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'Carne blu', creature mutanti e visionarie nel segno di Virginia Woolf

Al Piccolo di Milano Federica Rosellini autrice, regista e interprete dello spettacolo che ha un ricco linguaggio narrativo soffocato però dall'allestimento scenico
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È nato sulla luna, ha la pelle blu e al posto del cuore ha un pesce che si chiama Sunny. È una creatura chimerica, questo Orlando, che, come il personaggio omonimo di Virginia Woolf, via via si trasformerà anche in altri esseri e specie, uomo, donna, insetto. Tra apparizioni fantastiche e reali, un po' fiaba e un po' biografia, un po' diario e un po'romanzo, Carne blu è lo spettacolo in scena al Piccolo Teatro (nella sala dello Studio) di Milano fino al 28 e poi di nuovo dal 13 maggio nel Festival internazionale del teatro milanese Presente indicativo. È l'esordio narrativo (Perrone editore) di una attrice e regista poco più che trentenne, dunque da applaudire, anche perché si tratta di Federica Rosellini, che tra le artiste millennial è una delle più apprezzate: ha lavorato con Ronconi, De Rosa, Rifici, applaudita e bravissima protagonista dell'Hamlet di Antonio Latella dello scorso anno, interpret…

È nato sulla luna, ha la pelle blu e al posto del cuore ha un pesce che si chiama Sunny. È una creatura chimerica, questo Orlando, che, come il personaggio omonimo di Virginia Woolf, via via si trasformerà anche in altri esseri e specie, uomo, donna, insetto. Tra apparizioni fantastiche e reali, un po' fiaba e un po' biografia, un po' diario e un po'romanzo, Carne blu è lo spettacolo in scena al Piccolo Teatro (nella sala dello Studio) di Milano fino al 28 e poi di nuovo dal 13 maggio nel Festival internazionale del teatro milanese Presente indicativo. È l'esordio narrativo (Perrone editore) di una attrice e regista poco più che trentenne, dunque da applaudire, anche perché si tratta di Federica Rosellini, che tra le artiste millennial è una delle più apprezzate: ha lavorato con Ronconi, De Rosa, Rifici, applaudita e bravissima protagonista dell'Hamlet di Antonio Latella dello scorso anno, interprete di cinema dove ha vinto il Nuovo Imaie nel 2017.

Ora, si è guadagnata la fiducia del Piccolo di Milano che l'ha scelta come artista associata e l'ha sostenuta in questo personalissimo progetto scritto, diretto e interpretato da Federica Rosellini stessa. E interessante appare subito il testo, dove si sente l'eco di Virginia Woolf, non solo nel personaggio di Orlando, ma anche nell'idea della scrittura come costruzione di uno spazio interiore e privato, secondo una sensibilità tutta femminile. È quella di Carne blu è una scrittura che ha una sua forza evocativa, una ricchezza visionaria, portandoci in questo mondo alla rovescia, tra creature mutanti nella loro identità corporea ma anche sessuale e addirittura di specie. La cosa bella è che vi si riconosce, una verità umana, un protagonismo diretto dell'autrice/interprete tra i diversi momenti dell'essere che i tre atti della storia raccontano e nella complessità nella relazione con il corpo che la storia sviluppa.

Ma se il linguaggio narrativo è ricco, minuzioso nel vissuto emotivo e fantastico (c'è un amore per le filastrocche amplificate da suoni di voci lontane e misteriosi in scena) l'allestimento è ipertrofico, esagerato, e soffoca lo spettacolo in tre lunghe ore dove risalta l'immaturità registica. Nella prima parte, per esempio, si ascolta la voce dell'attrice quasi totalmente registrata, per tutto il tempo, con un effetto di verbosità; la scena di Paola Villani, zeppa di segni, anche non comprensibili, va dai giganteschi pezzi di cemento che fanno da macerie nel primo tempo poi sollevati con argani, all'albero rovesciato del finale le cui radici diventano le zampe di un ragnone gigante e meccanico, tipo scultura di Louise Bourgeois, in una ultima mutazione del protagonista.

È evidente l'impegno, anche economico, del Piccolo a sostenere il lavoro, ma il supporto dovrebbe passare anche per un tutoraggio su un processo creativo così articolato. Qui, si esce con la sensazione di essere stati per tre ore nella testa di una persona, luogo di burrasche, immagini magiche, traumi e memorie, dove però il resto del mondo resta un'ombra.