pa…

Meno di una settimana per sbriciolare carriere sfolgoranti di musicisti russi giramondo. Come quelle dello zar del podio Valery Gergiev e della primadonna Anna Netrebko, i due nomi più in vista tra gli artisti della classica che hanno troppo flirtato con il sovranismo guerrafondaio di Putin e che adesso, per non aver preso risolutamente le distanze dell'invasione dell'Ucraina, vengono banditi dai cartelloni europei e americani. Colpito soprattutto Gergiev, fiore all'occhiello della politica culturale putiniana, intimo del presidente, che paga il fatto di non aver detto neppure una parola contro la guerra. Dopo la cancellazione da parte della Carnegie Hall di New York dei suoi concerti con i Wiener Philharmoniker, la valanga non si è più fermata: scaricato dal suo agente, licenziato dalla direzione principale della Filarmonica di Monaco, estromesso dalla presidenza onoraria del festival di Edimburgo, dalla Filarmonica di Rotterdam e dalle stagioni di Parigi, Amburgo, Baden Baden (dove nelle prossime settimane avrebbe dovuto portare, da San Pietroburgo, i complessi del suo Mariinsky); lui stesso si è dimesso dall'orchestra del festival svizzero di Verbier.

(afp)

Nel frattempo era alle prese con l'ultimatum della Scala: la richiesta di sconfessare pubblicamente le azioni di Putin, pena la destituzione dalla guida della Dama di picche di Cajkovskij, le cui repliche sono in programma dal 5 marzo. Ma mentre alla Filarmonica scaligera, per il concerto sinfonico del 7, l'avevano già rimpiazzato con Riccardo Chailly, la direzione del teatro invece era pronta ad attendere fino a domani la sua dissociazione.

Tuttavia nel pomeriggio si è capito che lo zar non si sarebbe piegato: attraverso il Maggio fiorentino, dove il direttore avrebbe dovuto tenere un concerto sinfonico il 31 marzo, Gergiev ha infatti fatto sapere di aver annullato ogni suo impegno fuori della Russia. Perciò addio Dama di picche. Ma, alla Scala, addio anche Netrebko, che ha dato forfait per l'Adriana Lecouvreur della prossima settimana: "Questo non è per me il momento di fare musica e di salire in palcoscenico. Ho quindi deciso per il momento di fare un passo indietro dai miei impegni artistici", dichiara. Pensava di essersi messa al sicuro la carriera sabato, con un post pacifista: "amo il mio Paese e ho tanti amici in Ucraina, perciò pena e sofferenza mi spezzano il cuore, tuttavia non sono un politico, ma un artista".

Anna Netrebko e Valery Gergiev 

Non è bastato. Parole da molti giudicate troppo generiche. Tanto che Netrebko è stata costretta pure a rinunciare al Macbeth di fine marzo all'Opera di Zurigo, proprio mentre la Staatsoper di Monaco di Baviera annunciava la rescissione di ogni suo contratto futuro. Lei comunque, in risposta a tutto ciò, è andata all'attacco su Instagram, postando una foto insieme al suo mentore Gergiev, entrambi in trionfo dopo un concerto.