Quante risorse appassionanti, in Ottavia Piccolo, che corona 65 anni di teatro serio, sociale e politico. Indossa un costume maschile e femminile. Assume la voce del protagonista della storia, quella del suo nemico ideologico, e i toni coscienziosi della moglie del politico biografato. Studia la fisionomia giovane e l’epilogo tragico che a 39 anni stronca quella vita. Alterna monologhi serrati al climax con sei solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. Plasma un capolavoro di dignità, sguardi, posture e imposture che è la documentatissima opera Matteotti (anatomia di un fascismo) scritta da Stefano Massini per lei e per un tributo agli oltre cent’anni dall’agguato squadrista di cui il parlamentare fu vittima. Regia di Sandra Mangini, video di Raffaella Rivi, sonorità di Enrico Fink e marchio di Argot, Sipario Toscana, Stabile dell’Umbria.
Nel testo diacronico Ottavia Piccolo al Vittoria parte dal 14 giugno 1924, quarto giorno dopo il rapimento, quando Velia Matteotti incontra pe…
Quante risorse appassionanti, in Ottavia Piccolo, che corona 65 anni di teatro serio, sociale e politico. Indossa un costume maschile e femminile. Assume la voce del protagonista della storia, quella del suo nemico ideologico, e i toni coscienziosi della moglie del politico biografato. Studia la fisionomia giovane e l’epilogo tragico che a 39 anni stronca quella vita. Alterna monologhi serrati al climax con sei solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. Plasma un capolavoro di dignità, sguardi, posture e imposture che è la documentatissima opera Matteotti (anatomia di un fascismo) scritta da Stefano Massini per lei e per un tributo agli oltre cent’anni dall’agguato squadrista di cui il parlamentare fu vittima. Regia di Sandra Mangini, video di Raffaella Rivi, sonorità di Enrico Fink e marchio di Argot, Sipario Toscana, Stabile dell’Umbria.
Nel testo diacronico Ottavia Piccolo al Vittoria parte dal 14 giugno 1924, quarto giorno dopo il rapimento, quando Velia Matteotti incontra per cinque minuti il Duce che si finge sdegnato, inducendo l’ormai vedova a rifiutare camicie nere al feretro: toccante, ciò che sentiamo. Nel rewinding c’è l’antifascista nel Polesine contro Italo Balbo, l’Hemingway che scopre la farsa del regime. Il j’accuse da deputato contro il regime è l’autocondanna a morte. Ottavia ha un fiato, un’anima grande. Dal 13 a Tortona, Ivrea, Ferrara.
Matteotti (anatomia di un fascismo) Scritto da Stefano Massini Regia di Sandra Mangini
Voto: 4.5/5