Andrea Pennacchi: "Dovevo fare il pilota ma mi iscrissi a un corso di teatro, come quando vai a fare salsa e merengue per conoscere gente..."
di Anna Bandettini , di Anna Bandettiniterrorizzante Poiana, che nel suo capannone impreca in veneto contro il cittadino onesto che paga le tasse “rassegnati, sei in minoranza etica”, il Maggiore Pirro Graziani Cadorna in cerca di un nemico da odiare o il direttore di rete Bepi Molon al vertice del tg grazie al centrodestra e che considera il gender un demonio; insomma, le vecchie e nuove glorie satiriche di Propaganda live, un po’ la vita gliel’hanno stravolta. Il suo volto, coi capelli brizzolati, la barba e gli occhi azzurri è diventato popolare, le sue battute un tormentone, ma Andrea Pennacchi, 53 anni, continua a scrivere, ad andare nei bar a ispirarsi per i suoi personaggi (“anche se ora mi riconoscono ed è più difficile”) e a fare teatro, suo primo approdo che continua ad amare nonostante i successi nelle serie tv, Petra, Tutto chiede salvezza, e nel cinema.
È rimasto sempre un gran raccontatore, come nei due spettacoli che ora Rai 5 manda in onda dove…
terrorizzante Poiana, che nel suo capannone impreca in veneto contro il cittadino onesto che paga le tasse “rassegnati, sei in minoranza etica”, il Maggiore Pirro Graziani Cadorna in cerca di un nemico da odiare o il direttore di rete Bepi Molon al vertice del tg grazie al centrodestra e che considera il gender un demonio; insomma, le vecchie e nuove glorie satiriche di Propaganda live, un po’ la vita gliel’hanno stravolta. Il suo volto, coi capelli brizzolati, la barba e gli occhi azzurri è diventato popolare, le sue battute un tormentone, ma Andrea Pennacchi, 53 anni, continua a scrivere, ad andare nei bar a ispirarsi per i suoi personaggi (“anche se ora mi riconoscono ed è più difficile”) e a fare teatro, suo primo approdo che continua ad amare nonostante i successi nelle serie tv, Petra, Tutto chiede salvezza, e nel cinema.
È rimasto sempre un gran raccontatore, come nei due spettacoli che ora Rai 5 manda in onda dove intreccia Tolkien e Omero, Padova e l’antica Grecia, Bush e Agamennone: Eroi del 2011, che è andato in onda l'1 aprile, e Piccola Odissea, che si vedrà l’8 aprile con la regia televisiva di Marco Segato, le musiche di Giorgio Gobbo e i musicisti dal vivo, i live painting di Vittorio Bustaffa e la produzione di Teatro Boxer, la compagnia con cui Pennacchi da 15 anni produce spettacoli, lezioni, festival e altri progetti.
Pennacchi, per Omero è vero amore?
“Non sono un esperto, né un filologo, è solo che Omero mi ha insegnato che dentro la grande letteratura c’è qualcosa che irradia anche a noi oggi, che scalda i cuori e ci aiuta a decifrare il presente”.
Un amore dei tempi di scuola?
“Di famiglia. Da ragazzo leggevo l’Iliade nella versione semplificata e illustrata, Navi nere di fronte a Troia, si intitolava. Poi l’Odissea in prosa, in una copia Garzanti, arrivò a casa per caso: mio padre alla Festa de l’Unità di Brusegana, il quartiere di Padova dove sono nato, si ostinava a vendere libri e non aveva un cliente. Una sera la pioggia aveva rovinato la copia dell’Odissea e siccome in famiglia non si buttava via niente, mia madre stirò la copia che poi è rimasta a noi. La prima storia che ho raccontato in pubblico comunque è stata l’Iliade”.
E come mai scelse di fare l’attore?
“Dovevo fare il pilota, però i casi della vita mi hanno portato dopo un percorso lungo a tornare a casa, a Padova. Mi iscrissi a un corso di teatro, come si fa quando vai a fare salsa e merengue, per conoscere gente. Invece mi ha fregato. Ci sono rimato sotto, come dicono i giovani”.
Prima storia in scena, ha detto, l’Iliade: come fu?
“Era semplice per me perché io vedevo l’Iliade come fosse nel mio quartiere, a Brusegana, nutrita di immagini vive, che facevano parte della mia vita, non letterarie: c’è il testo originale ma anche mie esperienze che ho scritto con l’aiuto di Laura Curino”.
E chi è il suo eroe?
“Ettore, perché è umano anche nelle sue debolezze. Ma è difficile dire chi non mi piace, perfino Achille, nella sua furia, ha delle cose belle”.
E l’Odissea?
“Una vera cattedrale di storie e voci. Dentro ci ho visto mio padre che torna dal campo di concentramento, mia madre che aspetta, il mio mondo... Non era facile raccontarla. Poi ho trovato la chiave nel personaggio di Eumeo”.
“È un principe fatto schiavo che alleva i maiali ed è il primo a riconoscere Ulisse tornato a Itaca e a sentire la sua storia. Eumeo mi è famigliare, mi ha riconciliato con le mie radici rurali, agricole, è mio cugino cresciuto tra i maiali, mio nonno che li allevava… Fa parte della mia geografia della mente. Fino alle medie io non sono mai uscito da Brusegana e quando andai a trovare mio cugino migrante, che abitava in centro a Padova, mi chiedevo che strano posto era quello senza alberi, prati…”.
E adesso dove vive?
“In centro a Padova”.
L’Odissea è storia di migrazioni, lei parla di quelle di oggi?
“Non mi piace l’attualizzazione però non dimentico che i grandi classici sono tali perché risuonano anche nel presente. Eumeo ha forse la battuta più nobile del testo: quando vede questo vecchio barbone buttato lì sulla spiaggia senza sapere che è Odisseo, lui dice che i pitocchi li manda Zeus e il nostro dovere è aiutarli per mantenere la nostra umanità”.
“A teatro lo porto ancora in giro. Ci sono affezionato perché mi ricorda i demoni del dramma medievale, se vuole negativi ma che dicono anche verità. Non mi chiamo fuori: Poiana, il veneto cattivo, è una parte di me, la differenza è che io cerco di combattere i miei lati oscuri e li trasformo in momenti creativi, Poiana li chiude in una scatola”.
Lei ha detto questo governo è una manna per la satira.
“È così, ma è un’arma a doppio taglio un dono avvelenato perché da spunti, ma anche troppi. Finirà che fanno tutto loro”.
Lei fa satira ma è anche attore drammatico: come si preferisce?
“La prospettiva comica mi permette di vedere il tragico. Quindi le due facce sono legate. Progetti? Devono ancora uscire tre film girati da un po’, Stagione di caccia, un giallo, la commedia Le mie ragazze di carta, L'amor Fuggente. Soprattutto sto scrivendo il mio primo romanzo, dove c’entra Shakespeare”.