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Festival di Spoleto, le arti si riprendono la scena: 60 spettacoli in 17 giorni, la rinascita del palcoscenico

Edizione numero 65 in programma dal 24 giugno al 10 luglio: teatri, spazi all'aperto e luoghi non convenzionali. Riflettori puntati sulla voce delle donne e i nuovi modi di raccontare la musica
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Conterrà temi di cultura e di derivazione americane, una creatività con molti segni impressi da artiste donne, e modi diversi di affrontare e proporre la musica, e altro, il 65° Spoleto Festival dei Due Mondi, per il secondo anno con direzione di Monique Veaute, in programma dal 24 giugno al 10 luglio, con cartellone definitivo che consta di più di 60 spettacoli in 17 giorni, presenza di oltre 500 artisti da 36 Paesi, e dislocazione in 15 sedi. Il calendario comprende 8 appuntamenti di musica, 2 di teatro musicale, 8 di danza e 5 di teatro, e il manifesto di quest’anno è opera del pittore-scultore tedesco Anselm Kiefer.

Come già avvenuto nell’edizione scorsa, i due cardini della musica in residenza sono la Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer, che si dedicherà a una nuova trascrizione dei Canti della lontananza di Gian Carlo Menotti e a serenate di Vivaldi, e l’Orchestra dell’Accademia Naziona…

Conterrà temi di cultura e di derivazione americane, una creatività con molti segni impressi da artiste donne, e modi diversi di affrontare e proporre la musica, e altro, il 65° Spoleto Festival dei Due Mondi, per il secondo anno con direzione di Monique Veaute, in programma dal 24 giugno al 10 luglio, con cartellone definitivo che consta di più di 60 spettacoli in 17 giorni, presenza di oltre 500 artisti da 36 Paesi, e dislocazione in 15 sedi. Il calendario comprende 8 appuntamenti di musica, 2 di teatro musicale, 8 di danza e 5 di teatro, e il manifesto di quest’anno è opera del pittore-scultore tedesco Anselm Kiefer.

Come già avvenuto nell’edizione scorsa, i due cardini della musica in residenza sono la Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer, che si dedicherà a una nuova trascrizione dei Canti della lontananza di Gian Carlo Menotti e a serenate di Vivaldi, e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecicilia col direttore Antonio Pappano, alle prese con Poulenc e Strauss, e con Gershwin, Barber, e (gran finale) compositori Usa tra cui Copland. Il repertorio del suono avrà a che fare con una silloge statunitense attraverso i concerti dell’Ensemble Sentieri Selvaggi guidato da Carlo Boccadoro, con la grande erede del fado portoghese Mariza, con l’altra quotata discendente jazzistica Dianne Reeves, con la specialista di ritmi d’Africa Angélique Kidjo, con i performer tra elettronica e piano Tovel e Jacopo Mazzonelli. 

La direttrice artistica del festival di Spoleto, Monique Veaute 

In materia di teatro musicale due sono le proposte del Festival che creano sperimentazioni e trasposizioni sceniche da canoni operistici e sinfonici, Le Crocodile trompeur / Didon et Enée di Jeanne Candel e Samuel Achache da Henry Purcell, e Demi-Véronique di Candel-Darchen-Dra dalla Quinta di Mahler. La sezione del Teatro fa leva per clamore su uno spettacolo del regista tedesco Thomas Ostermeier che dal 2018 gira il mondo, History of Violence, adattamento dell’autobiografico racconto di Édouard Louis su un coinvolgimento intimo, sessuale, brutale e antagonistico che discute sul consenso. Leonardo Lidi ha in serbo Il gabbiano per varare una sua trilogia su Cechov. Davide Enia aggiorna a vent’anni di distanza un primo suo intenso monologo, Italia-Brasile 3 a 2. Il ritorno. E Antonio Rezza e Flavia Mastrella coniano il loro ultimo lavoro Porte.

Il capitolo danza raccoglie contaminazioni, riproposte, inediti. La rivoluzionaria Anne Teresa De Keersmaeker ha coprodotto con Spoleto Mystery Sonatas / for Rosa approfondendo il compositore Franz von Biber. Germaine Acogny reinterpreta Le Sacre du printemps che Pina Bausch offrì a lei madre della danza del Continente Nero, che lo firma con Malou Airaudo, con 38 ballerini. La spagnola Blanca Li (vincitrice del Venice VR Expanded alla 78ma Mostra) mette in scena l’immersivo Le Bal de Paris de Blanca Li. A cinque anni dalla scomparsa dell’icona ispiratrice, la Trisha Brown Company ne rigenera i capolavori. La coreografa Luz Arcas con la compagnia La Pharmaco realizza il multidisciplinare Toná. E il festival s’è assicurato il belga Alexander Vantournhout con Through the Grapevine, e il non comune acrobata Yoann Bourgeois.