'Cyrano' si fa musical con cilindro, piume e paillettes
di Rodolfo di Giammarco , di Rodolfo di GiammarcoC’è molta stoffa autobiografica di Arturo Cirillo, memoria del personale impatto di spettatore del 1978 con la commedia musicale che Domenico Modugno reinterpretò dal Cyrano di Rostand, nel Cyrano de Bergerac appena varato al Teatro delle Muse di Ancona con adattamento, regia e ruolo protagonista dello stesso Cirillo. Una illustrazione odierna di quel classico, però incline incantevolmente al glamour, allo stile Ziegfeld, a spettacoli luccicanti come Luxe di Alfredo Arias, e con una strizzatina d’occhio a Ginger e Fred di Fellini. Ed è anche un mondo di fashion, di luci della ribalta, quello del musical ideato da Cirillo e inscenato da Dario Gessati, per niente simile al set con l’artigianato della Cattedrale di Noto nel film Cyrano di Joe Wright, uscito qualche settimana fa. No, uno tra gli spettacoli più utopistici e più popolari (ora anche “pop”) dal 1897 a oggi è qui munito di cilindro e paillettes, di …
C’è molta stoffa autobiografica di Arturo Cirillo, memoria del personale impatto di spettatore del 1978 con la commedia musicale che Domenico Modugno reinterpretò dal Cyrano di Rostand, nel Cyrano de Bergerac appena varato al Teatro delle Muse di Ancona con adattamento, regia e ruolo protagonista dello stesso Cirillo. Una illustrazione odierna di quel classico, però incline incantevolmente al glamour, allo stile Ziegfeld, a spettacoli luccicanti come Luxe di Alfredo Arias, e con una strizzatina d’occhio a Ginger e Fred di Fellini. Ed è anche un mondo di fashion, di luci della ribalta, quello del musical ideato da Cirillo e inscenato da Dario Gessati, per niente simile al set con l’artigianato della Cattedrale di Noto nel film Cyrano di Joe Wright, uscito qualche settimana fa. No, uno tra gli spettacoli più utopistici e più popolari (ora anche “pop”) dal 1897 a oggi è qui munito di cilindro e paillettes, di piume a sbuffo, e di visioni da teatro di rivista, e lo dobbiamo ascrivere a un miraggio, o forse a più sogni dell’artista ideatore dell’impresa condivisa da Marche Teatro, Teatro di Napoli, Ert e Teatro di Genova.
Intanto c’è una battuta iniziale dell’impersonatore di Cyrano che suona come un plateale inno all’io diviso. C’è tutta l’adolescenza di Cirillo nella strofa “…Il ragazzo era stato bambino/ aveva abitato una casa adiacente/ ad un teatro e dal verde giardino/ il recitar degli attori si sente…”, che spiega la sua vicinanza al Politeama di Napoli dove Modugno e Catherine Spaak affrontavano Rostand. Con vocazione dello stesso Cirillo, già allora, a inseguire da grande quel transfert, quell’immagine, quel vagheggiamento. Assistendo a questo lavoro si sfoglia un album delle proiezioni mentali di Cirillo. Il contenuto delle lettere che Cyrano concepisce al posto di Cristiano per testimoniare amore a Rossana, ha a che fare con un’analoga finzione in Menzogna e sortilegio di Elsa Morante, amica del padre di Arturo. La ricerca dell’impossibile è la molla che spesso ha motivato il teatro di Cirillo (almeno con Ruccello e Patroni Griffi), e in questa chiave va letta la spinta del poeta spadaccino stavolta armato di parole e non di lama. E poi quel naso proverbiale tenuto su da un elastico, non è un parallello con la favola di Pinocchio?
Ci siamo. Se Cyrano sembra un intrattenitore da cornice abbagliante, davanti a lui la Rossana docile e aggraziata di Valentina Picello è una Fatina Azzurra. Lui comedian, lei partner soubrette. E tutti hanno costumi (di Gianluca Falaschi) presi dalle baraonde culturali, dall’operetta baffuta, dall’entertainment in almanacchi di lusso. In uno spazio che permette giravolte circolari, giostre con licenza, cattiverie dorate. E poi c’è il bello, l’inane destinatario della letteratura amorosa voluta da lei e concepita dal creativo Cyrano: c’è Cristiano, cui Giacomo Vigentini offre la coscienza dell’insipienza. E a completare lo schema danno manforte il De Guiche di Carlo Amleto Giammusso, il Raguenau di Rosario Giglio, la governante di Giulia Trippetta, un cast cui spettano anche altre varie parti.
Influiscono bene le musiche da musical, adeguatamente originali, con rielaborazioni, di Federico Odling, con spazio anche per Les feuilles mortes, per voce di Rossana. Fanno una giusta figura d’antan i vecchi microfoni a stelo. Cyrano muore con tre gambe, aiutato da un bastone. Passerella finale alla Bausch.