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“Novecento” e la musica della memoria

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“Novecento: il duello” nasce da un’idea dello stesso Baricco con Stefano Bollani e Alessio Bertallot, il 16 al RomaEuropa
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In Novecento: il duello Alessandro Baricco, autore di quello che è stato clamorosamente un testo teatrale, un libro, un film, un fumetto e una playlist, allo Spoleto Festival 2025 ha messo a punto l’inedito, l’inaudito, dando suono e esperienza tattile alla parola, avendo accanto a sé Stefano Bollani nel duplice ruolo alla tastiera del favoloso musicista Novecento, contrapposto all’aggressivo e cosiddetto inventore del jazz Jelly Roll Morton, affidando infine un ruolo da narratore-trombettista da crociera a Enrico Rava.

Ha conservato per sé, Baricco (coideatore con Bollani e Alessio Bertallot), la parte di memoria viva dei paragrafi più agonistici della propria opera, in modo da dar luogo a un ipnotico quadrilatero di dignità dette da lui, di virtuosismi scatenati e armonie curiose rese da Bollani, più un rauco flicorno da band di transatlantico spettante a Rava.

Il risultato produce spaesanti emozioni che a noi hanno fatto sovvenire, per qualche accostamento, la bellezza dei conten…

In Novecento: il duello Alessandro Baricco, autore di quello che è stato clamorosamente un testo teatrale, un libro, un film, un fumetto e una playlist, allo Spoleto Festival 2025 ha messo a punto l’inedito, l’inaudito, dando suono e esperienza tattile alla parola, avendo accanto a sé Stefano Bollani nel duplice ruolo alla tastiera del favoloso musicista Novecento, contrapposto all’aggressivo e cosiddetto inventore del jazz Jelly Roll Morton, affidando infine un ruolo da narratore-trombettista da crociera a Enrico Rava.

Ha conservato per sé, Baricco (coideatore con Bollani e Alessio Bertallot), la parte di memoria viva dei paragrafi più agonistici della propria opera, in modo da dar luogo a un ipnotico quadrilatero di dignità dette da lui, di virtuosismi scatenati e armonie curiose rese da Bollani, più un rauco flicorno da band di transatlantico spettante a Rava.

Il risultato produce spaesanti emozioni che a noi hanno fatto sovvenire, per qualche accostamento, la bellezza dei contenuti espressivi del catalogo Il corpo della voce dedicato a Carmelo Bene, Cathy Berberian e Demetrio Stratos. Anche qui nelle labbra, nelle gengive e nella gola d’un Baricco magistrale, nella duttile e travolgente dimensione vibratile di Bollani, e nella malinconia di Rava evocante anche Tommy Dorsey, c’è un raro studio di fatti sonori dell’uomo.
Replica al RomaEuropa, il 16/9.

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