'Noi che abbiamo vissuto le nostre vite di nuovo' di Mattias Andersson
Biennale Teatro, un palco per i giovani. Ancora una stagione per ricci/forte: poi la coppia artistica si separa
di Anna Bandettini
Al via la rassegna clou dell'estate teatrale, accanto a nomi di punta come Armando Punzo e Romeo Castellucci tante nuove proposte "per permettere loro di uscire dall'invisibilità"
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La buona notizia è che oggi si apre il Festival di Teatro della Biennale di Venezia, uno dei momenti clou dell’estate teatrale che fino all'1 luglio porterà in laguna artisti italiani come Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza cui va il Leone d’oro (il 15 lo spettacolo Naturae, il 17 la cerimonia) e Romeo Castellucci con l’installazione Domani (dal 28), e internazionali come i Leone d’argento Fc Bergman con il bellissimo Het Land Nod (il 17) e altri da conoscere come Mattias Andersson (dal 22) nuova voce del teatro nordeuropeo, il teatro fisico dei palestinesi Bashar Murkus e la Kashabi Ensemble di Haifa (dal 24), la performance di Noémie Goudal e Maëlle Poésy, Anima (il 23), lo svizzero Boris Nikitin dal 25 con un teatro che parte dal personale.
La notizia così così, invece, è che l’anno prossimo a conclusione del quadriennale mandato alla Biennale, ricci/forte si separano: Stefano Ricci continuerà a fare il regista in autonomia, Gianni Forte progetta di candidarsi alla direzione di un centro drammaturgico in Francia dove da anni vive, proseguendo il lavoro di scouting fatto a Venezia. Si divide così una coppia artistica di grande successo, protagonista del teatro anni Duemila che con i suoi lavori (Macadamia Nut brittle, Imitation of death, Pinter’s anatomy, Troia’s discount) ha dato voce senza tabù e con un linguaggio fortemente emotivo al mondo dei millennials.
ricci/forte
“Con Gianni ci siamo resi conto che da tempo le aspettative e i bisogni che come artisti chiedevamo al teatro erano differenti. La direzione della Biennale è un approdo ma anche una ripartenza prendendo strade diverse - annuncia Stefano Ricci – Il marchio ricci/forte? Per fortuna non siamo la ‘Premiata Pasticceria Bellavista’, e come artisti il nostro compito è continuare a capire cosa facciamo e perché. Io voglio mettermi ancora alla prova con modalità differenti che non siano il pilota automatico che forse condizionava ultimamente il nostro lavoro, anche per le aspettative che precedevano il lavoro stesso”. E Gianni Forte: “Per me è doloroso, ci siamo conosciuti negli anni anni Novanta, nel 2005 è nata la compagnia, sono 25 anni di collaborazione. Ma comunque non è una rottura”.
'Milk' di Bashar Murkus e Khashabi Ensemble
Il desiderio di cercare un senso del proprio lavoro, perlustrare le tante grammatiche del teatro, guida anche il programma del loro festival 2023. “Un punto di orgoglio è il Leone ad Armando Punzo e alla sua compagnia di detenuti della Fortezza - spiega Ricci - Il verde è il colore che abbiamo dato al Festival di quest’anno e per noi sta a significare il ritorno di un recupero morale del teatro. E Punzo è l’artista in cui l'arte, la fantasia e la spinta etica si intrecciano e restituiscono un senso che sembra smarrito. Noi premiamo più dell’artista che fa teatro civile, impegnato nel recupero dei carcerati, la pratica di un teatro che trasforma la realtà esercitando la meraviglia”.
'Het Land Nod' di FC Bergman
Altro punto di orgoglio è l’attenzione ai giovani “che hanno strade accidentate nel nostro Paese e per questo il nostro compito non è solo lo scouting, ma un lavoro di scavo e guida per permettere loro di uscire dall’invisibilità e precarietà”, dice Gianni Forte. Con Biennale College si vedranno il regista Valerio Leoni, vincitore del bando registi under 35 (il 16 e 17), i performer Gaetano Palermo e Morana Novosel (entrambi dal 24), gli autori Simone Fortin con Cenere in una mise en lecture di Giorgina Pi e Carolina Balucani con Addormentate in una lettura diretta da Fabrizio Arcuri (dal 28). “Soprattutto abbiamo deciso una cosa mai fatta prima, che i lavori degli autori che hanno partecipato l’anno precedente al College diventano una produzione, parte integrante del festival”. E quest’anno sono Giacomo Garaffoni con Veronica allestito da Federica Rosellini (20-21) e En Abyme di Tolja Djokovic allestita da Fabiana Iacozzilli dal 28. “E’ un dare fiducia ai giovani che credono che l'immaginazione, la fantasia, la poesia siano gli unici antidoti contro la volgarità del cuore umano – dice Gianni Forte - come Alice nel Paese delle meraviglie che corre a inseguire il Bianconiglio, e si ritrova in un’altra dimensione”.