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Federica Rosellini è “Dracula” a teatro: “Non solo un romanzo, ma un archetipo del non-morire”

Federica Rosellini (credits: Andrea Macchia) 

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Capelli rasati a zero e una scena stravolta, l'attrice reinventa il vampiro che sfida tempo e genere sul palco
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Non solo un romanzo, ma un archetipo del non-morire. Dracula di Bram Stoker, da quando è uscito nel 1897 il romanzo, ha scandito più di un secolo di cinema e teatro, dal Nosferatu muto di Murnau (1922), ai volti inquieti di Christopher Lee, Bela Lugosi, alla rilettura malinconica di Herzog o romantica di Coppola, via via fino a Dracula, l’amore perduto di Besson nelle sale in questi giorni. Ma, a memoria, mai il celebre vampiro è stato interpretato da una donna che ha mortificato la bellezza della sua femminilità in un’altra sciamanica e evocativa. Capelli rasati a zero, il cappottone lungo un po’ alla principe dei ratti di Herzog, quasi senza genere, Federica Rosellini è la protagonista del Dracula teatrale dall’11 novembre all’Astra di Torino con Teatro Piemonte Europa.

Trentasei anni, della nuova generazione di attrici dove è unanimemente considerata tra le migliori, ha lavorato al cinema con Daniele Luchetti (Confid…

Non solo un romanzo, ma un archetipo del non-morire. Dracula di Bram Stoker, da quando è uscito nel 1897 il romanzo, ha scandito più di un secolo di cinema e teatro, dal Nosferatu muto di Murnau (1922), ai volti inquieti di Christopher Lee, Bela Lugosi, alla rilettura malinconica di Herzog o romantica di Coppola, via via fino a Dracula, l’amore perduto di Besson nelle sale in questi giorni. Ma, a memoria, mai il celebre vampiro è stato interpretato da una donna che ha mortificato la bellezza della sua femminilità in un’altra sciamanica e evocativa. Capelli rasati a zero, il cappottone lungo un po’ alla principe dei ratti di Herzog, quasi senza genere, Federica Rosellini è la protagonista del Dracula teatrale dall’11 novembre all’Astra di Torino con Teatro Piemonte Europa.

Trentasei anni, della nuova generazione di attrici dove è unanimemente considerata tra le migliori, ha lavorato al cinema con Daniele Luchetti (Confidenza) , Gianni Amelio (Campo di battaglia) a teatro con Ronconi, Latella, Ferlazzo Natoli e con Andrea De Rosa che ora l’ha voluta per un Dracula che si preannuncia originalissimo: site specific, perché ha stravolto la sala dell’Astra, con il pubblico avvolto dall’azione che si svolge anche in platea trasformata in una parete verticale, con effetto quasi immersivo, e perché il testo di Fabrizio Sinisi ha estratto dal dramma originale l’idea che a essere mostruoso non è il vampiro ma è prolungare la vita, restare intrappolati nel tempo.

“Dracula è una creatura che oscilla fra mille età, bloccata dentro il limbo del tempo e proprio questa mostruosità è uno degli elementi struggenti della storia. Per questo non pretendo di recitare il maschile, nè è una cosa che mi interessi”, spiega Federica Rosellini. Tanto più che nella riscrittura di Sinisi il camminare di Dracula in una notte infinita che arriva fino quasi al nostro futuro, prende le mosse da un trauma: lo stupro della donna amata e sempre cercata, quella per cui, come dice il vampiro di Coppola, ‘ho attraversato gli oceani del tempo per ritrovarti’. E non solo una donna che porta in scena la violenza a una donna è un’ulteriore cassa di risonanza, ma rende più profondo il dolore umano dietro l’ “animalità notturna” del ‘mostro’, un po’ pipistrello, un po’ un ragno.

“Io lavoro molto sul corpo scenico. Per me l'attorialità e l'autorialità sono sempre state due cose legate. Ho iniziato a fare le primissime regie che avevo 18 anni e la prima compagnia che ne avevo 25, a riprova che sono sempre stati due binari paralleli. Per questo anche esibirmi con la testa rapata non è una sfida. L'ho fatto in prima battuta per iGirl di Marina Carr (lo spettacolo che da marzo sarà ancora in tournèe, insieme a un altro lavoro Ivan e i cani di Hattie Naylor, un progetto fra autorialità e sound designer di Federica, ndr.), ed è interessante perché per me è stato come un azzerarmi. Quando sei troppo sicuro dentro un'immagine qualcosa si deteriora e dopo 15 anni che lavoro volevo fare un giro di boa e siccome non sono una donna da mezze misure ecco qua.… Questa rasatura per assurdo, in alcuni momenti, è anche qualcosa di iper femminile”.

Dracula, Frankenstein, Bugonia... sono alcuni dei mostri “spettacolari” tra cinema e teatro di questi nostri tempi: e non è un caso, dice Federica Rosellini, che l’anno prossimo potrebbe interpretare Marilyn Manson, a suo modo mostruoso pure lui. “Sono tempi difficili in cui ci sentiamo in una terra precaria. E in queste figure paradigmatiche cerchiamo come relazionarsi in maniera diversa alla morte, che non è un'accettazione, perché è inaccettabile, ma un domandarsi come sopravvivere”.

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