Tre ragazze stuprate e uccise. L’assassino viene preso, ma si scopre che non è il solo colpevole, perché Billy Milligan, così si chiama, è anche Alice, Damiano, Pollicino e almeno una decina di altre identità. Ne aveva ben ventiquattro il ‘vero’ Billy, un criminale americano vissuto tra il 1955 e il 2014. Le sue personalità multiple, frutto di una infanzia con un padrino stupratore, furono riconosciute come “disturbo dissociativo dell’identità”, una patologia che convinse i giudici ad assolvere Billy dai crimini commessi.
Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo è la ricostruzione teatrale di questo incredibile psyco-caso. L’ha scritta Gianni Forte, ex del duo teatrale Ricci/Forte, in una storia, se possibile, anche più velenosa, come una cupa linea di dolore, nausea, voci, violenze fatte e subite. Fausto Cabra, regista, firma un lavoro emozionante e articolato su più piani: nel piccolo palco della sala A2A…
Tre ragazze stuprate e uccise. L’assassino viene preso, ma si scopre che non è il solo colpevole, perché Billy Milligan, così si chiama, è anche Alice, Damiano, Pollicino e almeno una decina di altre identità. Ne aveva ben ventiquattro il ‘vero’ Billy, un criminale americano vissuto tra il 1955 e il 2014. Le sue personalità multiple, frutto di una infanzia con un padrino stupratore, furono riconosciute come “disturbo dissociativo dell’identità”, una patologia che convinse i giudici ad assolvere Billy dai crimini commessi.
Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo è la ricostruzione teatrale di questo incredibile psyco-caso. L’ha scritta Gianni Forte, ex del duo teatrale Ricci/Forte, in una storia, se possibile, anche più velenosa, come una cupa linea di dolore, nausea, voci, violenze fatte e subite. Fausto Cabra, regista, firma un lavoro emozionante e articolato su più piani: nel piccolo palco della sala A2A del Parenti di Milano che produce lo spettacolo in scena fino al 18, pochi oggetti delineano contesto e ambienti.
I tanti personaggi, poliziotti, avvocati, genitori, vittime, sono le brave Anna Gualdo e Elena Gigliotti. Billy è un ritrovato Raffaele Esposito, attore ronconiano e si vede: nella cattiveria plurale della sua confusa psicologia, confonde anche noi spettatori suscitando rabbia, schifo, ma anche tenerezza, pietà e perfino il dubbio se il suo frantumato io sia solo un folle, brutale teatrino.
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Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo
Regia di Fausto Cabra
Voto: tre stelle su cinque