Annunciando la 68ma edizione dello Spoleto Festival dei Due Mondi, la direttrice artistica Monique Veaute vanta, al suo quinto mandato, un’esperienza magnifica consistente nel rinvenimento d’un tesoro di duemila e più costumi e bozzetti di scena riclassificati in vista della creazione di un museo di tutti gli spettacoli dal vivo del Festival. Ha espresso soddisfazione per il recupero, in questo periodo, dell’Auditorium della Stella, per la partnership nata con Umbria Jazz e per la cresciuta collaborazione con lo Stabile dell’Umbria, oltre alle sviluppate relazioni europee e mondiali in tema operistico e di teatro visivo con relativi scambi di tournée e ampliamenti di accoglienze (quest’anno dall’Australia e dalla Cina). A precederla è il ministro della Cultura Alessandro Giuli che sottolinea come i quasi 70 anni di Spoleto, da Menotti in poi, testimoniano il ponte tra le arti e le multidisciplinarietà.
Dal 27 giugno al 13 luglio il Festival ospiterà più di 700 artisti da 13 Paesi, imp…
Annunciando la 68ma edizione dello Spoleto Festival dei Due Mondi, la direttrice artistica Monique Veaute vanta, al suo quinto mandato, un’esperienza magnifica consistente nel rinvenimento d’un tesoro di duemila e più costumi e bozzetti di scena riclassificati in vista della creazione di un museo di tutti gli spettacoli dal vivo del Festival. Ha espresso soddisfazione per il recupero, in questo periodo, dell’Auditorium della Stella, per la partnership nata con Umbria Jazz e per la cresciuta collaborazione con lo Stabile dell’Umbria, oltre alle sviluppate relazioni europee e mondiali in tema operistico e di teatro visivo con relativi scambi di tournée e ampliamenti di accoglienze (quest’anno dall’Australia e dalla Cina). A precederla è il ministro della Cultura Alessandro Giuli che sottolinea come i quasi 70 anni di Spoleto, da Menotti in poi, testimoniano il ponte tra le arti e le multidisciplinarietà.
Dal 27 giugno al 13 luglio il Festival ospiterà più di 700 artisti da 13 Paesi, impegnati in oltre 60 spettacoli, e una delle ridefinizioni dei linguaggi rispecchierà il ciclo del Canto della terra mahleriano nella versione di Schönberg portata a termine da Rainer Riehn, uno dei Concerti del Pomeriggio destinati ad ampliare i Concerti di Mezzogiorno.
La sezione Opera/Teatro Musicale ha in serbo, per l’apertura (condivisa con un’impegno di Umberto Orsini) Hadrian del musicista newyorkese Rufus Wainwright (molto in sintonia con Elton John), lavoro dominato da potenti immagini di Robert Mapplethorpe. La violoncellista Sonia Wieder-Atherton sarà protagonista di Carnets de là-bas con la complicità del regista visivo d’opera Clément Cogitore.
Torna al Festival un autore come Alessandro Baricco e instaura con Stefano Bollani e Enrico Rava il confronto Novecento: il duello. Per il Teatro/Musica s’annuncia Woyzeck di Georg Büchner con regia e scene di Ersan Mondtag che dirige gli interpreti del Berliner Ensemble. Già ospite a più riprese del festival, il sudafricano William Kentridge (autore del manifesto spoletino 2025) firma regia e concept di The Great Yes, The Great No, che è sintesi di teatro, oratorio e musica da camera. Sono previsti, per la prima volta, cinque percussionisti della Scala, il baritono Benjamin Appl, il basso Matthew Rose, il mezzosoprano Lea Desandre, musiche da Schubert a Morricone per orchestra e allievi dell’Accademia di Santa Cecilia, l’Ambert Quartet cinese, il pianista giapponese Hayato Sumino, il Mahler della Budapest Festival Orchestra, il Quartetto della Scala, un fuori-programma da cantautorato di Wainwright, una performance di sitar di Anoushka Shankar, il concerto finale mahleriano di Iván Fischer.
Passando al Teatro, l’apertura spetta a Umberto Orsini alle prese con Prima del Temporale con regia e co-ideazione di Massimo Popolizio, un rovesciamento del tempo nella mezzora dell’andata in scena del titolo di Strindberg ("Sono ricordi - spiega Orsini - io sono testimone di un’epoca: né una celebrazione né un epitaffio”).
Poi Luca Marinelli si confronta con La cosmicomica vita di Q, liberamente tratto da Le cosmicomiche di Italo Calvino, con l’attore co-regista con Danilo Capezzani, e in scena tra l’altro con Gabriele Portoghese. A trent’anni dal debutto, Federico Tiezzi incarna Edipus di Testori con messinscena di Federico Tiezzi. Piero Maccarinelli porta in scena L’amore non lo vede nessuno dal romanzo di Giovanni Grasso, con parti che spettano a Stefania Rocca, Massimo Venturiello e Franca Penone. A sua volta Massimo Popolizio dirige la compagnia degli allievi diplomati dell’Accademia Nazionale Silvio D’Amico in Delitti letterari da Max Aub, Simenon, Maupassant. E Giorgio Flamini coinvolge i detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto, la formazione #SIneNOmine, in Senza Titolo - Manifesto per un carcere futurista.
Nella sezione Danza ci sarà Impermanence della Sydney Dance Company e Rafael Bonachela, un bush australiano minacciato da incendi. E anche lo spettacolo della compagine di circo contemporaneo Circa che con un ensemble tirolese monta assieme Urlicht Primal Light. Il mondo della coreografia è esplorato da Shanar Binyamini per approdare a New Earth + Bolero X, a 150 anni dalla nascita di Maurice Ravel. E torna a Spoleto Blanca Li che su un palcoscenico ricoperto d’acqua fa scivolare i suoi danzatori sulle musiche di un ensemble barocco per Didon et Énée. Una modalità immersiva e un viaggio sensoriale corrisponderanno a FLUX - Full Experience con Fattoria Vittadini e Maura Di Vietri.
Non mancheranno il Progetto Accademia, il La MaMa Spoleto Open, il Festival della Cultura Sostenibile.