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Daniel Barenboim, il celebre pianista svela: "Sono affetto da una grave malattia neurologica"

L'annuncio su Twitter del musicista e direttore d'orchestra, 80 anni a novembre. Nei mesi prossimi sarà costretto a ritirarsi dai numerosi impegni
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Il direttore d’orchestra e pianista Daniel Barenboim annuncia che lascerà le scene e il suo addio è doloroso per chiunque ami la grande musica: Barenboim incarna uno di quei rari personaggi il cui lavoro segna intensamente la fisionomia di un linguaggio espressivo, che nel suo caso è l’interpretazione musicale. Tutto il suo variegato percorso (ha scritto libri significativi sulla musica, si è distinto in battaglie culturali e politiche, ha creato a Berlino un’importante Accademia) è una testimonianza di valore planetario. 

Ora il quasi ottantenne Daniel (nato a Buenos Aires nel novembre del ’42 da una famiglia ebrea), si è dichiarato affetto da una “grave malattia neurologica” che gli proibirà di tener fede ai suoi futuri impegni. Campione del podio di livello stellare, avrebbe dovuto condurre in questi giorni un nuovo Ring di Wagner alla Staatsoper di Berlino, di cui è il responsabil…

Il direttore d’orchestra e pianista Daniel Barenboim annuncia che lascerà le scene e il suo addio è doloroso per chiunque ami la grande musica: Barenboim incarna uno di quei rari personaggi il cui lavoro segna intensamente la fisionomia di un linguaggio espressivo, che nel suo caso è l’interpretazione musicale. Tutto il suo variegato percorso (ha scritto libri significativi sulla musica, si è distinto in battaglie culturali e politiche, ha creato a Berlino un’importante Accademia) è una testimonianza di valore planetario. 

Ora il quasi ottantenne Daniel (nato a Buenos Aires nel novembre del ’42 da una famiglia ebrea), si è dichiarato affetto da una “grave malattia neurologica” che gli proibirà di tener fede ai suoi futuri impegni. Campione del podio di livello stellare, avrebbe dovuto condurre in questi giorni un nuovo Ring di Wagner alla Staatsoper di Berlino, di cui è il responsabile musicale dal 1992. Il suo incarico scade nel 2027, ma è chiaro che non potrà sostenerlo. Nel frattempo, in questa “Tetralogia” wagneriana, lo sostituisce Christian Thielemann, indicato come il suo probabile successore alla guida della Staatsoper. 

Attraverso canali come Twitter e Instagram, Barenboim ha confessato di salutare il suo pubblico con un sentimento che mescola “orgoglio e tristezza”. Ciò di cui va fiero è quanto ha compiuto finora: guardando l’arco degli esiti ottenuti, si definisce “non solo contento, ma profondamente soddisfatto”. Nel messaggio non specifica la diagnosi del suo male. La notizia è stata rilanciata dalle massime testate del mondo, ma resta ignota la natura esatta della malattia. Già da qualche tempo le condizioni del maestro sembravano fragili: di recente Barenboim ha cancellato più volte i suoi appuntamenti musicali a causa di una vasculite, cioè di un’infiammazione dei vasi sanguigni, e negli ultimi anni si notavano in lui problemi di mobilità e gonfiamenti degli arti inferiori. Ma i disturbi non gli hanno impedito un’attività frenetica, e il forte declino pare iniziato solo al principio di quest’anno. 

Daniel è stato un divo-bebè. Dotatissimo musicalmente, cominciò a trionfare da piccolo. Sono impressionanti le sue foto in pantaloncini, seduto al pianoforte in acclamate esibizioni. Caso più unico che raro per un enfant prodige (i miracoli musicali si bruciano in fretta), ha realizzato da adulto una carriera d’enorme successo. Ha guidato le migliori orchestre occidentali, diretto molto Wagner a Bayreuth e attraversato il repertorio lirico e sinfonico viaggiando tra Parigi, Salisburgo, Monaco, Londra, New York e Milano. Nel 1999, con Edward Said, ha fondato la West-Eastern Divan Orchestra, dove musicisti arabi e israeliani suonano insieme. Si è battuto sempre per la convivenza pacifica dei due popoli in Israele.