Romaeuropa Festival, ecco cosa vedremo nell’edizione 2023
di Rodolfo di Giammarco«C’è una mappatura delle arti attraverso temi e fili, nel Romaeuropa 2023» dice il direttore Fabrizio Grifasi del festival in programma dal 6 settembre al 19 novembre. «Dialogano fra tradizione e modernità gli spettacoli di Sidi Larbi Cherkaoui, Onikeku, Ponifasio. Tra innovazione e futuro sono Susanne Kennedy, Caterina Barbieri, Fatoumata Diawara. La lezione dei maestri viene dagli omaggi a Battiato e a Brook, da Isabelle Huppert, Battistelli e De Keersmaeker. Il nostro tempo riguarda il sociale, l’identità, i conflitti, con Akram Khan, Milo Rau, gli ucraini DakhaBrakha». Il REF mobilita al Mattatoio di Roma cinque linee di ricerca. «Un vero e proprio Hub, con straordinarie curatrici».
«La sezione “Dancing Days” — spiega la responsabile Francesca Manica — esplora i nuovi coreografi e danzatori europei grazie al network Aerowaves di 27 Paesi. In Italia la tendenza è concettuale, e all’estero è tematica, soffermando…
«C’è una mappatura delle arti attraverso temi e fili, nel Romaeuropa 2023» dice il direttore Fabrizio Grifasi del festival in programma dal 6 settembre al 19 novembre. «Dialogano fra tradizione e modernità gli spettacoli di Sidi Larbi Cherkaoui, Onikeku, Ponifasio. Tra innovazione e futuro sono Susanne Kennedy, Caterina Barbieri, Fatoumata Diawara. La lezione dei maestri viene dagli omaggi a Battiato e a Brook, da Isabelle Huppert, Battistelli e De Keersmaeker. Il nostro tempo riguarda il sociale, l’identità, i conflitti, con Akram Khan, Milo Rau, gli ucraini DakhaBrakha». Il REF mobilita al Mattatoio di Roma cinque linee di ricerca. «Un vero e proprio Hub, con straordinarie curatrici».
«La sezione “Dancing Days” — spiega la responsabile Francesca Manica — esplora i nuovi coreografi e danzatori europei grazie al network Aerowaves di 27 Paesi. In Italia la tendenza è concettuale, e all’estero è tematica, soffermandosi magari sulle violenze. Avremo tra l’altro la lituana Anna-Marisa Adomaityté, e Panzetti/Ticconi. S’affermano codici propri. Forti ingressi nazionali da DNAppunti Coreografici» . Nella sezione “Anni Luce” «tendiamo ad ampliare i margini di rischio — nota la curatrice Maura Teofili — legittimando artisti del futuro che non trovano ancora spazio: col meccanismo di PoweredByREF (tre studi) seguiamo i nostri under 30, la potenza di argomenti e linguaggi, e poi selezioniamo anche lavori finiti (due), dotando i progetti di tutor. I contenuti sono austerità, migrazione, crollo del ponte Morandi, disagio giovanile».
Il campo di “Digitalive” è quello delle culture digitali con declinazioni performative «accostando il virtuale al reale — nota la curatrice Federica Patti — con fruizioni online. Ci soffermeremo sul pensiero magico, con antropologie, ritualità, e tecnologia. Nell’era di ChatGPT, algoritmi e intelligenze artificiali, il presente ibrido come influisce su vicende corporee? Ci sarà chi combina icone orientali con la danza cibernetica, o contributi di vr di RUFA». “LineUp!” è una finestra sulla musica avant-pop italiana emergente, sostiene Giulia Di Giovanni concuratrice con Matteo Antonaci, «attraverso contaminazioni urbane e nuove sonorità. Si instaura un club per la riappropriazione di tradizioni. Dal napoletano de La Niña allo showcase di Tanca Records, agli echi sardi di Vieri Cervelli Montel e di Daniela Pes, fino alla bresciana Miglio, al techno di Marta Tanaglia e di Whitemary. Intesa con Treccani per Le parole delle canzoni».
È naturale un aggancio intergenerazionale nella sezione “Kids&Family”, afferma la responsabile Stefania Lo Giudice, «mirando a un teatro per infanzia e prima adolescenza con multimedialità e mix tra generi per un target fino ai 10-11 anni, in un contesto anche genitoriale. Avremo un focus olandese che con tre lavori spinge l’asticella verso il surreale e il non verbale. Qualità ludiche assai accattivanti. C’è la riapertura del Playground, e il ritorno dei caleidoscopici Quattrox4».