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“Amleto” riparte da zero: la versione di Leonardo Lidi è un atto d’amore per il teatro

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Il Teatro Stabile di Torino celebra i suoi 70 anni con un allestimento minimalista del dramma di Shakespeare
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La scena, una gradinata a semicerchio, col sipario di plastica e una passerella, tutta bianca è un vuoto intenso e vivo, che si può leggere in tanti modi, anche come l' immagine di un mondo che riparte da zero. E questo Amleto, con cui lo Stabile di Torino (TST) apre la stagione e i festeggiamenti per i 70 anni, è a suo modo una ripartenza e coraggiosa, perché di questa tragedia che altro c’è da aggiungere?

Leonardo Lidi, il regista, e Diego Pleuteri, il drammaturgo (e direttore under 35 del TST), infatti, hanno fatto un lavoro di sottrazione molto sottile e quello che è rimasto è il teatro, gli attori che nella testa di Shakespeare smascherano il colpevole. I personaggi diventano, così, malinconiche maschere, un po’ guitti e giullari, tutti recitano ciò che non sono, perfino gli spettatori chiamati in causa per declamare: "Trattali bene gli attori, perché sono l'essenza di un'epoca".

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La scena, una gradinata a semicerchio, col sipario di plastica e una passerella, tutta bianca è un vuoto intenso e vivo, che si può leggere in tanti modi, anche come l' immagine di un mondo che riparte da zero. E questo Amleto, con cui lo Stabile di Torino (TST) apre la stagione e i festeggiamenti per i 70 anni, è a suo modo una ripartenza e coraggiosa, perché di questa tragedia che altro c’è da aggiungere?

Leonardo Lidi, il regista, e Diego Pleuteri, il drammaturgo (e direttore under 35 del TST), infatti, hanno fatto un lavoro di sottrazione molto sottile e quello che è rimasto è il teatro, gli attori che nella testa di Shakespeare smascherano il colpevole. I personaggi diventano, così, malinconiche maschere, un po’ guitti e giullari, tutti recitano ciò che non sono, perfino gli spettatori chiamati in causa per declamare: "Trattali bene gli attori, perché sono l'essenza di un'epoca".

Sì, questo Amleto è un atto d’amore per il teatro: teatro come ‘trappola per catturare la coscienza del re’, teatro come isola di umanità e poesia dove si gioca il complesso rapporto fra onestà e tradimento e teatro come comunità, e in questo caso di attori eccellenti: l’Amleto, liberato dalla sua natura rivendicativa di uno strepitoso Mario Pirrello con frangettina e taglio a paggetto, l’Orazio con gli occhiali di Christian La Rosa, l’Ofelia di Giuliana Vigogna e poi Nicola Pannelli, Ilaria Falini, Rosario Lisma e Alfonso De Vreese.

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Amleto

regia di Leonardo Lidi

voto: 3 stelle su cinque

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