La quindicesima edizione del Campania Teatro Festival, in programma dal 10 giugno al 12 luglio, sfoggia lo slogan Fifteen is green e uno degli argomenti introduttivi di Ruggero Cappuccio, alla sua sesta direzione, punta sulla qualità ambientale di un appuntamento di cultura che è un "attrattore pulito". Ma ne ha molti, Cappuccio, di temi che hanno un peso oggettivo nel panorama italiano delle manifestazioni, quando tratteggia contenuti e orientamenti della manifestazione: a essere impegnati saranno 1700 lavoratori dello spettacolo, il festival è esente da forme di crisi più o meno post-pandemiche che affliggono varie aree nazionali, può sostenere e ospitare debutti di eventi di compagnie che poi circoleranno più agevolmente ovunque, ha sancito uno stretto e utile rapporto operativo con lo Stabile Nazionale di Napoli, può vantare 145 battesimi in nove sezioni diverse, oltre a confermare la sede principale nel Museo e Real Bosco di Capodimonte diffonde le attività in varie province della Campania e prevede allestimenti in una decina di spazi ufficiali di Napoli. Per il teatro scommette su 36 titoli con attenzione per la drammaturgia contemporanea (85% di autori viventi), e replica il Progetto Speciale di Cappuccio stesso basato su autori e interpreti odierni per I Borbone di Napoli, annettendo in un unico calendario amplificato gli spettacoli internazionali. A Mimmo Paladino si deve ancora l'immagine del festival.
Da uno sguardo al cartellone italiano risaltano il battesimo de Il soccombente di Bernhard con regia di Federico Tiezzi per Sandro Lombardi e la compagnia (25/6), la messinscena di Il sogno di una cosa da Pasolini con Elio Germano e Teho Teardo (28/6), l'impresa di Elio De Capitani in Alla Greca di Steven Berkoff (9/7), e i vari cantieri con Remo Girone ne Il cacciatore di nazisti - L'avventurosa Vita di Simon Wiesenthal (12/7), Lina Sastri con La Mancanza che l'attrice dedica al fratello morto di Covid (10/6), Vinicio Marchioni e Milena Mancini in Uno studio su 'Illusioni' di Ivan Vyrypaev (11/6), Filippo Timi in Cabaret delle Piccole Cose (14/6), Carrozzeria Orfeo nel debutto di Stupida Show! (Capitolo 1 - Cattivi pensieri) di Gabriele Di Luca per Beatrice Schiros (17/6), Francesco Montanari e Daniele Russo ne Il Medico dei Maiali di Davide Sacco (10/7), una regia di Massimiliano Gallo di Tina Modotti (21/6), una regia di Francesco Saponaro per Contrazioni di Mike Bartlett (23/6), Mariangela D'Abbraccio in Marilyn Monroe: Fragments (2/7), Lello Arena in Aspettando Godot (10/7), Sara Bertelà e Viola Marietti ne L'intervista di Pascal Rambert (10/7).
Nella sezione Osservatorio troviamo tra l'altro La pace non è mai stata un'opzione di Emanuele Aldrovandi, con regia di Silvio Peroni per Marco Quaglia e Aurora Peres (20/6). Nella sezione Sportopera troviamo il curatore Claudio Di Palma in Letteratura e salti mortali di La Capria (11/7), Sergio Rubini che legge Open, storia di un atleta speciale come Agassi (3/7), e Post-ludi con Alfonso Postiglione e Patrizio Oliva (5/7). Il Progetto I Borboni a Napoli si avvale di interpreti come Elena Bucci, Elio De Capitani, Cristina Donadio, Giovanni Esposito, Francesco Montanari, Chiara Muti e Stefania Rocca alle prese con testi di Enrico Ianniello, Diego De Silva, Benedetta Palmieri, Alberto Rollo, Elisa Ruotolo, Giuseppina Torregrossa, Athos Zontini. C'è anche il nuovo spettacolo Exhibition della coppia Renato Cuocolo e Roberta Bosetti.
Le due collaborazioni con lo Stabile di Napoli per il Pompeii Theatrum Mundi hanno a che fare con Gloria di José Montalvo e con Due regine con Elena Bucci e Chiara Muti. Nella sezione Letteratura notiamo tra l'altro la voce 'Fabrizia Ramondinò con intervento di Arturo Cirillo, e 'Franco Arminio', la proposta personale di Giuseppe Cederna del suo L'incessante viaggiare, e sono previsti anche Lino Musella e Tonino Taiuti per Antonio Neiwiller.
Il comparto internazionale ha i sostegni di Daniel Auteuil con Dejeuner en l'air (21/6), di Cristophe Lambert, Laurent Caron, Lio e Lou Chauvain in Smith & Wesson di Alessandro Baricco (27/6), di Sulayman Al-Bassam con I Medea (2/7), di Ramzi Choukair con Palmyre, Les Bourreaux (5/7), e della clamorosa Charlotte Rampling che il 9 luglio affronterà Shakespeare/Bach con la violoncellista e compositrice Sonia Wieder-Atherton.
Per l'occasione Roberto Andò s'è complimentato col programma, confermando la grande intesa progettuale e realizzativa da tempo in essere con l'operato di Ruggero Cappuccio. Cappuccio stesso non ha mancato di esporre in sintesi un suo manifesto sullo sguardo che si può dare e si può ricevere dal mondo del teatro: "Dovremo forse fare a meno del ragionare assoluto. Cartesio non ha scolpito un David di Michelangelo. Il coraggio dell'abbandono ce lo ha insegnato l'Alighieri. Se non c'è collasso, se non c'è follia, se non c'è arte, resta solo al teatro la missione di riservarci l'ultimo prezioso Inferno che crei libertà e ci accompagni a Purgatorio e Paradiso". Il presidente della Regione Campania De Luca ha dal canto suo esaltato un festival tutto in presenza, chiedendo che la cultura apra canali di comunicazione in tempi in cui si raccomanda pietà per i morti. Il resto è un cartellone vivissimo di spettacoli, incontri, emozioni.