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“Intramuros”, se il teatro entra in carcere e diventa un gioco di specchi

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La pièce di Alexis Michalik, tra Pirandello e Pinter, conquista il pubblico con un raffinato metateatro tra drammi, risate e colpi di scena. In scena al Parenti di Milano con la regia di Virginia Acqua e Carlotta Proietti protagonista
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Si va a teatro per assistere a un dramma o una commedia, e ci si ritrova in un raffinato gioco di teatro nel teatro. Accade agli spettatori di “Intramuros”, dramma-commedia di Alexis Michalik attore, drammaturgo e regista francese che dal 2017 ha fatto nel suo paese oltre duemila repliche.

In Italia lo produce Politeama, ovvero Carlotta Proietti (anche protagonista) mentre Virginia Acqua lo ha tradotto e diretto. Spettatori più avvertiti riconosceranno il ‘900 di Pirandello o Pinter in Michalik che però rende il metateatro più semplice ed esplicito e colloca il nucleo della vicenda in un luogo tipico, il carcere. Qui si tiene un laboratorio tenuto da Riccardo, regista disoccupato (Raffaele Proietti) e dalla sua ex moglie (Carlotta Proietti), voluto dalla giovane volontaria del penitenziario, Adele (Valentina Marziali).

Partecipano solo due detenuti, Angel…

Si va a teatro per assistere a un dramma o una commedia, e ci si ritrova in un raffinato gioco di teatro nel teatro. Accade agli spettatori di “Intramuros”, dramma-commedia di Alexis Michalik attore, drammaturgo e regista francese che dal 2017 ha fatto nel suo paese oltre duemila repliche.

In Italia lo produce Politeama, ovvero Carlotta Proietti (anche protagonista) mentre Virginia Acqua lo ha tradotto e diretto. Spettatori più avvertiti riconosceranno il ‘900 di Pirandello o Pinter in Michalik che però rende il metateatro più semplice ed esplicito e colloca il nucleo della vicenda in un luogo tipico, il carcere. Qui si tiene un laboratorio tenuto da Riccardo, regista disoccupato (Raffaele Proietti) e dalla sua ex moglie (Carlotta Proietti), voluto dalla giovane volontaria del penitenziario, Adele (Valentina Marziali).

Partecipano solo due detenuti, Angelo e Kevin (Gianluigi Fogacci, Ermenegildo Marciante). Tutto presto diventa macchina ad incastri di flashback, tra drammi e risate, ripetuti colpi di scena. Infine, è il teatro che ha potere di far vivere la vita, anche se dentro una “finzione” ben orchestrata. Quale? Sorpresa, quasi da “giallo”. Gli applausi del Parenti di Milano segnalano che funziona (ma gioverebbe un aumento di velocità nei ritmi e, talvolta, affinare i tempi comici).

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Intramuros

Regia di Virginia Acqua

Voto: tre stelle su cinque

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