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Morau incanta con “Sonoma”: visioni femminili, simboli arcaici e un linguaggio tra teatro e sogno

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Dopo il trionfo alla Biennale di Venezia, arriva a Bassano lo spettacolo del coreografo spagnolo ispirato alle opere e alla vita del regista Luis Buñuel
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Sta girando in queste settimane in Italia, con spettacoli diversi, una compagnia amatissima, La Veronal, e il suo estroso coreografo-regista, Marcos Morau, i cui lavori percorrono quel crinale strategico tra teatro e danza, con riferimenti a letteratura, cinema, arti visive. Dopo il successo di inizio agosto a Venezia, alla Biennale danza, con La mort i la primavera, così fortemente simbolista, l’8 agosto ritroviamo Morau e la sua compagnia al Teatro al Castello di Bassano del Grappa per il ricco calendario del festival Operaestate, con un “cavallo di battaglia”, Sonoma, imperdibile mosaico favolistico che celebra il potere delle donne.

La danza contemporanea accessibile alle persone cieche: "Con l'audioguida possono vederla anche loro"

Nove le danzatrici/attrici protagoniste, vestite con ampi grembiuli lunghi e cuffie ricamate che evocano un mondo femminile antico e rur…

Sta girando in queste settimane in Italia, con spettacoli diversi, una compagnia amatissima, La Veronal, e il suo estroso coreografo-regista, Marcos Morau, i cui lavori percorrono quel crinale strategico tra teatro e danza, con riferimenti a letteratura, cinema, arti visive. Dopo il successo di inizio agosto a Venezia, alla Biennale danza, con La mort i la primavera, così fortemente simbolista, l’8 agosto ritroviamo Morau e la sua compagnia al Teatro al Castello di Bassano del Grappa per il ricco calendario del festival Operaestate, con un “cavallo di battaglia”, Sonoma, imperdibile mosaico favolistico che celebra il potere delle donne.

La danza contemporanea accessibile alle persone cieche: "Con l'audioguida possono vederla anche loro"

Nove le danzatrici/attrici protagoniste, vestite con ampi grembiuli lunghi e cuffie ricamate che evocano un mondo femminile antico e rurale: le ascoltiamo, ipnotiche, che salmodiano cicli di “beatitudini”, le vediamo lavorare, tirare corde, sfrenate in balli propiziatori o di morte, misteriose in cerimoniali religiosi ancestrali. Su tutto risuona Debussy, la musica elettronica, le ardenti percussioni dei tamburi d’Aragona, e poi molta Spagna, paese d’origine di Morau, il mondo surreale di Luis Buñuel, perfino la tradizione nostrana delle prefiche, ma su tutto, il sapore di un universo femminile primordiale, dove c’è festa e morte, energia vitale e energia violenta, vertigine e dolore, in modo così forte e intenso che non si può non sentirsi rapiti.

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