Placido Domingo, gli anni più duri: dalle accuse di molestie al Covid, la stella appannata della lirica mondiale
a cura di a cura della redazione Spettacoli
Contestato dopo due esibizioni all'Arena di Verona. Pochi giorni fa la notizia del suo presunto coinvolgimento in una setta che faceva traffico di schiave sessuali. Gli scandali del 2019 e i problemi di salute. La vecchiaia complicata del tenore senza pace
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L'accusa di essere legato a una setta responsabile di tratta sessuale di donne è solo l'ultima delle tappe. In principio furono le molestie sessuali, era il 2019 e nel mondo della lirica, e non solo, fu una bomba. Ora, le critiche del Sindacato lavoratori della comunicazione che, insieme ai maestri dell'orchestra, lo contestano dopo due esibizioni all'Arena di Verona. Tra passi falsi, sciagure e sfortune (nel 2010 gli venne diagnosticato un tumore maligno al colon) non c'è pace per Placido Domingo, stella assoluta del belcanto mondiale ma da qualche anno in bilico sul filo fragile che separa la gloria dall'oblìo. Ottantuno anni, madrileno, in pista da circa sessant'anni, tenore, baritono e direttore d'orchestra, già direttore generale della Washington National Opera e della Los Angeles Opera, ha ottenuto una stella sulla Walk of Fame nel 1993 ed è stato collocato al 58esimo posto nella lista dei 100 geni viventi da un sondaggio svolto nel Regno Unito.
Ma è nel 2019 che cominciano i guai. Quando cioè - era d'agosto - gli vengono mosse numerose accuse di molestie sessuali. L'arco di tempo andrebbe dagli anni Ottanta agli anni Duemila, vittime si proclamano otto cantanti e una danzatrice. Una vicenda giudiziaria complessa (l'Associated Press riferì che una qarantina tra cantanti, danzatori, maestri di canto, musicisti e tecnici di scena avevano assistito a comportamenti sessualmente inappropriati messi in atto da Domingo) che comincia a far cadere le tessere del domino una dopo l'altra: Domingo cancella tutte le esibizioni in programma, si ritira dal Macbeth in programma al Metropolitan di New York, fino alle dimissioni da direttore della Los Angeles Opera, ruolo che ricopriva dal 2017.
Tre anni dopo, il Covid non lo risparmia. Nella primavera del 2020 annuncia di essere risultato positivo. E' nella sua residenza di Acapulco ma di lì a breve viene ricoverato. Quando ne uscirà, dirà che "per fortuna mi è andata bene. E' una malattia tremenda". L'estate successiva torna a esibirsi, rilascia all'Ansa un'intervista in cui, ricordando di essere stato sollevato dalle accuse di molestie, dichiara: "Se il mio comportamento ha offeso qualcuno ho chiesto scusa sin dal primo giorno, ma la mia coscienza è serena perché non ho abusato di nessuno e le indagini interne lo hanno confermato".
Domingo riprende le attività, arriviamo all'oggi, anzi alla metà di agosto, due settimane fa. Quando cioè inizia a circolare una notizia che ha dell'inverosimile: secondo alcuni media latinoamericani, come l'argentino La Nacion e l'uruguayano El Observador, il nome di Domingo comparirebbe in un'indagine su un giro di tratta e sfruttamento sessuale di giovani donne messo in atto da una setta criminale argentina. Diciannove persone vengono arrestate, il tenore sarebbe uno dei clienti della setta la cui figura centrale sarebbe quella di tale Juan Percowicz, un 84enne soprannominato "l'angelo". Alcuni media avrebbero mandato in onda delle intercettazioni in cui si sente una voce maschile indicata - ma senza alcuna conferma né possibilità di averne - come quella di Domingo.
Neanche due settimane, ed ecco l'altro grattacapo: sindacati e associazioni femministe si sono scagliati contro il tenore all'indomani di due sue esibizioni all'Arena di Verona in occasione della rassegna Verdi Opera Night che lo ha visto protagonista il 25 agosto, e della Turandot diretta dallo stesso Domingo la sera successiva. Il Slc (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) della Cgil di Verona ha inviato una lettera di protesta alla Fondazione Arena. "L'esito delle serate, viste le imbarazzanti prove, era stato previsto e denunciato dagli stessi artisti del coro, professori d'orchestra e tecnici di palcoscenico, i quali avevano subito capito che Domingo non era all'altezza della sua fama e del compito affidatogli da Fondazione Arena di Verona. Il risultato delle due serate è stato pessimo e soltanto la professionalità delle maestranze artistiche e tecniche di Fondazione Arena ha permesso che l'evento non si tramutasse in un gigantesco fallimento".