È un'ora e quaranta di meraviglie, fantasia, emozioni, di perfezione tecnica e segni misteriosi. Un incanto, questa Serata William Forsythe - Blake Works V, da vedere fino al 30 maggio alla Scala di Milano, che racchiude tre creazioni, di cui un inedito, di quel "maestro" della coreografia contemporanea che è William Forsythe, 73 anni, 45 dei quali dedicati alla ricerca sulla danza, per aggiornare e trasformare il vocabolario del balletto classico in chiave contemporanea.
E una prova di questa spinta di restyling è proprio la Serata, culmine del progetto settenale del grande coreografo newyorkese, Leone d'oro della Biennale, sulle musiche di James Blake, il 35enne musicista britannico, che mescola suoni elettronici a suggestioni soul, e protagonista il Corpo di Ballo scaligero, che dopo due mesi di prove con Forsythe, offre una delle sue prove più alte di questi anni.
La Serata si apre con l'inedito e straordinario Prologue: un lavoro originalissimo, bello quanto difficile perché i sette danzatori (e la sera della prima erano gli eccellenti Maria Celeste Losa, bravissima, carica e piena di passione, Giulia Lunardi, Domenico Di Cristo, Navrin Turnbull, Edward Cooper, Francesco Mascia, Saïd Ramos Ponce) impegnati in duetti e in 'soli' ballano con i passi della scuola tradizionale del balletto ma su ritmi frenetici, veloci e sulla musica di Lindisfarne I, amplificata a singhiozzo, con attimi di silenzio che si alternano alle note. E sorprendentemente, nel clima sonoro sincopato, il movimento in scena scorre invece fluido e continuo, i corpi sottoposti a disequilibri e asimmetrie che però vibrano all'unisono creando una sola grande energia vitale.
Seguono, sempre sul percorso tra classico e innovazione, il già conosciuto The Barre Project che Forsythe pensò per i suoi ballerini durante il lockdown: nel buio, solo la scena dell'azione lievemente illuminata, i danzatori eseguono alla sbarra i movimenti di tensione e distensione, alternando assoli, duetti, terzetti che colpiscono per la variazione dei gesti. Chiude il programma Blake Works I: mai interpretato prima dagli artisti della Scala, sui sette brani dall'album The Colour in Anything, con la compagnia. Creato nel 2016 per i danzatori dell'Opera di Parigi, qui si vede in modo evidente il lavoro di reinvenzione delle convenzioni del classico in una danza gioiosa e libera.
Se la grandezza di Forsythe è indiscutibile, va sottolineato lo stato di grazia del Corpo di Ballo scaligero: più avezzo al repertorio del classico, mostra il suo grado di maturità e di preparazione tecnica nella duttilità e naturalezza anche su territori non accademici e di ardita innovazione. A partire dalle stelle delle compagnia scaligera che oltre alla citata Losa, ha visto e vedrà in alternanza nelle repliche Martina Arduino, Nicoletta Manni, Alice Mariani, Marco Agostino, Nicola Del Freo, Christian Fagetti, Timofej Andrijashenko, Claudio Coviello, sono bravi tutti gli altri Camilla Cerulli, Linda Giubelli, Andrea Risso, Federico Fresi, Mattia Semperboni, Frank Aduca, Gioacchino Starace, Rinaldo Venuti, Alessandra Vassallo, Benedetta Montefiore, Edoardo Caporaletti, Emanuele Cazzato, Andrea Crescenzi, Darius Gramada, Eugenio Lepera, Valerio Lunadei, Alessandro Paoloni. Anche in loro sta il valore dello spettacolo.