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Il duo Rezza-Mastrella torna con “Metadietro”: per salvarsi è necessario naufragare

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Lo spettacolo in scena a Cagliari e al Piccolo teatro di Milano
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Dopo più di trent’anni di passione per sculture, urla e corpi deformi del teatro di Antonio Rezza (‘mai-scrittore’) e Flavia Mastrella (habitat), dopo aver visto la prova aperta del loro Metadietro al Vascello, e dopo averne affrontato il debutto ufficiale a giugno a Napoli nel Campania Teatro Festival, ne parlo.

Più che avere un vincolo speculare col “metaverso”, azzarderei che oltre a un rinvio alla Tempesta del Bardo o ai morti nel Mare Nostrum, questo naufragio in acqua, poi cosmico e poi digitale dell’ammiraglio blu rezziano (in sfrenato dialogo col capitano reso da Daniele Cavaioli), ha una delle sue enigmistiche chiavi di lettura in una frase della summa performativa - il libro Clamori al vento - di tutto il repertorio della ditta: «Vivere per una vita intera alle spalle della persona amata, e non essere mai visti».

Presto dalle tende di PVC da arenile si sconfina in camminate sulla luna o in un aldilà dove ci s’…

Dopo più di trent’anni di passione per sculture, urla e corpi deformi del teatro di Antonio Rezza (‘mai-scrittore’) e Flavia Mastrella (habitat), dopo aver visto la prova aperta del loro Metadietro al Vascello, e dopo averne affrontato il debutto ufficiale a giugno a Napoli nel Campania Teatro Festival, ne parlo.

Più che avere un vincolo speculare col “metaverso”, azzarderei che oltre a un rinvio alla Tempesta del Bardo o ai morti nel Mare Nostrum, questo naufragio in acqua, poi cosmico e poi digitale dell’ammiraglio blu rezziano (in sfrenato dialogo col capitano reso da Daniele Cavaioli), ha una delle sue enigmistiche chiavi di lettura in una frase della summa performativa - il libro Clamori al vento - di tutto il repertorio della ditta: «Vivere per una vita intera alle spalle della persona amata, e non essere mai visti».

Presto dalle tende di PVC da arenile si sconfina in camminate sulla luna o in un aldilà dove ci s’imbatte anche in poveri esuli palestinesi. Citazione volutamente ammonitrice. E i linguaggi procedono su più piani, protetti da caschi. Finché si torna sulla terra, in una dinamica da ristorante, con ali d’angelo, in un duello tra spirito e web d’artificio. Coprodotto con La Fabbrica dell’Attore, questo viaggio interstellare è una seria e alienata fuga verso la salvezza. Chapeau. Non mancatelo dal 10 a Cagliari e dal 21 al Piccolo Teatro.

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Metadietro

di Rezza/Mastrella

Voto: quattro stelle su cinque

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