Spettacoli

Siracusa e gli eroi dei nostri tempi: la tragedia greca è la cronaca dell'attualità
(ansa)

Siracusa e gli eroi dei nostri tempi: la tragedia greca è la cronaca dell'attualità

Si inaugura l'11 maggio la 58esima stagione delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco, con 'Prometeo incatenato' di Eschilo per la regia di Leo Muscato e la traduzione di Roberto Vecchioni. Torna per la settima volta 'Medea' di Euripide, regia di Federico Tiezzi, Battiston prende in carico Aristofane, Peparini accompagna Ulisse nel suo viaggio

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Con l’affettuoso soprannome di "vecchia signora di 109 anni", le rappresentazioni classiche nate nel 1914 al Teatro Greco di Siracusa stanno per mettere in programma la 58ma Stagione di spettacoli dell’INDA (l'Istituto nazionale del dramma antico) nel più antico (V secolo avanti Cristo) teatro all’aperto italiano, e il calendario è indetto dall’11 maggio al 2 luglio 2023. Il quadro delle attività artistiche ha in serbo quattro e non più tre nuove produzioni, impegnando 200 artisti in scena.

La nuova governance della Fondazione, con la neosovrintendente Valeria Told, che per oltre dieci anni ha ricoperto il ruolo di direttore generale della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, metterà in scena tre opere del teatro classico, le tragedie Prometeo incatenato di Eschilo per la regia di Leo Muscato, Medea di Euripide diretta da Federico Tiezzi, la commedia di Aristofane La pace per la regia di Daniele Salvo, e una quarta produzione moderna, Ulisse, l’ultima Odissea, una creazione contemporanea originale ideata dal regista e coreografo Giuliano Peparini su libretto di Francesco Morosi. 

L’attività dell’INDA andrà anche oltre il Teatro Greco, e quest’anno, con contributo del ministero della Cultura, Medea, La pace e Ulisse, l’ultima Odissea intraprenderanno una lunga tournée nei teatri italiani da luglio a novembre, facendo tappa a Pompei, al Teatro Romano di Verona, a Benevento, Segesta e Tindari, e al Teatro Arcimboldi di Milano. 

Le prove di 'Prometeo incatenato'
Le prove di 'Prometeo incatenato' 

Prometeo, l'eroe dei più deboli

In merito al Prometeo incatenato di Eschilo (con precedenti risalenti nel 1954 a Gassman, nel 1994 a Calenda, nel 2002 a Ronconi e nel 2012 a Longhi), spettacolo in scena dall’11 maggio al 4 giugno, il regista Leo Muscato, esordiente a Siracusa, con un cast che ha per protagonista nel ruolo del titolo Alessandro Albertin, anch’egli esordiente al Teatro Greco, affiancato da Davide Paganini, Michele Cipriani, Silvia Valenti, Alfonso Veneroso, Denise Ozdogan, Pasquale Di Filippo, e il coro delle Oceanine in cui figura tra l’altro anche Maria Pilar Perez Aspa, ha fatto una sua riflessione.

Alessandro Albertin
Alessandro Albertin 
"Dedichiamo questo lavoro a un eroe archetipo disposto ad agire in favore dei più deboli. Per girare ai contemporanei il tema del progresso umano, ho pensato che la rupe potesse essere impiantata in un sito industriale abbandonato, attaccando Prometeo a una ciminiera, pensando a una struttura riferita alla proprietà di pochi e causa di potenziale disastro ambientale. Poi per gli interpreti ho pensato più alle persone che agli attori".

Medea, tra Ibsen e Strindberg

A proposito di Medea di Euripide (con precedenti nel 2009 con Zanussi, nel 2004 con Stein, nel 1996 con Missiroli che vi diresse Valeria Moriconi tornata nel ruolo dopo averlo avuto nel 1972 con Enriquez, e, retrocedendo, con edizioni di Romagnoli sia nel 1958 che nel 1927), lavoro in calendario dal 12 maggio al 24 giugno, il regista Federico Tiezzi, che torna a Siracusa dopo il 2015, scommette su una Medea interpretata da Laura Marinoni, e, tra gli altri, su Alessandro Averone e Roberto Latini. "E’ un testo capitale, partito da un discorso sulla violenza, da un gesto omicida sui figli. Per il prologo musicale Silvia Colasanti mi ha aiutato a un’immagine corale di bambini che echeggiano una ferita lasciata irrisolta. Penso a tutte le Medee, a messinscene di altri registi. Non si è mai abbastanza approfondito il passato della Colchide, delle origini di Medea in una terra dove la violenza è naturale e contemplabile, dove alla forza si reagisce con un’altra forza".

Laura Marinoni sarà Medea
Laura Marinoni sarà Medea 
Poi, continua Tiezzi, "ho meditato sulla violenza di Giasone che per me ha un carattere capitalistico, scaturito da una cultura borghese che rinvia, negli sviluppi drammaturgici del lungo tempo, a Ibsen e a Strindberg, a un Helmer di Casa di bambola. I riti sacrificali fanno il loro corso, da Euripide a Ibsen. Qui ho voluto scegliere attentamente gli attori. A possedere un’anima, una passionalità e un’umanità adatte era ed è Laura Marinoni, che a me ricorda non a caso Valeria Moriconi. Poi per questa immagine di Giasone ho trovato giusto Alessandro Averone, già con me nel Purgatorio. E a occuparsi di Creonte m’è parso necessario Roberto Latini, uno dei protagonisti del nostro teatro sperimentale. Procedendo con questa visione, ho voluto che il Nunzio fosse una Nunzia, e s’è rivelata adatta Sandra Toffolatti, che mi permette di guardare tutto dal punto di vista di una donna. E’ così che sono andato avanti ragionando non in maniera canonica da teatro greco antico, ed ecco Debora Zuin, Francesca Ciocchetti, Luigi Tabita. Mi sono anche ispirato al cinema di Dreyer che compose un bellissimo scritto su Medea, di Pasolini, di Lars von Trier".

Aristofane, il Tim Burton dell'antichità

Passando alla commedia La pace di Aristofane (che nel 1967 fu prodotta e affidata a Foà fuori sede dall’INDA, in giro per l’Italia dei teatri di pietra), con recite dal 9 al 23 giugno, il regista Daniele Salvo, più volte attivo a Siracusa, ha scelto Giuseppe Battiston per la parte di Trigeo, scritturando anche tra gli altri Massimo Verdastro, Martino Duane e Francesca Mària. "Opera complicata. Aristofane è un Tim Burton dell’antichità. Il mio maestro Ronconi m’ha insegnato che i testi antichi sono imperscrutabili come le stelle. Ma qui ci sono anche richiami contemporanei, perché stiamo rischiando un’estinzione di massa, e questo lavoro rende noto che solo i contadini sono capaci di volere e perseguire la pace. Il resto, come l’autore sottolinea, è un mondo di corrotti, anche teatranti. Ho un’idea realizzativa visionaria, sorprendente, spiazzante. D’altronde Trigeo viaggia a cavallo di uno scarabeo stercorario gigante, per far terminare ogni conflitto, e liberare la pace imprigionata".

l viaggio di Ulisse inizia in un aeroporto

Poi c’è il quarto titolo, Ulisse, l’ultima Odissea, con regia del coreografo Giuliano Peparini da un libretto di Francesco Morosi, in programma dal 29 giugno al 2 luglio, con protagonista Giuseppe Sartori, che torna a Siracusa dopo i successi nelle parti di Oreste e di Edipo. "Credo nei viaggi - spiega Peparini - e qui c’è il percorso misto di danza, teatro, musica e arti del circo, in un aeroporto, un luogo che ci fa partire e ci blocca, dove ascoltiamo le storie di altri passeggeri".

Giuseppe Sartori
Giuseppe Sartori 

Molta attesa per la 27ma edizione del Festival Internazionale del Teatro classico dei giovani a Palazzolo Acreide, con 3000 studenti di 103 licei e accademie italiane, e 90 rappresentazioni dal 13 maggio al 6 luglio.