Angel Blue si rifiuta di accostare il proprio nome e la propria immagine "a una istituzione che continua a utilizzare il trucco blackface, pratica offensiva, umiliante e apertamente razzista". Con una nota, fortemente indignata, la soprano americana - tra le voci più prestigiose del panorama internazionale della lirica - ha annunciato il proprio forfait alla 99esima edizione dell'Arena di Verona Opera Festival dove, il 22 e il 30 luglio, avrebbe dovuto interpretare Violetta ne La Traviata.
Netrebko e Aida con il blackface
La decisione di Angel Blu è dovuta al fatto che la superstar del belcanto Anna Netrebko, sul palco dell'Arena lo scorso 8 luglio in Aida, nell'allestimento pensato da Franco Zeffirelli vent'anni fa, ha fatto ricorso al blackface, ovvero la pratica di scurire, attraverso il trucco, il volto di un interprete bianco al quale è assegnato il ruolo di un personaggio nero. Quello di netrebko era il secondo caso: Aida aveva esordito il 18 giugno, in quell'occasione la principessa etiope era interpretata dalla soprano Liudmyla Monastyrska, anch'essa truccata di nero.
Angel Blue: "Blackface umiliante e razzista"
"Cari amici, famiglia e amanti dell’opera - si legge nella nota di Angel Blue - sono giunta alla dolorosa conclusione che quest’estate non canterò Traviata all’Arena di Verona come previsto. Come molti di voi sapranno, l’Arena di Verona ha recentemente deciso di utilizzare il blackface in una recente produzione di Aida. Vorrei essere perfettamente chiara: l’uso del blackface in qualsiasi circostanza, artistica o altro, è una pratica profondamente fuorviante basata su tradizioni teatrali arcaiche che non hanno posto nella società moderna". E sottolinea: "È offensivo, umiliante e apertamente razzista. Non vedevo l’ora di fare il mio debutto in casa all’Arena cantando una delle mie opere preferite, ma in coscienza non posso associarmi a un’istituzione che continua questa pratica. Grazie per la vostra comprensione e per tutti coloro che hanno mostrato supporto e sensibilità a me e ai miei colleghi artisti del colore".
La replica della Fondazione: "Nessuna volontà di offendere"
L'appello dell'Arena: "Angel, ti aspettiamo fiduciosi"
Il comunicato si conclude con un appello alla soprano affinché possa tornare sui propri passi: "Angel, noi e il pubblico areniano ti aspettiamo fiduciosi, sarà l’occasione di dialogare in modo costruttivo e concreto partendo proprio dalle tue riflessioni. Il mondo digitale non crea la stessa empatia che solo il contatto diretto riesce a determinare: proprio come in teatro. Le contrapposizioni, i giudizi, le categorizzazioni, la mancanza di dialogo non fanno altro che alimentare una cultura del conflitto che noi rifiutiamo totalmente. E auspichiamo che tutti lavorino per non alimentare divisioni".