Lino Musella per Ustica: “Con le parole di Pasolini recito il tormento del poeta”
di Rodolfo di Giammarco , di Rodolfo di GiammarcoLino Musella battezza stasera, al Parco del museo per la memoria di Ustica a Bologna, un’opera-concerto nel 42mo anniversario della strage del Dc-9 Itavia, titolo pasoliniano Come un animale senza nome, tutta ispirata a parole di Pier Paolo Pasolini nel centenario della nascita bolognese del poeta. L’attore, che è appena reduce dall’interpretazione del film Il pataffio diretto da Francesco Lagi presentato a Locarno75 e atteso nelle sale dal 18 agosto, oggi ricorda la tragica scomparsa di 81 persone sul volo Bologna-Palermo del 1980 varando un viaggio nella scrittura di Pasolini, di cui di recente ha anche assunto per poco le sembianze nella serie tv di Roberto Andò dedicata alla fotografa Letizia Battaglia. Un autore che gli si addice.
«Per questa civile notte di San Lorenzo ho ricevuto suggerimenti da Niva Lorenzini e Filippo Milani, che mi hanno fornito testi pasoliniani, e a me è piaciuto complicarmi la vita, creando un cantiere anche p…
Lino Musella battezza stasera, al Parco del museo per la memoria di Ustica a Bologna, un’opera-concerto nel 42mo anniversario della strage del Dc-9 Itavia, titolo pasoliniano Come un animale senza nome, tutta ispirata a parole di Pier Paolo Pasolini nel centenario della nascita bolognese del poeta. L’attore, che è appena reduce dall’interpretazione del film Il pataffio diretto da Francesco Lagi presentato a Locarno75 e atteso nelle sale dal 18 agosto, oggi ricorda la tragica scomparsa di 81 persone sul volo Bologna-Palermo del 1980 varando un viaggio nella scrittura di Pasolini, di cui di recente ha anche assunto per poco le sembianze nella serie tv di Roberto Andò dedicata alla fotografa Letizia Battaglia. Un autore che gli si addice.
«Per questa civile notte di San Lorenzo ho ricevuto suggerimenti da Niva Lorenzini e Filippo Milani, che mi hanno fornito testi pasoliniani, e a me è piaciuto complicarmi la vita, creando un cantiere anche più ampio di mappature col drammaturgo Igor Esposito e di paesaggi sonori con Luca Canciello», racconta Lino Musella. «Ho voluto che ne uscisse fuori ex novo una partitura, una suite composta di frammenti dove i testi io li potessi pronunciare dialogando faccia a faccia con un’esecuzione di musica elettronica. Ustica è l’equivalente di storie luttuose, funeste, irrisolte, il sintomo d’una degradazione della società che stenta a denunciare. Un tormento, quello dell’omertà italiana, che da sempre assillò Pasolini». È una cultura fatta di impegno, pensieri e moniti, quella che scaturirà da varie pagine tratte da La nuova gioventù, Bestia da stile, Lettere luterane, Poeta delle ceneri, e scritti su Il Corriere della Sera, e interviste. «La chiave della serata per me è da catturare in un modo odierno di mettere in bocca il linguaggio di Pasolini, un aspetto beat che lo accosta ad Allen Ginsberg, poeta fratello, a cui sentiamo qui dire i v ersi di Urlo».
Come se la lettura postuma della disgrazia di Ustica di Musella passasse attraverso le angosce d’un autore che anni prima aveva detto di conoscere tanti orrori del Paese. «La valenza è questa. Con la mente alla Lectura Dantis di Carmelo Bene sulla torre degli Asinelli a Bologna in memoria della strage alla stazione. L’umano contro il disumano. Con la poesia Pasolini ha esorcizzato le responsabilità politiche, le mediocrità. Noi abbiamo dimenticato di pensare e protestare, di chiedere spiegazioni per una paurosa strage probabilmente di Stato come quella di Ustica». E quest’opera-concerto forse non resterà unica: «Ho coinvolto altri artisti, c’è un investimento, e se trasmette senso, replicheremo l’impresa. A teatro quest’estate riporto in giro i Sonetti di Shakespeare in napoletano: al Nuovo Teatro Sanità di Napoli, al Positano Festival, al Ginesio Fest».
E chi volesse vedere Musella anche sugli schermi, non avrà problemi. «Il pataffio è in arrivo, ha bisogno del pubblico dei cinema, è un film basato sull’arte della commedia, con una compagnia d’attori che si mette in gioco in modo amaro, politico. Alla rassegna Orizzonti del Festival di Venezia appaio in Princess di Roberto De Paolis, lavoro coraggioso che non parte dalla finzione ma da una realtà. Ho appena finito le riprese di Superluna di Federico Bondi e sono nel cast di Ferrari di Michael Mann». Ha idee da vendere e senza illusioni su questi tempi difficili, Musella. «Rileggiamo e riscopriamo Pasolini che pronosticava straordinariamente il nostro quotidiano, i fatti di cronaca, rivelando cinquant’anni fa i perché e le mostruosità. E noi, oggi…».