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Chung è il nuovo direttore: il Teatro alla Scala ha scelto l’Asia

Myung-Whun Chung sarà il successore di Riccardo Chailly, che lascerà il ruolo di direttore musicale della Scala a fine 2026 

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Il cda vota all’unanimità il maestro coreano proposto da Ortombina. Un netto cambio di rotta rispetto al favorito Gatti
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MILANO – Myung-whun Chung sarà il nuovo direttore musicale della Scala quando scadrà la proroga di Riccardo Chailly nel 2026. Il sovrintendente del teatro, Fortunato Ortombina, ha formulato la proposta ieri durante la riunione del consiglio di amministrazione, che l’ha accettata all’unanimità. È dunque sul maestro coreano, nato a Seoul nel 1953, già direttore musicale dell’Opéra di Parigi e poi dell’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, attualmente direttore ospite principale della Staatskapelle di Dresda, tra le bacchette internazionalmente più quotate, che Ortombina ha voluto scommettere. Lo conosce avendolo voluto regolarmente sul podio della Fenice negli anni in cui era sovrintendente a Venezia, e dopo aver fatto le “opportune verifiche” con le commissioni artistiche e le prime parti dell’orchestra, che hanno dato parere favorevole.

Il sovrintendente del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina 
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MILANO – Myung-whun Chung sarà il nuovo direttore musicale della Scala quando scadrà la proroga di Riccardo Chailly nel 2026. Il sovrintendente del teatro, Fortunato Ortombina, ha formulato la proposta ieri durante la riunione del consiglio di amministrazione, che l’ha accettata all’unanimità. È dunque sul maestro coreano, nato a Seoul nel 1953, già direttore musicale dell’Opéra di Parigi e poi dell’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, attualmente direttore ospite principale della Staatskapelle di Dresda, tra le bacchette internazionalmente più quotate, che Ortombina ha voluto scommettere. Lo conosce avendolo voluto regolarmente sul podio della Fenice negli anni in cui era sovrintendente a Venezia, e dopo aver fatto le “opportune verifiche” con le commissioni artistiche e le prime parti dell’orchestra, che hanno dato parere favorevole.

Il sovrintendente del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina 

Sulla preferenza a Chung rispetto al maestro Daniele Gatti, la cui nomina è stata data a lungo per fatta, avrebbe pesato anche il fatto di voler rilanciare la Scala nelle tournée internazionali con apertura a un’Asia ricca, dove Chung è una star. La scelta che esclude Gatti, nome di punta degli ultimi mesi, ha ragioni però più politiche che musicali. Su di lui il sovrintendente aveva preso tempo già nel primo consiglio d’amministrazione dopo l’insediamento, quando si era riservato di avanzare anche una rosa di alternative. Facendo capire che nulla era scontato. Eppure, il nome di Gatti lo si dava per certo: era emerso alla fine del lungo braccio di ferro politico, che aveva portato a identificare Ortombina come adatto al ruolo di successore del francese Meyer. Disputa che si era chiusa dopo diversi colpi di scena ad aprile 2024.

Il maestro Daniele Gatti 

All’epoca, per la selezione del candidato, era stato determinante il criterio “dell’italianità” voluto dal governo e dall’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per il nuovo sovrintendente. Trovata la quadra su Ortombina, il cda dell’epoca con un “accordo condiviso”, nelle parole del sindaco Giuseppe Sala, aveva proposto Gatti, maestro tra i più quotati e per giunta milanese, come successore di Chailly.

Con l’arrivo di Ortombina al Piermarini, a fine febbraio, e davanti al nuovo cda, si è consumato il cambio di rotta. La stretta sulla scelta del nuovo direttore musicale ha avuto un’accelerazione e si è compiuta nell’arco di due settimane dopo le pressioni per avere un nome. Incassato quindi il sì a una proroga fino al 2026 da parte di Chailly, il cui mandato era in scadenza a fine 2025, Ortombina ha deciso di giocarsi la carta Chung, che ora guiderà la Scala fino al 2030 in parallelo con il suo mandato da sovrintendente.

Il Teatro alla Scala 

Che farà Gatti? Potrebbe decidere di tenersi alla larga dalla Scala per un po’, avendo già una fitta agenda di impegni all’estero. E poi c’è chi lo immagina di nuovo a Firenze, dove potrebbe essere chiamato dal sovrintendente Carlo Fuortes per un nuovo incarico al Maggio Fiorentino.

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