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Riccardo Muti nel carcere di Opera: “Voi, anime in cerca di pace”

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La giornata del Maestro tra i detenuti. Gli incontri, il concerto con gli 'strumenti del mare'. Poi ha accompagnato al piano un condannato ex cantante lirico. Tra gli ospiti anche Achille Lauro
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MILANO – Quanta commozione, emozione, voglia di sogno, di speranza l’altra sera nel carcere di Opera. “Ho trovato più bellezza, poesia, spiritualità tra queste mura che fuori, nella bambagia dove perdiamo di vista troppo spesso sensibilità e sentimenti”. E sono proprio le parole di Riccardo Muti a raccontare una “serata magica”, come l’ha definita Rosalia Marino, la direttrice dell’istituto di pena milanese, dove sabato, l’84enne Maestro, ha tenuto con la sua orchestra Cherubini un concerto che è stato molto di più: dialogo, incontro, abbraccio per duecento detenuti.

(ansa)

Nel nome della musica, del suo valore etico, Muti ha spesso portato concerti nelle carceri, anche in Usa (e da stamane è già in volo in vista di una tournée con la Chicago Symphony) ma qui a Opera, istituto di pena definitiva, ha dedicato una intera giornata, generoso, colloquiale, pranzando con gli agenti, parlando coi detenuti, p…

MILANO – Quanta commozione, emozione, voglia di sogno, di speranza l’altra sera nel carcere di Opera. “Ho trovato più bellezza, poesia, spiritualità tra queste mura che fuori, nella bambagia dove perdiamo di vista troppo spesso sensibilità e sentimenti”. E sono proprio le parole di Riccardo Muti a raccontare una “serata magica”, come l’ha definita Rosalia Marino, la direttrice dell’istituto di pena milanese, dove sabato, l’84enne Maestro, ha tenuto con la sua orchestra Cherubini un concerto che è stato molto di più: dialogo, incontro, abbraccio per duecento detenuti.

(ansa)

Nel nome della musica, del suo valore etico, Muti ha spesso portato concerti nelle carceri, anche in Usa (e da stamane è già in volo in vista di una tournée con la Chicago Symphony) ma qui a Opera, istituto di pena definitiva, ha dedicato una intera giornata, generoso, colloquiale, pranzando con gli agenti, parlando coi detenuti, provando con quelli, circa un’ottantina, del coro “La Nave di San Vittore” che assieme ai volontari e ex cantanti lirici, nel Va pensiero si è preso la standing ovation.

“In un mondo che va a rotoli, la musica fa molto, perché è fatta di linee compositive diverse ma che dialogano e tendono insieme all’armonia. Questo dovrebbe fare la società”, ha detto Muti alla platea dove sedevano ospiti esterni, da Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, a Gianmarco Mazzi sottosegretario alla Cultura, Don Mazzi, Achille Lauro che stringendo la mano al Maestro ha ribadito: “In una realtà difficile come questa la musica è il primo canale per ritrovare se stessi”.

Il concerto di Muti, che ha inaugurato il nuovo teatro del carcere intitolato a don Luigi Pedrollo e fresco di restauro anche grazie al Ravenna Festival, ha avuto un importante valore simbolico, perché i giovani “Cherubini” hanno suonato “sugli strumenti del mare” come avevano già fatto a Lampedusa: violini, viole, violoncelli fino al nuovo clavicembalo, realizzati dai detenuti di Opera fin dal ‘21 lavorando il legno dei barconi dei migranti, “trasformati così da elemento di morte in rinascita’ ha sottolineato Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Casa dello Spirito e delle Arti che offre ai detenuti opportunità di lavoro.

Dopo le note di Vivaldi e di Verdi con la voce di un soprano di vaglia come Rosa Feola, il momento che ha fatto venire il magone a tutti è stato quando alcuni detenuti hanno ricambiato l’impegno di Muti con i loro pensieri, Umberto, Lucio, Vittoria, Nicolae, Salvatore, Laura... e poi Mirto, 31 enne, qui per un delitto diventato un caso di cronaca, tra le lacrime, dopo 4 anni di silenzio, è tornato a cantare da sopranista accompagnato al piano proprio da Muti che lo ha spronato a continuare. “Quando ci tendete la mano, gettate un seme di fiducia in un terreno altrimenti arido”, gli ha detto Ivan, uno dei detenuti. E il Maestro: “Sono io che ringrazio voi, mi avete arricchito, avete un’anima che cerca pace”.

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