Nel suo ambiente, nella sua stanza, una giovane donna indaga la condizione di un narcisismo tecnologico che sfocia in dipendenze depressive. Registra di continuo video e li manda in rete. Contengono ad esempio 48 facce, bocche, linguacce. Le risponde una ragazza di cui s’innamora. La performance è ispirata alla morte reale di una quindicenne trovata senza vita nel 2017, vittima di una cattiva influenza dei social.
Assisto, qui a Primavera dei Teatri a Castrovillari, a Molly, creato dagli artisti multidisciplinari di Cubo Teatro, con parole e regia di Girolamo Lucania, con la protagonista che è una levigata, quasi immateriale, aliena Letizia Russo, attrice vittima di algoritmi e intelligenze artificiali, restando io colpitissimo delle sue maschere, delle infinite sue sagome riprodotte mentre lei è una creatura disperatamente umana, in fondo fragilissima, drogata da una ricerca iconografica.
Il sound di Ivan Bert e Ruben Zambon si concilia bene col visual design di Niccolò Borgia, in un…
Nel suo ambiente, nella sua stanza, una giovane donna indaga la condizione di un narcisismo tecnologico che sfocia in dipendenze depressive. Registra di continuo video e li manda in rete. Contengono ad esempio 48 facce, bocche, linguacce. Le risponde una ragazza di cui s’innamora. La performance è ispirata alla morte reale di una quindicenne trovata senza vita nel 2017, vittima di una cattiva influenza dei social.
Assisto, qui a Primavera dei Teatri a Castrovillari, a Molly, creato dagli artisti multidisciplinari di Cubo Teatro, con parole e regia di Girolamo Lucania, con la protagonista che è una levigata, quasi immateriale, aliena Letizia Russo, attrice vittima di algoritmi e intelligenze artificiali, restando io colpitissimo delle sue maschere, delle infinite sue sagome riprodotte mentre lei è una creatura disperatamente umana, in fondo fragilissima, drogata da una ricerca iconografica.
Il sound di Ivan Bert e Ruben Zambon si concilia bene col visual design di Niccolò Borgia, in una scena affascinante che contiene videocamera, specchio, tavolo e le sembianze quasi da avatar della silhouette di Molly.
Mai stato alle prese, dal vivo, con un profilo così neutro e triste, io, in una moltiplicazione di set invadenti, di notizie di suicidi, di lacrime nere, di respiri ansimanti, di paure, di derive. Repliche reali e digitali il 13-14 a Polissena, in Calabria.