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Glauco Mauri a 91 anni è di nuovo 'Re Lear': "È la vita che si fa teatro"

L'attore offre una delle sue più ricche interpretazioni nell'adattamento di Andrea Baracco
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Non sempre i vecchi sono saggi o non sempre la sanno lunga, ci racconta questo Re Lear shakespeariano di Glauco Mauri da non perdere se si vuole vedere qualcosa di sempre più raro: un attore della "grande scuola" di prosa e un artista fantastico per bravura e modestia. A un'età importante, 91 anni ,ma che ancora gli permette di andare su e giù per il palcoscenico, sia pur aiutato da un bastone, Mauri offre una delle sue più ricche interpretazioni, fatta di tensione e delicatezza, nei panni di questo monarca in pensione e padre, arrogante e autoritario ma presto solo e spaesato mentre commette un fatale errore, proprio nel momento del passaggio di testimone ai giovani e alle nuove generazioni.

Lo spettacolo firmato dal regista Andrea Baracco, coprodotto dalla Compagnia Mauri- Sturno e dal Teatro della Toscana, in tournée, dopo il Piccolo di Milano, dal 26 a Mestre, dal 1…

Non sempre i vecchi sono saggi o non sempre la sanno lunga, ci racconta questo Re Lear shakespeariano di Glauco Mauri da non perdere se si vuole vedere qualcosa di sempre più raro: un attore della "grande scuola" di prosa e un artista fantastico per bravura e modestia. A un'età importante, 91 anni ,ma che ancora gli permette di andare su e giù per il palcoscenico, sia pur aiutato da un bastone, Mauri offre una delle sue più ricche interpretazioni, fatta di tensione e delicatezza, nei panni di questo monarca in pensione e padre, arrogante e autoritario ma presto solo e spaesato mentre commette un fatale errore, proprio nel momento del passaggio di testimone ai giovani e alle nuove generazioni.

Lo spettacolo firmato dal regista Andrea Baracco, coprodotto dalla Compagnia Mauri- Sturno e dal Teatro della Toscana, in tournée, dopo il Piccolo di Milano, dal 26 a Mestre, dal 12 maggio a Bari, fa del testo shakespeariano una tragedia incupita e un po' tarantiniana, modernizzata e scorciata (vivace la traduzione di Letizia Russo).

C'è una parete di vetro a due piani sullo sfondo, con la scritta a caratteri cubitali "King Lear", e ballatoi e scale su cui si agitano uomini e donne schizzati, sovraeccitati, assetati di potere e trame: le figlie di Lear, irriconoscenti o deboli (e sono Eva Cambiale, Melania Genna, Emilia Scarpati Fanetti: Mauri ama mescolarsi ai giovani), i cortigiani che  moltiplicano i complotti, l'altra famiglia, i Glocester, che in quanto a crudeltà sta anche peggio di Lear e le figlie (gli interpreti sono: Francesco Sferrazza Papa, Woody Neri, Francesco Martucci, Laurence Mazzoni, Giulio Petushi, Marco Blanchi). Insieme restituiscono l'immagine di una umanità incapace e proterva con la sola eccezione del Matto, il bravissimo Dario Cantarelli, funambolico nella sua dolorosa dignità.

Su tutti, spicca Glauco Mauri con la sua tensione tragica anche quando diventa via sempre più indifeso, sragionato e fuori di testa, come nella struggente scena del finto processo alle figlie.

È la terza volta che l'attore recita Lear nella sua ultrasessantenaria carriera: la prima era stata nel 1984 e poi nel 1999 e sempre con il compagno di "ditta", Roberto Sturno che stavolta si è ritagliato il ruolo del Conte di Gloucester con la consueta sapiente complicità e l'adattamento di Baracco e Mauri gli offre anche l'aggiunta del celebre monologo "Essere o non essere" dall'Amleto (ma insieme Mauri e Sturno faranno il loro omaggio a Shakespeare nel recital Il canto dell'usignolo dal 2 all'8 maggio al Teatro Goldoni di Firenze).

Alla fine gli applausi sono per tutti ma soprattutto per il "grande vecchio": Mauri ha scuola, sapienza, tecnica (va da sé che recita senza microfono e la voce arriva benissimo anche in una sala difficile come lo Strehler per quasi due ore), ma soprattutto la profonda umanità degli interpreti che non si dimenticano. Dice di sé: "Cosa c'è di più poeticamente coerente di un palcoscenico per raccontare la vita? E nel Re Lear è la vita stessa che, per raccontarsi, ha bisogno di farsi teatro".