Conta anche come e dove lo vedi uno spettacolo. I masnadieri di Schiller nel progetto di Michele Sinisi, con il Gruppo della Creta, Elsinore e Fattore K, è stato mesi fa un grande successo nello spazio raccolto del Teatro Basilica di Roma, con iper-apprezzamenti di critica e pubblico. È ora approdato a Milano, fino al 23, nella più ampia Sala Fontana, e si registra una delusione. Anche perché si rischia di non star più dietro alla stupenda e ingombrante tragedia di Schiller, con tutto il carico di sangue, vendette, gelosia, morti in casa Moor, se ci si aggiungono, come nella rielaborazione dello stesso Sinisi con Tommaso Emiliani, fuorionda con gli attori che si presentano in proscenio e raccontano quello che stanno per recitare...
Ma andiamo con ordine. Come Caino e Abele, c’è il fratello buono e quello cattivo: Franz è il ripugnante malvagio che vuole spodestare dal cuore del padre e della bella Amalia il primogenito Karl, il rivoluzionario che si è messo a capo di una banda di masnadieri per fare come gli pare. C’è dunque un mondo barbarico alla Trono di spade e dall’altro l’eroico Sturm und drang, il romantico slancio schilleriano per la libertà e le rivoluzioni.
Nello spettacolo però questi elementi mitici cadono nel trovarobato dei costumi di Giulia Barcaroli e della scena vuota di Federico Biancalani (bello il momento in cui dall’alto cadono centinaia di lattine vuote che smosse da chi ci cammina sopra fanno il suono di una mitraglia continua) e negli attori, Matteo Baronchelli, Stefano Braschi, Vittorio Bruschi, Jacopo Cinque, Gianni D’Addario, Lucio De Francesco, Alessio Esposito, Lorenzo Garufo, Amedeo Monda, Laura Pannia, Donato Paternoster, che sono sempre sul palco, seduti a lato quanto non tocca a loro, e entrano e escono dal loro personaggio, di fatto violando le cornici, ma non la retorica e la magniloquenza, della tragedia schilleriana.
In più la recitazione, convulsa e urlata all’inverosimile, ha parecchio ostacolato lo spettacolo e i personaggi stessi, tutti sofferenti e tutti divisi, tutti senza spiegazioni e senza alternative.