Spettacoli

MilanOltre festival, la danza che guarda al futuro

MilanOltre festival, la danza che guarda al futuro
La rassegna in scena fino al 16 con grandi star come Louise Lecavalier, Noé Soulier, la Compagnia Enzo Cosimi e tanti giovani artisti
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Milano non è città da festival: pochi ce ne sono stati nel passato, e pochi se ne fanno oggi. Per la danza fa eccezione MilanOltre, lanciato ormai trentasei anni fa dal Teatro dell'Elfo, che resiste con successo, senza puntare troppo in alto come altre manifestazioni analoghe di altre città (Torino Danza o il Festival Aperto di Reggio Emilia) ma con gusto eclettico e l'idea sempre più radicata di avvicinare maestri e giovani. E non a caso "Back to the future" è il titolo scelto dal direttore Rino De Pace per questa edizione (e per il prossimo triennio), in corso all'Elfo Puccini davanti a un pubblico giovane, grazie anche alla collaborazione con diversi licei coreutici.

Stasera vi approda una "maestra" affezionata del festival come l'icona della danza contemporanea canadese Louise Lecavalier che a 64 anni porta il suo emozionante Stations (replica al Santa Chiara di Trento il 18), uno dei suoi assoli carichi di energia e poesia che la vede protagonista assoluta. Diva della danza punk negli anni Ottanta, ai tempi dei La La La Human Steps, un corpo minuto ma potentissimo, una danza incendiaria, ribelle e poi l'aspetto androgino, i capelli corti per aria, perfino un incontro elettrizzante con David Bowie, fanno di Louise Lecavalier un gran bel personaggio, ricco di mestiere e creatività. Stations è una sorta di summa, una personale e delicata performance, che combina l'energia grezza consueta del suo movimento con la poesia e la dolcezza dell'età anagrafica, che pure in scena non si vede. Un lavoro intenso, di grande concentrazione.

Tra gli artisti internazionali, il festival ha applaudito nei giorni scorsi il trittico del giovane coreografo francese Noé Soulier, i tanti italiani a partire dalla Compagnia Enzo Cosimi, il focus della compagnia Abbondanza/Bertoni, la Compagnia Zappalà che in Kristo affronta appunto la figura di Cristo e poi protagonisti della nuova danza italiana come Ezio Schiavulli, Roberto Provenzano. Un successo anche le conferenze danzate che hanno unito accademici e esperti di danza con le performance degli scaligeri Stefania Ballone, Matteo Gavazzi, Linda Giubelli e Alessandro Paoloni. Il 16 chiusura nel segno del domani: sei giovani coreografi isaraeliani del Suzanne Dellal Centre di Tel Aviv, si presentano negli otto progetti di 1|2|3 Solos & Duos, preceduti alle 18 da due lavori del giovane Manfredi Perego che firma Ruggine e Totemica. Tra gli under 35, il 14 c'è la Vetrina Italiana Domani, con due pezzi di Lorenzo Morandini e Michela Priuli con la dancehaus Company Junior.