ROMA – Esordisce con un suo intervento “teatrale” il ministro della Cultura Alessandro Giuli alla conferenza di presentazione della 60esima stagione del Teatro Greco di Siracusa, nel suo ministero: «E’ la sessantesima volta che, nel luogo dove Eschilo rappresentò le sue Etnee e dove Platone fu visto tra gli spettatori, si fa poesia per chi ama il teatro, e s’è resistito a due guerre mondiali, riscontrando le radici di miti senza tempo, facendo cultura attraverso regie e interpreti, e manifesti d’autore, come in un vero opificio dello spirito». Il saluto d’apertura del ministro va a un’edizione ospitante dal 9 maggio al 6 luglio Elettra di Sofocle con regia di Roberto Andò che dirige tra gli altri Sonia Bergamasco, Anna Bonaiuto, Roberto Latini e Danilo Nigrelli, Edipo a Colono ancora di Sofocle con regia di Robert Carsen che guida un cast formato anche da Giuseppe Sartori, Fotinì Peluso, Paolo Mazzarelli e Massino Nicolini, Lisistrata di Aristofane con regia di Serena Sinigaglia riservata a una formazione capitanata da Lella Costa, e Iliade con messinscena di Giuliano Peparini per Vinicio Marchioni, Giuseppe Sartori, Giulia Fiume.
Un calendario che fa leva su debutti registici e attoriali di comprovata qualità, che scommette su traduzioni inedite di odierni grecisti, e che è dedicato a un pubblico internazionale grazie alla simultanea in inglese, francese e spagnolo assicurata dall’Intelligenza artificiale.
«Non avrei mai pensato di poter firmare allestimenti al Teatro Greco - ha dichiarato dalla Germania il regista canadese Robert Carsen, reduce dall’aver firmato a Siracusa nel 2022 un memorabile Edipo re, e intenzionato a prodursi in una trilogia di Sofocle ora includente Edipo a Colono (sesta complessiva edizione al Teatro Greco) e poi Antigone, impegnato in questi giorni nella regia lirica de Le escursioni del signor Brouceck di Janá?ek alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino debuttante il 16 marzo - molto soddisfatto d’aver potuto scegliere ora un cast giovane con riconferme della squadra già ben rodata con Giuseppe Sartori nel ruolo del titolo, e con la new entry dell’italo-greca Fotinì Peluso come Antigone. Edipo re, con la sua ricerca della verità, era molto diverso da Edipo a Colono che è un testo rurale, ambientato nella natura, con accettazione dei misteri e della vita nella vecchiaia».
«In Elettra di Sofocle (settima edizione nei cicli classici) - afferma oggi il regista Roberto Andò al suo primo allestimento nelle rappresentazioni siracusane dopo aver qui diretto nel 2018 Andrea Camilleri in Conversazione su Tiresia - il conflitto solitamente esterno di ogni tragedia è per intero delegato alla protagonista, quasi costituendo lei il problema. Come una figura in depressione, Elettra non fa altro che esibire le proprie emozioni, rendendo irrilevanti ragioni o torti del suo comportamento, e di quello di Oreste. Si è stupendamente occupata di lei Virginia Woolf. E’ un personaggio disobbediente dei nostri giorni. Accostabile ad Antigone, ma non associabile. Elettra ha un nemico dentro di sé, la madre Clitennestra. E vive una solitudine radicale. Nello spettacolo – continua Andò - il palazzo di Micene verrà presentato come una natura morta sagomata da Gianni Carluccio, e lei sarà l’abitante di questo mondo estinto. Ce ne parla anche Elias Canetti, del suo senso di perdita. Sonia Bergamasco è congeniale a un’apparente staticità, lavorando con Anna Bonaiuto, Roberto Latini, Danilo Nigrelli, con le corifee Imma Villa, Paola De Crescenzo, Giada Lorusso, e con Roberto Trifirò, Silvia Ajelli, Rosario Tedesco. Ideali le musiche di Giovanni Sollima».
Lisistrata (terza edizione al Teatro Greco) «si regge su un presupposto terribile e tuttora inarrestabile, la guerra - dice la regista Serena Sinigaglia - e quanto sarebbe meglio, ora, uno sciopero del sesso al posto di una battaglia dei dazi. Il principio femminile di Aristofane poggia su un dialogo, su un rapporto armonioso dei generi nel tessuto sociale. Minimalismo di chi è in scena e immaginazione degli spettatori, con movimenti di Alessio Maria Romano, e musiche di Filippo Del Corno, permetteranno ai protagonisti (15 personaggi, con la spinta di Lella Costa, e con ruoli assunti tra gli altri da Francesco Migliaccio, Pilar Perez Aspa, Aldo Ottobrino) di lottare contro i politici e i tecnocrati di Atene e di Sparta».
«Testo antico ma contemporaneo, Iliade - fa sapere il regista Giuliano Peparini - è una coreografia visionaria le cui sagome s’identificano con prigionieri di una struttura di sicurezza, alle prese con un conflitto senza fine, un codice d’amore e vendetta tra bande e gerarchie. Tra i detenuti omerici s’aggirano volti molto riconoscibili in teatro e in cinema, come quelli di Vinicio Marchioni, Giuseppe Sartori e Giulia Fiume».