È ancora Festival Verdi ma stavolta si parte con l'opera più epica, intima e violenta del maestro
di Angelo Foletto , di Angelo Foletto"Opera epica e intima, ci porta in un mondo di violenza e passione", dice il regista Yannis Kokkos di Forza del destino che giovedì 22, al Teatro Regio di Parma, inaugura, con la direzione di Roberto Abbado, la XXII edizione del Festival Verdi.
"L'opera più importante di Verdi", Simon Boccanegra, osserva Riccardo Frizza che la dirige da domenica 25, come terza proposta scenica del cartellone 2022 della rassegna. Altri grandi richiami d'autore il Trovatore in scena dal 24 al Magnani di Fidenza, il Galà Verdiano del 10 ottobre, il 15 ottobre i Quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi con il Maggio Musicale Fiorentino diretto da Daniele Gatti e la Messa di Requiem con Michele Mariotti (il 23 e il 30 settembre) sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Coro del Teatro Regio di Martino Faggiani: solisti Marina Rebeka, Varduhi Abrahamyan, Stefan Pop e Riccardo Zanellato.
Tre opere, due in nuovi allestimenti e una pr…
"Opera epica e intima, ci porta in un mondo di violenza e passione", dice il regista Yannis Kokkos di Forza del destino che giovedì 22, al Teatro Regio di Parma, inaugura, con la direzione di Roberto Abbado, la XXII edizione del Festival Verdi.
"L'opera più importante di Verdi", Simon Boccanegra, osserva Riccardo Frizza che la dirige da domenica 25, come terza proposta scenica del cartellone 2022 della rassegna. Altri grandi richiami d'autore il Trovatore in scena dal 24 al Magnani di Fidenza, il Galà Verdiano del 10 ottobre, il 15 ottobre i Quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi con il Maggio Musicale Fiorentino diretto da Daniele Gatti e la Messa di Requiem con Michele Mariotti (il 23 e il 30 settembre) sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Coro del Teatro Regio di Martino Faggiani: solisti Marina Rebeka, Varduhi Abrahamyan, Stefan Pop e Riccardo Zanellato.
Tre opere, due in nuovi allestimenti e una prima verdiana per Parma - Simon Boccanegra nella versione veneziana del 1857: di rarissima presenza nei cartelloni e in un'edizione che per la prima volta integra i documenti autografi conservati a Sant'Agata - per il festival monografico che sotto la direzione generale e artistica di Anna Maria Meo negli ultimi anni ha trovato una quadratura efficace tra sostanza artistica, sostenibilità economica e attenzione culturale. Divenuta un punto di riferimento filologico, comprovato dalla "verità" del palcoscenico, per la ricerca sull'autore con i rapporti sempre più stretti e reciprocamente arricchenti con l'Istituto di Studi Verdiani. Il Festival Verdi è diventato un appuntamento obbligato per chi vuole capire oggi Verdi. Non senza polemiche di contorno: accadde per le rivoluzionarie letture di Graham Vick o per l'impertinenza di alcune proposte riunite da Barbara Minghetti sotto l'etichetta Verdi off che per quasi un mese (fino al 16 ottobre) fanno di Parma un laboratorio-palcoscenico permanente di pensieri e spettacoli attorno al compositore.
L'ultimo anno di gestione di Meo, che conclude il suo mandato a dicembre annunciando di non volerlo rinnovare, è sotto il segno di ciò che è stato tenacemente costruito dal 2015. Non solo per le carte ministeriali dove l'appeal del Festival Verdi (e del Teatro Regio) è documentato, ad esempio, dal quarto posto per le erogazioni liberali attraverso l'Art Bonus o per l'eco della fastosa presentazione del programma fatta a New York in primavera.
Spicca la personalità del programma aperto con l'impegnativa messa in scena di Forza del destino, l'opera d'autore più 'romanzesca' anzi "lunga, complessa e variegata" riassume Abbado. Il maestro la dirigerà con i complessi del Teatro Comunale di Bologna - scelta che ha suscitato un vespaio di proteste in città, tant'è che si prevede qualche coda polemica la sera della prima - con lo spettacolo a firma totale (regia, scene e costumi) di Kokkos, e Gregory Kunde (Don Alvaro), Liudmyla Monastyrska (Leonora), Amartuvshin Enkhbat (Don Carlo), Marko Mimica (Padre guardiano), Roberto de Candia (Fra' Melitone) e Annalisa Stroppa (Preziosilla) nei ruoli principali.
Di Valentina Carrasco, scene di Martina Segna, costumi di Mauro Tinti e luci di Ludovico Gobbi, la regia di Simon Boccanegra: protagonisti Vladimir Stoyanov, Roberta Mantegna, Riccardo Zanellato, Piero Pretti e Devid Cecconi.
Nato per il Festival Verdi 2016, firmato da Elisabetta Courir (scene di Marco Rossi, costumi di Marta Del Fabbro) è il Trovatore "cameristico" di Fidenza. Sebastiano Rolli dirige la Filarmonica Toscanini; con Rossana Rinaldi, Anna Pirozzi (il 24), Silvia Dalla Benetta, Angelo Villari e Simon Mechlinski.