Stefano Massini e 'Lehman Trilogy' in corsa per l'Oscar del teatro: "Tre nomination epocali"
Stefano Massini
Migliore spettacolo, migliore regia e migliore interpretazione: per la prima volta un italiano è candidato ai prestigiosi Drama League Awards che l'America assegna al meglio del palcoscenico
2 minuti di lettura
Tutti gli artisti del mondo sognano di correre, prima o poi, per un premio a Broadway, cioè nell’olimpo dello spettacolo e dell’intrattenimento teatrale. C’è dunque un certo orgoglio nazionale a leggere ora nella lista delle nomination ai Drama League Awards 2022, cioè l’Oscar del teatro americano, per la prima volta il nome di un italiano, Stefano Massini, l’autore di Lehman Trilogy.
Nell’allestimento coprodotto dal National Theatre di Londra e firmato da Sam Mendes, lo spettacolo è infatti in corsa nelle tre categorie del premio per la prosa: miglior spettacolo, miglior regia e migliore interpretazione con l’attore Simon Russell Beale. &ld…
Tutti gli artisti del mondo sognano di correre, prima o poi, per un premio a Broadway, cioè nell’olimpo dello spettacolo e dell’intrattenimento teatrale. C’è dunque un certo orgoglio nazionale a leggere ora nella lista delle nomination ai Drama League Awards 2022, cioè l’Oscar del teatro americano, per la prima volta il nome di un italiano, Stefano Massini, l’autore di Lehman Trilogy.
Nell’allestimento coprodotto dal National Theatre di Londra e firmato da Sam Mendes, lo spettacolo è infatti in corsa nelle tre categorie del premio per la prosa: miglior spettacolo, miglior regia e migliore interpretazione con l’attore Simon Russell Beale. “E’ incredibile. E mi hanno detto che la cosa straordinaria è proprio il numero delle nomination”, esulta Massini, 46 anni, drammaturgo, un ruolo non semplice da ricoprire, specie da noi, e da tempo anche commentatore su Repubblica e in televisione, e soprattutto non nuovo alla vetrina internazionale, al punto che la notizia di oggi è anche che la sua nuova opera teatrale debutterà proprio in Usa.
Fabrizio Gifuni e Massimo Popolizio nell'edizione diretta da Luca Ronconi
“La sto terminando, si intitola Manhattan Project. Un grande protagonista del teatro e del cinema americano ha deciso che vuole farne una produzione teatrale. Per contratto non posso ancora dire di chi si tratta, ma solo che quel testo debutterà in Usa prima che in Italia”. Si tratta di una storia della bomba atomica, spiega Massini, dai primi studi sull’atomo a Hiroshima. “Se con Lehman la grande sfida era stato raccontare l’economia attraverso il fallimento della più grande banca d’affari americana, dieci anni dopo ho voluto fare una cosa simile per la fisica nucleare, parlando di isotopi o urano 235 sulla stessa linea di Lehman, in un racconto che è ballata, Storia, uomini e donne e anche qui con una prevalenza dell’elemento ebraico.... E come può immaginare il testo avrà molti richiami con quello che sta accadendo in Europa”.
Quanto a Lehman, i Drama League Awards saranno annunciati venerdì 20 e se la vedrà con altri dieci spettacoli della scena americana (tra cui Potus e Merry Wives), mentre tra i premi speciali ci sono anche artisti come Billy Crystal e Hugh Jackman. Le tre nomination sono l’ultimo traguardo del successo internazionale che ha avuto questo testo, dopo il debutto italiano del 2015 con la regia, l’ultimo capolavoro, di Luca Ronconi.
Una scena di 'Lehman Trilogy' con la regia di Sam Mendes
Un anno dopo se n’era innamorato Sam Mendes (“aveva perso l’aereo e nell’attesa in aeroporto ha visto il libro in francese e gli è piaciuto subito”): il regista, da Oscar, di due 007 splendidi, di recente dell’epico 1917, ha messo in scena Lehman per tre attori con il National Theatre a Londra nel 2018 e poi in Usa dove ha totalizzato 150mila spettatori, 105mila solo a Broadway, poi un mese a Los Angeles, con le celebrity del cinema entusiaste, da Barbra Streisand a Xavier Bardem. E non è finita qui, perché i diritti per farne un film per cinema e tv sono già stati venduti. “Ma la più bella gioia per me è che un fatto epocale e globale della nostra Storia sia stato raccontato col teatro, dimostrando che non non è il parente povero di altri generi di comunicazione, ma una ribalta forte e potente”.