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Piero Maccarinelli mette in scena a Spoleto il romanzo di Giovanni Grasso: “Sesso e spiritualità”

Il regista allestisce “L’amore non lo vede nessuno” scritto dal portavoce di Mattarella con Stefania Rocca: “Mi ha colpito la capacità di mescolare l’alto e il basso, Sant’Agostino e la seduzione della carne”
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Ogni martedì si incontrano in un bar di una cittadina della provincia italiana. Silvia vuole scoprire la causa della morte di sua sorella Federica, donna bella e volitiva, che ha perso la vita in strane circostanze e P. , l’uomo misterioso, colto, elegante, apparso al funerale e che porta peonie sulla tomba. Poco a poco quei loro incontri diventeranno confessione, scontro, scavo, scoperta: quale era la vera vita di Federica? E quale l‘identità di P? Verità che ribalteranno via via il senso di una storia d’amore e di segreti. “E’ un romanzo perfetto per il teatro, che intreccia sesso, religione, desiderio, spiritualità, e costruito su dialoghi meravigliosi”, dice subito Piero Maccarinelli, 68enne regista di L’amore non lo vede nessuno, atteso al Festival di Spoleto dall’11 al 13 luglio. Il romanzo è quello omonimo di Giovanni Grasso, scrittore, giornalista, portavoce del presidente Mattarella, il quale abbandona personaggi a sfondo storico e si cimenta con una storia d’amore, particola…

Ogni martedì si incontrano in un bar di una cittadina della provincia italiana. Silvia vuole scoprire la causa della morte di sua sorella Federica, donna bella e volitiva, che ha perso la vita in strane circostanze e P. , l’uomo misterioso, colto, elegante, apparso al funerale e che porta peonie sulla tomba. Poco a poco quei loro incontri diventeranno confessione, scontro, scavo, scoperta: quale era la vera vita di Federica? E quale l‘identità di P? Verità che ribalteranno via via il senso di una storia d’amore e di segreti. “E’ un romanzo perfetto per il teatro, che intreccia sesso, religione, desiderio, spiritualità, e costruito su dialoghi meravigliosi”, dice subito Piero Maccarinelli, 68enne regista di L’amore non lo vede nessuno, atteso al Festival di Spoleto dall’11 al 13 luglio. Il romanzo è quello omonimo di Giovanni Grasso, scrittore, giornalista, portavoce del presidente Mattarella, il quale abbandona personaggi a sfondo storico e si cimenta con una storia d’amore, particolarissima e originale, che con Maccarinelli ha ora adattato per la scena.

“Si tratta di un vero giallo, un giallo esistenziale – continua il regista – che scavando nel mistero di P.e nello strano, complicato rapporto tra Silvia e Federica, passionale, ossessivo, manipolativo, riflette su temi filosofici e teologici, sull’amore sublime e sull’amore disturbante, sull’erotismo e il senso di colpa, parla di peccato e fede, parla di Sant’Agostino e di seduzione della carne. Mi è piaciuto proprio per la capacità di mescolare l'alto e il basso e perché la ricerca di chi è il responsabile, si trasforma in una ricerca di chi è l'altro da te”.


Nella scena bifronte, sempre di Maccarinelli, dove si vede un bar alla Hopper, molto "luogo dell’anima”, e sopra, un interno piccolo borghese con poltroncina e mobili anni Settanta, gli interpreti sono Stefania Rocca che è Silvia, “una donna sempre senza trucco, ma inconsapevolmente bella” e Giovanni Crippa che è P., l’uomo che cita testi classici, filosofia e musica, ma è visibilmente trasformato dalla passione per Federica.

Piero Maccarinelli 

Nel loro gioco indagatore, ha un ruolo anche Eugenia, l’attrice Federica Penone, amica di Silvia, “un po’ grillo parlante”, che consiglia di restare nell’anonima routine, e non scavare troppo nel fondo buio dei sentimenti, dove sublime e volgare, spiritualità e peccato si confondono. Alla fine il giallo si risolverà, ma non nel modo che crediamo. Non c’è un colpevole, né un complotto da sciogliere, e sotto accusa non sarà una persona, ma piuttosto un modo di vivere, che sia quello segnato da eccessi, narcisismo, manipolazione di Federica o da ‘non detti’ e assenza di verità di Silvia e P.

Giovanni Grasso (ansa)

“Grasso non vuole accusare qualcuno”, conclude Maccarinelli, che per la prossima stagione ha un progetto con Angela Demattè, la regia di Fratello Sole sorella Luna a partire dalle diverse sceneggiature del film di Zeffirelli. “Il suo meccanismo narrativo semplicemente svela che le persone non sono quello che dicono di essere. Nemmeno in amore”.

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