Aterballetto, la vittoria della danza: con 'Double side' si sdoppia
di Anna Bandettini , di Anna BandettiniFesteggia la prima stagione il Centro Coreografico Nazionale (CCN) italiano. Ed è una vittoria. Non solo per Aterballetto, la formazione “promossa”, nata a Reggio Emilia nel 1977, via via negli anni guidata artisticamente da Amedeo Amodio, Mauro Bigonzetti, Cristina Bozzolini, ma per tutto il mondo della danza contemporanea italiana: una sorta di riscatto perché per la prima volta, anche a livello ministeriale - senza scendere i tecnicismi che fanno venire il mal di testa - esiste, accanto ai Corpi di Ballo delle Fondazioni liriche per il balletto classico, un punto di riferimento, un luogo di identità culturale anche per l’arte coreutica contemporanea nazionale.
Aterballetto era pronto da tempo al ruolo. Da qualche anno non è più solo una compagnia, ma con quindici danzatori - e va detto eccellenti - si articola su più ensemble impegnati in più progett…!-->!-->
Festeggia la prima stagione il Centro Coreografico Nazionale (CCN) italiano. Ed è una vittoria. Non solo per Aterballetto, la formazione “promossa”, nata a Reggio Emilia nel 1977, via via negli anni guidata artisticamente da Amedeo Amodio, Mauro Bigonzetti, Cristina Bozzolini, ma per tutto il mondo della danza contemporanea italiana: una sorta di riscatto perché per la prima volta, anche a livello ministeriale - senza scendere i tecnicismi che fanno venire il mal di testa - esiste, accanto ai Corpi di Ballo delle Fondazioni liriche per il balletto classico, un punto di riferimento, un luogo di identità culturale anche per l’arte coreutica contemporanea nazionale.
Aterballetto era pronto da tempo al ruolo. Da qualche anno non è più solo una compagnia, ma con quindici danzatori - e va detto eccellenti - si articola su più ensemble impegnati in più progetti artistici, che la direzione di Gigi Cristoforetti, ex responsabile di Torino Danza, sta sviluppando in diverse direzioni e senza confini geografici. “La nostra attività - spiega - raggruppa coreografi internazionali, sperimenta in campi anche diversi dalla danza. Lavorando con le innovazioni tecnologiche, siamo entrati nella realtà virtuale, siamo in dialogo con il mondo dell’arte, della fotografia e cerchiamo una relazione nuova con la musica”.
Proprio in questo quadro nasce Double side, l’ultima creazione di Aterballetto, che viene presentata domenica 23 per il Festival Aperto al Valli di Reggio Emilia e il 1 novembre al Comunale di Ferrara e la cui scommessa è di inventare un nuovo incontro con la musica. “Non realizzare semplicemente un balletto con la colonna sonora, ma far parlare insieme le note e il movimento come fossero una sola cosa”, spiega Cristoforetti. In scena ci sono 15 interpreti, cioè otto ballerini, il quartetto d’archi della Toscanini e tre cantanti: musica dal vivo e danza compongono insieme i due pezzi, Stabat Mater di Norge Cedeño Raffo dove il coreografo cubano lavorando sulle note dolorose di Arvo Pärt crea una sorta di lungo addio di una madre al figlio, seguito dal più gioioso With Drooping Wings, una suite del compositore italiano Federico Gon, specialista in musica barocca che si è ispirato a Henry Purcell, su cui il giovane canadese Danièle Desnoyers farà muovere i ballerini di Aterballetto.
Ma l’attenzione a estetiche diverse, porta anche verso approdi insoliti. “Sentiamo molto forte - spiega Cristoforetti - il bisogno di dare alla danza anche una funzione sociale, una radicamento nella città e allo stesso tempo di fare parte dei processi di rigenerazione urbana e sociale, mescolando terreni non artistici e non”. Così, se l’esplorazione di spazi urbani oltre il palcoscenico, sostiene il progetto delle Microdanze, dodici brevi coreografie di altrettanti coreografi internazionali eseguite nei musei e in spazi artistici - un vero successo già presentato a Roma a Castel Sant’Angelo, al Museo dell’Acropoli di Atene, nei quartieri di Bruxelles, ora in tournèe e al centro della notte di bianca di Parigi nel 2023 - c’è molta attesa per il nuovo grande debutto, il lavoro sulla longevità di Over (titolo provvisorio) già candidato al premio per il miglior progetto di danza Fedora Van Cleef & Arpels: si tratta di una doppia coreografia di Preljocaj e Ourandame con interpreti over 65 che si vedrà nel febbraio del '23, prima a Parigi, poi in tournèe in Italia, insieme agli altri lavori del repertorio di Aterballetto, a partire da Don Juan di Johan Inger (il 4 Novembre è a Como al Teatro Sociale) e Storie, antologia di frammenti danzati di Diego Tortelli e Philippe Kratz. In più c’è la stagione di ospitalità in Fonderia, la sede dal 2004 del CCN a Reggio Emilia, dove dal 6 novembre passeranno la Compagnia di Gilles Jobin in Cosmogony, e via via i lavori di Jacopo Jenna, Fabrizio Favale, Laura Matano, Monica Casadei.... La somma fa oltre 150 spettacoli che Aterballetto porta in giro e presenta ogni stagione in Italia e all’estero: come riscossa della danza contemporanea italiana non c’è male.