Bob Wilson e Lucinda Childs, un incontro senza tempo. "Il postmoderno è sempre il nostro regno"
di Anna Bandettini , di Anna BandettiniDue grandi maestri della scena internazionale che tornano a incontrarsi a oltre 40 anni dalla prima volta, è una bella dichiarazione d’amore per il teatro e la tenace persistenza di una utopia e di una passione che non si è cancellata nel tempo. Bob Wilson e Lucinda Childs, 80 anni lui, quasi 81 lei, protagonisti con artisti come Robert Rauschenberg, Philip Glass, Merce Cunningham e tanti altri della interdisciplinare avanguardia americana anni Settanta, le due star del leggendario Einstein on the beach che dal 1976 è un punto di riferimento creativo, hanno realizzato un nuovo lavoro insieme.
Relative calm, che debutta a Roma dal 17 al 19 giugno all’Auditorium Parco della Musica, coproduttore con il Comunale di Bologna dove sarà il 24 e 25 settembre, il Lac di Lugano, il Th&eacu…
Due grandi maestri della scena internazionale che tornano a incontrarsi a oltre 40 anni dalla prima volta, è una bella dichiarazione d’amore per il teatro e la tenace persistenza di una utopia e di una passione che non si è cancellata nel tempo. Bob Wilson e Lucinda Childs, 80 anni lui, quasi 81 lei, protagonisti con artisti come Robert Rauschenberg, Philip Glass, Merce Cunningham e tanti altri della interdisciplinare avanguardia americana anni Settanta, le due star del leggendario Einstein on the beach che dal 1976 è un punto di riferimento creativo, hanno realizzato un nuovo lavoro insieme.
Relative calm, che debutta a Roma dal 17 al 19 giugno all’Auditorium Parco della Musica, coproduttore con il Comunale di Bologna dove sarà il 24 e 25 settembre, il Lac di Lugano, il Théatre Garonne di Toulouse, ideato dalla Change Performing Arts di Franco Laera, non è una ripresa ma un nuovo lavoro interdisciplinare che “combina il vecchio e il nuovo” dice Lucinda Childs, musica, visual art, teatro e danza, in uno spettacolo di un’ora e dieci, con tre diversi brani musicali , “set” scenico, luci e regia di Bob Wilson e coreografie della Childs con dodici performer/ballerini reclutati dalla MP3 Dance Company di diretta da Michele Pogliani e le musiche eseguite dal Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista.
A fare da contrappunto ai due musicisti contemporanei, in mezzo, ci sarà il Pulcinella di Stravinsky nella versione strumentale del 1922 (e quindi è il centenario), l’unico pezzo dove Wilson ha anche voluto le sue essenziali scenografie. “Stravinsky – spiega il regista - è un mondo diverso dal mio, e quindi strutturalmente interessante per me. Rispetto il compositore, ma poi lo metto in scena a modo mio. L’intero spettacolo è costruito come un orologio che misura il tempo, come il susseguirsi delle ore del giorno. E non parlo di un esercizio intellettuale. E’ come guardare un tramonto: ogni attimo è diverso. Così qui ci sono Adams, Gibson e Stravinsky, uno diverso dall’altro, ma è un unico modo di strutturare il tempo e lo spazio”.
Da Einstein on the beach, passando per I was sitting on my patio this guy appears I thought I was hallucinating, fino al recente Bach 6 solo per violino presentato a Parigi lo scorso autunno, e ora a Relative calm, Bob Wilson e Lucinda Childs hanno incrociato più volte le loro strade. “Ci unisce – dice la Childs - la stessa estetica ed è un grande onore per me avere Wilson come designer per una coreografia a intera serata. Io ammiravo il suo lavoro dal ‘74 quando lo vidi per la prima volta, in A Letter to Queen Victoria a New York. Abbiamo preoccupazioni estetiche simili nel regno del postmoderno e continuiamo a condividere le nostre idee tra i mezzi del teatro e della danza”.
Insieme, e ricomponendo il magico trio di Einstein on the beach con Philip Glass, annunciano una nuova creazione che sarà certamente un evento: ad Amburgo il prossimo 9 settembre al Thalia Theater realizzeranno H.One hundred seconds to midnight ispirato dallo scienziato Stephen Hawking e dalla pittrice-poetessa Etel Adnan. Dice Wilson: “Lucinda e io abbiamo sempre avuto un senso comune della struttura di un lavoro, e questo è molto raro. Non abbiamo bisogno di parlare molto. La pensiamo nello stesso modo”.