Spettacoli

‘Arbasino Show’, Iaia Forte: “Entro nel mondo della casalinga di Voghera”

Iaia Forte

Iaia Forte

 

L’attrice in scena – con Tommaso Ragno e Michele Masneri – al festival ‘Il canto delle sirene’ di Capri. Un omaggio allo scrittore nei sessant’anni dall’uscita di ‘Fratelli d’Italia’

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“Festeggia anche tu il nuovo millennio / prendendoti il tabù / oltre che nel cranio / anche in quel posto / everybody wow laggiù”. Finisce così il primo verso di ingresso nel mondo arbasiniano che Iaia Forte rapperà domenica 24 nell’Arbasino Show in programma al festival di Capri “Il canto delle sirene” diretto da Geppy Gleijeses. L’attrice sarà in scena con Tommaso Ragno e con lo stesso autore del testo Michele Masneri, che nel 2021 ha già pubblicato il ritratto Stile Alberto sulla sua amicizia con lo scrittore.

Da sinistra, Edoardo Sanguineti, Alberto Arbasino, Arnaldo Pomodoro, Antonio Porta

Da sinistra, Edoardo Sanguineti, Alberto Arbasino, Arnaldo Pomodoro, Antonio Porta

 

Iaia Forte, cosa v’ha indotto, oggi, a questo spettacolo basato su un grande omaggio letterario?

"C’è una passione per la scrittura da parte mia, di Masneri e di Ragno, c’è la mia personale inclinazione per le figure non convenzionali, e qui c’è pure l’ammirazione di Gleijeses per Arbasino, e siccome è l’amor che muove il mondo, ci ritroveremo tutti insieme domenica a Capri”.

Su che cosa si fonda l’“Arbasino Show”?

"Si celebrano sessant’anni dall’uscita del più famoso libro di Arbasino, Fratelli d’Italia, che venne alla luce nel 1963, e l’apertura dello show è proprio un estratto dell’opera in cui Arbasino parla di Capri, dove dice ‘come isola, si sa anche troppo, ci sono già passati tutti, e hanno già fatto tutte le foto: sempre la minaccia di doverle guardare’. Ma la serata contiene altri titoli, esplora vari aspetti dell’autore attingendo non solo alla sua letteratura ma anche a vari suoi stili; il rap, una canzone per Laura Betti (Seguendo la flotta), una lettera ricevuta da Pier Paolo Pasolini, scritti sulla sua relazione con Roma dove aveva scelto di vivere, un pezzo della famosissima Casalinga di Voghera, il suo rapporto con l’aristocrazia, una testimonianza dei suoi trascorsi politici di quando fu eletto deputato nel collegio di Milano-Pavia, un brano della sua critica ai letterati italiani, i consigli di moda per come deve vestire un uomo elegante, un esilarante corsivo sul Teatro dell’Opera, la sua insofferenza verso tutte le richieste che arrivano ai giornalisti per partecipazioni non pagate a inchieste di qualunque tipo”.

Tommaso Ragno

Tommaso Ragno

 

Quali ruoli avete convenuto tra lei, Tommaso Ragno e Michele Masneri?

"Io, come una Wanda Osiris, mi sono ritagliata la parte della vedette, perché oltre a leggere, canto e rappo. Mi occupo della Casalinga di Voghera, faccio una telefonata di una signora dell’alta borghesia che dice all’amica cose del tipo ‘senti, ma l’urna con le ceneri non ti dà noia su una moquette così chiara?’, faccio Bambolina Marabù del settimanale Allora, faccio la nobile milanese Gazzaniga in visita al Festival di Spoleto col poeta Montale, faccio nel capitolo Arbasino Pride un pezzo sul ‘battere’ notturno degli omosessuali che cita il Canto XV dell’Inferno (“Quando incontrammo d’animo una schiera e ciascuna ci riguardava come suol da sera guardare un altro sotto nuova luna”). Canto la canzone dell’ossigenarmi a Taranto dedicata alla Betti. E scandisco il rap. Se immaginiamo Arbasino Show come una rivista o un avanspettacolo acido e contemporaneo, Tommaso Ragno è il primattore, Michele Masneri è il fine presentatore, e io la soubrette attempata”.

Le incombenze di Tommaso Ragno qui quali sono?

"La lettera di Pasolini, quella ai letterati italiani, e purtroppo s’è impossessato del divertentissimo pezzo sul Teatro dell’Opera”.

Un ritratto di Arbasino

Un ritratto di Arbasino

 

E cosa interpreta l’autore Michele Masneri?

"Introduce tutte le letture e contemporaneamente racconta molti episodi della vita di Arbasino”.

Che musiche ci saranno?

"La colonna sonora dello spettacolo include pezzi di Celentano e grandi passaggi d’opera di Verdi e di Rossini, per far sì che anche nella musica ci sia quell’incontro tra cultura alta e cultura bassa tanto amato da Arbasino”.

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