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La bottega di Maurizio Casagrande: “Insegno teatro ai ragazzi, come faceva mio padre”

Maurizio Casagrande, 63 anni 

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Le molte vite dell’attore, dall’accademia paterna alle compagnie teatrali al sodalizio - anche cinematografico – con Vincenzo Salemme. Ora torna in scena con due spettacoli. “Il teatro comico deve avere qualcosa di serio da dire”
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ROMA – Figlio d’arte, musicista, attore, autore, sceneggiatore, regista di teatro e di film, direttore d’una scuola, e conduttore d’un format, Maurizio Casagrande sta replicando due suoi spettacoli, Il viaggio del padre dal 6 al Teatro Acacia di Napoli, e La prova del nove dal 7 dicembre a Foggia. Casagrande ha vissuto molte vite. «A scuola suonavo la batteria nella banda rock dei Tetra Neon, ho frequentato la scena nell’Accademia di mio padre Antonio Casagrande (artista di prosa e lirica), poi nella compagnia di Nello Mascia ho fatto Viviani con regie di Gregoretti e di Scaparro, finché Achille Millo mi chiamò a Parigi per una sostituzione nel suo Io Raffaele Viviani. Ho partecipato all’avvio del Teatro Bellini. Anni dopo partì il gran sodalizio con Vincenzo Salemme in scena e al cinema. Dopo aver recitato con Vincenzo fino all’incoscienza, ho cominciato anche con miei film e miei testi».

Casagrande con Vincenzo …

ROMA – Figlio d’arte, musicista, attore, autore, sceneggiatore, regista di teatro e di film, direttore d’una scuola, e conduttore d’un format, Maurizio Casagrande sta replicando due suoi spettacoli, Il viaggio del padre dal 6 al Teatro Acacia di Napoli, e La prova del nove dal 7 dicembre a Foggia. Casagrande ha vissuto molte vite. «A scuola suonavo la batteria nella banda rock dei Tetra Neon, ho frequentato la scena nell’Accademia di mio padre Antonio Casagrande (artista di prosa e lirica), poi nella compagnia di Nello Mascia ho fatto Viviani con regie di Gregoretti e di Scaparro, finché Achille Millo mi chiamò a Parigi per una sostituzione nel suo Io Raffaele Viviani. Ho partecipato all’avvio del Teatro Bellini. Anni dopo partì il gran sodalizio con Vincenzo Salemme in scena e al cinema. Dopo aver recitato con Vincenzo fino all’incoscienza, ho cominciato anche con miei film e miei testi».

Casagrande con Vincenzo Salemme e il cast della commedia "E fuori nevica!" 

Ora tocca al suo Il viaggio del padre a teatro. «Il rapporto tra figlio e genitore alla conquista d’una stima paterna. Mi sono ispirato a Il viaggio dell’eroe di Chris Vogler. Ci sono io, padre pragmatico, e mio figlio, un sognatore sensibile, e finiamo su un’isola di scarti di plastica: una storia ecologica, con due modi di vedere il mondo, l’idea trumpiana di ricavare soldi dai rifiuti contrapposta a un’emergenza umana. Il teatro comico deve pur avere qualcosa di serio da dire».

Casagrande in scena con Vincenzo Salemme 

Ma Casagrande è più strumentista o interprete? «Pensavo di non essere un attore, poi ho capito che mi piace dialogare e interagire. Fin dal primo ruolo che Salemme mi riservò in …E fuori nevica!, consapevolezza avuta in una decina di suoi copioni. Ma ne ho provate di tutti i generi. Nella fiction Carabinieri avevo mio padre nella parte di mio padre. Ho fatto una trasposizione teatrale di Io speriamo che… me la cavo. A farmi tornare indietro alla vocazione sonora è la commedia più recente». Si sta riferendo a La prova del nove, un mix di teatro, musica e canto. «Sperimento, costretto da un produttore, una struttura che fa comodo a un’attrice favorita da una relazione. Mi rivolgo a quelli che hanno avuto troppa fortuna. Nel cast ho voluto attori che suonano (me compreso), e musicisti che recitano».

L'attore con Renzo Arbore 

Per non farsi mancare niente, Casagrande lavora in film altrui. «Ho partecipato al film in uscita di Massimiliano Gallo La salita, ricostruzione di quando Eduardo andò a visitare i reclusi del carcere minorile di Nisida. Io faccio l’attore preparatore dei giovani attori della prigione. E ne La badante di Vincenzo Marra vesto i panni di un sacerdote accanto a un’anziana napoletana ostile alle case di riposo ma non a una cingalese».

Casagrande imita alla radio le cronache sportive di Raimondo Vianello dedicandole alla squadra del Napoli, e insegna teatro ai giovani. «Mi diverto con gli 11-16 enni nella mia Bottega delle Arti 2.0 dell’Istituto Pontano. Ma il cuore mi batté quando, vedendo il video d’un treno gigantesco nel mio Mostri a parte, mio padre me ne chiese una copia».

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