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Accademia Bizantina: quant’è cool il barocco, piace anche alle mucche

I capolavori di Vivaldi e Händel eseguiti dal gruppo, che festeggia i 40 anni di attività, conquistano i social e lo streaming
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Un bel pasticcio il Tamerlano di Antonio Vivaldi, melodramma con cui l'Accademia Bizantina festeggia un anniversario importante: quarant'anni di attività assidua nella musica barocca tra diffusione globale dei suoi concerti e dimensione locale d'officina artigiana - la sede creativa è a Bagnacavallo, in Romagna, dove avvengono prove e registrazioni fra teatro, chiesa e una sala settecentesca. Per l'occasione il gruppo guidato da Ottavio Dantone ha varato anche una campagna promozionale di vasto successo mediatico pilotata da un video su YouTube per convincere gli agnostici di quanto sia cool questa musica: oltre un milione di visualizzazioni, +36% di follower su Instagram, 8 mila interazioni Facebook nei primi trenta giorni. Inoltre, in un paio di mesi, 3 milioni di streaming dell'ultimo album, il quadruplo cd con i Concerti grossi di Händel, mentre spopolano le tracce inserite nella compilation musicale per i "pets", i cui utenti hanno…

Un bel pasticcio il Tamerlano di Antonio Vivaldi, melodramma con cui l'Accademia Bizantina festeggia un anniversario importante: quarant'anni di attività assidua nella musica barocca tra diffusione globale dei suoi concerti e dimensione locale d'officina artigiana - la sede creativa è a Bagnacavallo, in Romagna, dove avvengono prove e registrazioni fra teatro, chiesa e una sala settecentesca. Per l'occasione il gruppo guidato da Ottavio Dantone ha varato anche una campagna promozionale di vasto successo mediatico pilotata da un video su YouTube per convincere gli agnostici di quanto sia cool questa musica: oltre un milione di visualizzazioni, +36% di follower su Instagram, 8 mila interazioni Facebook nei primi trenta giorni. Inoltre, in un paio di mesi, 3 milioni di streaming dell'ultimo album, il quadruplo cd con i Concerti grossi di Händel, mentre spopolano le tracce inserite nella compilation musicale per i "pets", i cui utenti hanno reclamato dall'Accademia altri pezzi appropriati ai loro amici a quattro zampe.

Ottavio Dantone, direttore musicale dell'Accademia Bizantina (foto di Jonathan Revelo Fabio Giannasi) 

Dantone è stupito da un tale riscontro, addirittura fra gli animali. Anche se, confessa il direttore-clavicembalista, "avevo già notato nella campagna borgognona dove abito quanto le mucche siano affascinate dalle note: ogniqualvolta sentono cantare mia moglie, il contralto Delphine Galou, smettono di fare qualsiasi cosa per concentrarsi nell'ascolto. È un fenomeno indagato dagli scienziati". Inaspettata pure la popolarità della clip pubblicitaria. "Il messaggio del nostro video frenetico montato al suono di un Vivaldi rockettaro, che sarà proiettato anche nei cinema, vale per l'intero mondo della classica. Vogliamo dire al grande pubblico: non chiudete pregiudizialmente le orecchie a composizioni che possiedono una forza di trascinamento inimmaginabile".


Comunque, al di là del boom digitale, l'ensemble si appresta a un lungo giro europeo in carne e ossa. Ma, prima, appuntamento con Tamerlano, regia Stefano Monti, in scena sabato 14 e domenica 15 gennaio al Teatro Alighieri di Ravenna (la pomeridiana del 15 va anche online, gratuita, su operastreaming.com), poi Piacenza (20-22 gennaio), Reggio Emilia (27-29) e in febbraio a Modena e Lucca. Nel cast, insieme a Galou, Bruno Taddia, Filippo Mineccia, Marie Lys, Gianluca Margheri. Quest'opera è un "pasticcio" nel senso barocco del termine. Ossia la firma Vivaldi, però per impastarla ricicla pagine sue e altrui. In questo caso di Johann Adolf Hasse, Geminiano Giacomelli e Riccardo Broschi, fratello del castrato Farinelli.

Alessandro Tampieri, concertmaster dell'Accademia Bizantina (foto di Jonathan Revelo Fabio Giannasi) 

"Il bello di un pasticcio è che in uno stesso spettacolo convivono stili diversi. Qui, dove il crudele Tamerlano, conquistatore mongolo, si oppone al sultano ottomano Bajez, da lui imprigionato, Vivaldi decide di lasciare per sé sia le arie dei buoni sia i dialoghi fra tutti i personaggi, resi con recitativi talvolta aspri, sempre frementi di pathos", spiega Dantone, alla testa dell'Accademia Bizantina dal 1996. "Alcune delle arie richiedono interpreti di una bravura astrale. Di altre si è persa la partitura, allora mi sono divertito a prenderle a prestito da altre opere d'epoca". Riguardo alla regia: "A ogni cantante è attribuito un doppio in cui specchiarsi. Si tratta di mimi specializzati in breakdance che commentano i mutevoli sentimenti d'ognuno con gestualità nervosa o dolce". È proprio nello spirito del barocco, "una musica che sa attivare meglio di altre i codici dell'emozione, che le permettono di accendere la comunicazione con il pubblico di ogni tempo".