Carmelo Bene, la memoria infinita. "Impossibile celebrarlo: trovi un pezzo e ne scopri un altro"
di Anna Bandettini , di Anna Bandettini“Buio. E’ la prima parola che mi viene in mente di quel giorno. Faceva caldo. Lui era a letto. Lo avevo pettinato e sistemato. Lui disse solo ‘ora mi riposo’. E non si è più svegliato”. Carmelo Bene morì nella sua casa romana il 16 marzo 2002, e con intatta emozione lo ricorda Luisa Viglietti, la compagna e collaboratrice degli ultimi otto anni di vita, un riferimento per studiosi e amici, anche in questo anniversario importante. Perché questo ventennale della morte ricorda non solo l’artista - mito dello spettacolo italiano, letto, ascoltato, discusso, amato, mitizzato, criticato, che si può definire solo per l’unicità, come dice Jean Paul Manganaro, di cui è in libreria Oratorio Carmelo Bene (Il Saggiatore), ma è “l’occasione – sottolinea Viglietti - per misurarsi nuovamente con la vertiginosa eredità artistica di Carmelo” , riproposta con inizia…
“Buio. E’ la prima parola che mi viene in mente di quel giorno. Faceva caldo. Lui era a letto. Lo avevo pettinato e sistemato. Lui disse solo ‘ora mi riposo’. E non si è più svegliato”. Carmelo Bene morì nella sua casa romana il 16 marzo 2002, e con intatta emozione lo ricorda Luisa Viglietti, la compagna e collaboratrice degli ultimi otto anni di vita, un riferimento per studiosi e amici, anche in questo anniversario importante. Perché questo ventennale della morte ricorda non solo l’artista - mito dello spettacolo italiano, letto, ascoltato, discusso, amato, mitizzato, criticato, che si può definire solo per l’unicità, come dice Jean Paul Manganaro, di cui è in libreria Oratorio Carmelo Bene (Il Saggiatore), ma è “l’occasione – sottolinea Viglietti - per misurarsi nuovamente con la vertiginosa eredità artistica di Carmelo” , riproposta con iniziative editoriali, teatrali, televisive a partire dal 16 con l’intero palinsesto di Rai 5 a lui dedicato.
Una memoria non confezionata e una impronta di verità vuole dare proprio la serata che Luisa Viglietti con l’associazione “L’orecchio mancante” (dove sono da Manganaro a Romeo Castellucci) ha organizzato il 21 al Teatro Argentina di Roma in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura di Miguel Gotor. “Non una celebrazione ma un momento di teatro – spiega Viglietti - un percorso di letture che abbiamo intitolato Il congedo impossibile perché l’attività di Carmelo è una scatola cinese: scopri un pezzo e ne trovi un altro. Noi riproponiamo le fonti, gli autori prediletti alla base della sua ricerca, con attori che partecipano gratuitamente, coordinati da Graziano Graziani: da Tommaso Ragno che apre con le pagine dell’Ulisse di Joyce a Federica Fracassi, Filippo Timi, Silvia Pasello, Iaia Forte, Lino Musella e Paolo Mazzarelli”.
Le letture vanno da brani di Come farsi corpo senza organi? di Deleuze e Guattari a Serata a Colono di Elsa Morante “che Carmelo avrebbe voluto fare, ma Carlo Cecchi negò i diritti”, dice Viglietti. La serata sarà aperta da un omaggio a Gaetano Giani Luporini autore delle musiche di tanti lavori beniani come il Majakowski, Adelchi, La figlia di Iorio.
Molti di questi spettacoli si vedranno in Beneide. Vent’anni senza Carmelo Bene, la meritoria maratona-biografia artistica che Felice Cappa ha curato su Rai 5 dalle 8 di mercoledì 16 marzo alle 3 di mattina del 17, con rarità (i Canti Orfici di Dino Campana al Palazzo dello Sport di Milano nel 1982 e il chitarrista Flavio Cucchi), gioielli come i Quattro momenti su tutto il nulla, le conversazioni di Bene su linguaggio, conoscenza o coscienza, eros e arte, il Mixer Cultura del 1988 o le strepitose letture di Nietszche e di Giorgio Colli e uno speciale, La memoria dell'oblio, a cura di Giulia Morelli, che ci porta nell'Archivio Carmelo Bene a Lecce, inaugurato lo scorso settembre al Convitto Palmieri, in accordo con la vedova Raffaella Baracchi e la figlia Salomè e coordinato da Luigi De Luca, con i circa cinquemila volumi della biblioteca di Carmelo, più manoscritti, dattiloscritti, registrazioni, e “alcune novità come la bozza di Il vampiro, un’operina musicale che Bene non fece mai”, dice Felice Cappa.
Scoperte utili a fare un punto sull’eredità ideale del più grande artista italiano del Novecento, cui va aggiunta l’antologia di scritti di un beniano di ferro come lo studioso Piergiorgio Giacchè, Nota bene della Collana beniana. “C’è ancora molto da scavare nella memoria di Carmelo” dice Luisa Viglietti che parla dei progetti mai fatti su Tamerlano, il Concerto dei mistici, Fosca il romanzo di Tarchetti, il Faust. “C’è Leggenda, il poema in versi e stavolta tutti suoi a cui stava lavorando negli ultimi tempi che io trascrivevo a macchina dai suoi appunti – racconta Viglietti che la sua vita accanto a Carmelo l’ha raccontata in Cominciò che era finita (ed. Dell’Asino). “Anni straordinari - dice - in cui mi sono sentita nel mare senza vedere la terra. Bello e terribile insieme. Dipende da quanta forza hai”.