Spettacoli

'Life of Pi', la straordinaria storia del ragazzo e la tigre in scena a Broadway

'Life of Pi', la straordinaria storia del ragazzo e la tigre in scena a Broadway

Gli animali protagonisti sono animati da undici burattinai nella versione teatrale del romanzo di Yann Martel, con la regia di Max Webster. Dopo Londra, lo spettacolo ha conquistato anche il pubblico newyorchese

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New York - La lunga striscia di tessuto rosso sangue che la tigre-pupazzo estrae all'improvviso con i suoi denti aguzzi dal ventre dalla iena - un fantoccio pure quella - è così realistica che ti costringe a chiudere gli occhi: come se davvero stessi assistendo a un truculento pasto animale. Pure la pioggia che sferza il palcoscenico, insieme alle onde tempestose, sono solo una proiezione di luci intente ad animare un barchino roteante: ma finiscono per darti ugualmente il mal di mare, quasi stessi affondando anche tu. Per poi restare davvero a bocca aperta quando subito dopo il naufragio l'attore anglo-cingalese Hiran Abeysekera - che col suo inglese ritmato alla maniera indiana domina senza esitazioni la scena, narrando in prima persona la straordinaria Vita di Pi - condivide la piccola barca con la tigre, una iena, un orango, un topo e una zebra intenti a uccidersi l'un altro, animati da undici burattinai in quell'unico striminzito spazio. Stipati e allo stesso tempo capaci di muoversi con la naturalezza consona a ciascun animale, grazie a un'impressionante e ben coordinata sequenza di movimenti acrobatici. 

Già. Tratta dal romanzo del canadese Yann Martel pubblicato nel 2001, che ha ispirato il film realizzato dal regista Ang Lee nel 2012, la versione teatrale di Life of Pi firmata dalla drammaturga britannica Lolita Chakrabarti con la regia del canadese Max Webster (la stessa che aveva debuttato nel 2021 nel West End londinese: ma molto più spettacolarizzata) approda allo storico Gerald Schoenfeld Theatre di Broadway, Manhattan, nel cuore della Grande Mela: e conquista il raffinato pubblico dei newyorchesi. E non solo per la magia ammantata di messaggio morale della storia del giovane Pi.

L'adolescente che, dopo il naufragio del cargo su cui viaggiava con l'intera famiglia e il loro piccolo zoo dall'India al Canada, si ritrova per oltre un mese su una scialuppa con una tigre bengalese che lui - avendone confuso il nome con quello del cacciatore - chiama Richard Parker. Nemici e compagni allo stesso tempo, unici sopravvissuti, dopo che gli altri animali si sono divorati fra di loro. Una narrazione dove è impossibile distinguere realtà e immaginazione. E non sai se quanto raccontato dal ragazzo gli è realmente accaduto. O un immaginifico modo per dimenticare quanto sia sottile la linea che separa l'uomo dalla bestia.   

Gli animali-pupazzo a grandezza naturale e dalle movenze realistiche realizzati da Finn Caldwell e Nick Barnes, le luci magistrali alla base di tutti gli effetti speciali (che comprendono pure l'incredibile cielo stellato e il passaggio di un branco di luminosissimi pesci) e naturalmente l'azione convulsa ma mai disordinata, rendono davvero magico un testo e una storia che non è affatto scontato rendere in teatro. Una favola drammatica. O forse un dramma con le tinte di una favola. Dove le due ore e mezza di spettacolo scorrono veloci: conquistando un pubblico di tutte le età. 

Suraj Sharma nel film 'Vita di Pi' (2012) di Ang Lee
Suraj Sharma nel film 'Vita di Pi' (2012) di Ang Lee