La chiamano “aggressione senza precedenti”, ma pure un “vero attacco” a Stefano Massini, ai lavoratori del teatro della Toscana e pure “alla qualità di tutti noi che porteremo il nostro lavoro” nella prossima stagione “di indiscutibile livello” della Pergola.
Attori, registi, drammaturghi, tra cui Toni Servillo, Sonia Bergamasco, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Vinicio Marchioni, Umberto Orsini, si stringono attorno al direttore artistico del teatro della Toscana (che racchiude Pergola, teatro di Rifredi ed Era). Il motivo è non solo il rigetto dell’istanza di riesame, e quindi la conferma del declassamento dallo status di “teatro nazionale”, ma pure i punteggi che gli sono stati assegnati nella categoria, inferiore, di caratura regionale, di “Teatro delle città”: 24 su 35, con parecchi colpi alla programmazione e a Massini stesso. Alla “qualità della direzione artistica” la commissione ha attribuito 4,5 punti su 7; 5,5 su 9 sono andati alla “qualità professionale del personale arti…
La chiamano “aggressione senza precedenti”, ma pure un “vero attacco” a Stefano Massini, ai lavoratori del teatro della Toscana e pure “alla qualità di tutti noi che porteremo il nostro lavoro” nella prossima stagione “di indiscutibile livello” della Pergola.
Attori, registi, drammaturghi, tra cui Toni Servillo, Sonia Bergamasco, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Vinicio Marchioni, Umberto Orsini, si stringono attorno al direttore artistico del teatro della Toscana (che racchiude Pergola, teatro di Rifredi ed Era). Il motivo è non solo il rigetto dell’istanza di riesame, e quindi la conferma del declassamento dallo status di “teatro nazionale”, ma pure i punteggi che gli sono stati assegnati nella categoria, inferiore, di caratura regionale, di “Teatro delle città”: 24 su 35, con parecchi colpi alla programmazione e a Massini stesso. Alla “qualità della direzione artistica” la commissione ha attribuito 4,5 punti su 7; 5,5 su 9 sono andati alla “qualità professionale del personale artistico”, 5 su 9 alla “qualità artistica del progetto di produzione”. Ben lontani, insomma, da quel “è un patrimonio Unesco” che il ministro Alessandro Giuli aveva rivolto a Massini poche settimane fa.
E così gli artisti che faranno parte della prossima stagione, che si svolgerà regolarmente dal 13 ottobre, insorgono: definiscono “incredibili” i “punteggi artistici dei quattro commissari rimasti a decidere le sorti del teatro, dopo le dimissioni di chi aveva denunciato la manovra politica per umiliare il nuovo direttore artistico”, e ritengono un “attacco” a lui, ai lavoratori e alla “qualità di tutti noi” quei voti. Una “aggressione — dicono — senza precedenti”. Firmano in più di 20, tra cui Francesco Montanari, Ottavia Piccolo, Mimmo Borrelli.
Un mese fa, quando tre membri della commissione teatro si dimisero e la Pergola venne declassata, in molti, da Piero Pelù a Antonello Venditti, Fiorella Mannoia, Antonio Scurati, parlarono di “attacco politico”. Nei fatti non c’è stato alcun ripensamento: la Fondazione teatro ricorrerà al Tar, in attesa di capire cosa accadrà ai finanziamenti. Per la Pergola potrebbe esserci un taglio di quasi 400mila euro, che arriverebbe dopo uno scontro molto politico. Iniziato con la nomina di Massini e con la decisione del cda della Fondazione di concludere il contratto con l’ex direttore generale, Marco Giorgetti, difeso da Giuli e FdI.