Non è giusto che un potente spettacolo come Antigone di Jean Anouilh, testo del 1941 nella Francia occupata, susciti ora clamore perché il regista Roberto Latini realizza rigorosamente anche l’intento di calarsi nei panni della ventenne ribelle del titolo. Basta, al Teatro Ostia Antica Festival, l’avvio del lavoro col dialogo tra la prodiga Nutrice dettata da Manuela Kustermann e questa Antigone cui Latini riserva tra cavea e scena una fisionomia d’uomo, conservando timbri maschili, ed è chiaro che s’assisterà a una disputa di voci, non a schermaglie di genere.
La necessità o il divieto di seppellire Polinice, fratello dell’eroina, alimenta uno scontro inesorabile e raro fra la ragazza incline ai “no” sociali incarnata da un uomo, e lo zio re mestierante Creonte qui umanizzato per speculare identità da Francesca Mazza. E altrettanto volano tesi e antitesi tra Antigone e sua sorella Ismene (Silvia Battaglio), mentre più fragile è il destino del promesso sposo Emone (reso da una lei, …
Non è giusto che un potente spettacolo come Antigone di Jean Anouilh, testo del 1941 nella Francia occupata, susciti ora clamore perché il regista Roberto Latini realizza rigorosamente anche l’intento di calarsi nei panni della ventenne ribelle del titolo. Basta, al Teatro Ostia Antica Festival, l’avvio del lavoro col dialogo tra la prodiga Nutrice dettata da Manuela Kustermann e questa Antigone cui Latini riserva tra cavea e scena una fisionomia d’uomo, conservando timbri maschili, ed è chiaro che s’assisterà a una disputa di voci, non a schermaglie di genere.
La necessità o il divieto di seppellire Polinice, fratello dell’eroina, alimenta uno scontro inesorabile e raro fra la ragazza incline ai “no” sociali incarnata da un uomo, e lo zio re mestierante Creonte qui umanizzato per speculare identità da Francesca Mazza. E altrettanto volano tesi e antitesi tra Antigone e sua sorella Ismene (Silvia Battaglio), mentre più fragile è il destino del promesso sposo Emone (reso da una lei, Ilaria Drago).
Nell’impianto odierno fatto di Bus Stop, telefoni destinatari di battute e tv con scritte etiche, ecco le verità sui fratelli morti teppistelli, e su un mondo senza felicità e speranza. Tutti mascherati, vividi, toccanti, con a capo Latini. Produttori Fabbrica dell’Attore e Teatro di Roma. In tournée al Vascello di Roma, poi Genova, Torino, Firenze, Piccolo di Milano.
Antigone
Regia di Roberto Latini
Voto: quattro stelle e mezza