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“Incontro”, a Napoli il teatro che graffia le ferite della città

Federica Carruba Toscano e Lorenzo Izzo 

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Nel nuovo lavoro di Eduardo Di Pietro, due giovani divisi dal crimine si affrontano tra rabbia e compassione
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Che autorevole e traumatica prova di scena scaturisce dall’urto cui si sottopongono la sorella d’un ragazzo vittima innocente della criminalità, e il fratello d’un danaroso capro espiatorio freddato per una faida cui non era estraneo. A Primavera dei Teatri i due opposti protagonisti di Incontro scritto e diretto da Eduardo Di Pietro sono destinati a un duello linguistico, caratteriale e sociale, a Napoli. Sorprendiamo lei, Federica Carruba Toscano nei panni d’una 35enne segretaria siciliana, mentre davanti a un uditorio giovane spiega quanto choc ha procurato alla sua famiglia il lutto per l’uccisione del fratellino.

E nella stessa circostanza ecco manifestarsi ad alta voce, tra noi spettatori, i disturbi e i dissensi scurrili di Lorenzo Izzo calato nel ruolo d’un (non) studente 17enne che ha un’idea più violenta del cordoglio a lui inferto dall’ammazzamento del ricco fratello coinvolto in traffici d’auto. Giuliana par…

Che autorevole e traumatica prova di scena scaturisce dall’urto cui si sottopongono la sorella d’un ragazzo vittima innocente della criminalità, e il fratello d’un danaroso capro espiatorio freddato per una faida cui non era estraneo. A Primavera dei Teatri i due opposti protagonisti di Incontro scritto e diretto da Eduardo Di Pietro sono destinati a un duello linguistico, caratteriale e sociale, a Napoli. Sorprendiamo lei, Federica Carruba Toscano nei panni d’una 35enne segretaria siciliana, mentre davanti a un uditorio giovane spiega quanto choc ha procurato alla sua famiglia il lutto per l’uccisione del fratellino.

E nella stessa circostanza ecco manifestarsi ad alta voce, tra noi spettatori, i disturbi e i dissensi scurrili di Lorenzo Izzo calato nel ruolo d’un (non) studente 17enne che ha un’idea più violenta del cordoglio a lui inferto dall’ammazzamento del ricco fratello coinvolto in traffici d’auto. Giuliana parla in italiano, Mattia s’esprime in un rozzo dialetto di strada partenopeo. Ma per istintiva empatia lei inizia a dargli ripetizioni a casa. Lo aiuta a riproporsi a scuola. Ne condivide zavattinianamente i sogni. Però non lo sottrae agli azzardi. E Giuliana va via, portandosi come cimelio di Mattia una musica. La cronaca del Collettivo lunAzione è impraticabile, ma è resa benissimo. Visibile dal 23 al Bellini di Napoli, poi a Torino, Caserta.

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